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In due soli anni un singolo virus ha cambiato totalmente la reputazione dei medici, nonché il loro vero e proprio ruolo attivo all’interno della società. Una volta che il COVID ha stravolto in relativamente così poco tempo l’intero globo compresi i sistemi politici e sanitari, questa professione che è stata il cardine che ha permesso all’intero genere umano di non cadere totalmente vittima di un virus, è stata spesso ripagata con insulti, minacce e appellativi non poco meschini

Abbiamo contattato uno specialista, il dott. Granito Alfredo Pio, medico curante del Comune di Bosco Chiesanuova, per fare chiarezza sia sulla situazione pandemica sia sul ruolo che oggi sta assumendo la figura del medico. 

Dott. Granito Alfredo Pio

Dottor Granito, assistiamo a un grande dibattito e a momenti di forte tensione in merito all’opportunità, in alcuni casi all’obbligo, di vaccinazione. Da medico, qual è la sua opinione in merito?

L’obbligo di vaccinazione avrebbe avuto un senso all’inizio, ora con la vaccinazione che ha raggiunto il 93% della popolazione non ha proprio nessun senso in quanto coloro che non hanno voluto farlo fino ad oggi troveranno soluzione in qualsiasi modo per non vaccinarsi. La campagna tuttavia è stata fondamentale. Ricordo ancora in maniera vivida la prima ondata dove ho avuto anche il contagio e nel mentre ero in quarantena mi avvisavano dei pazienti che purtroppo decedevano perché comunque non si conosceva né come affrontare il virus né come affrontare i sintomi. Non si sapeva che metodo clinico attivasse il virus per potersi replicare o che danni poteva fare a livello organico, quindi credo che il vaccino sia stata un’arma fondamentale; adesso come con tutte le cose, il genere umano riuscirà ad adattarsi, la natura spero che ci dia una mano. 

La comunità no-vax, in molti casi, ha manifestato la propria contrarietà con gesti eclatanti con pressioni o minacce anche nei confronti di voi medici di base, magari per ottenere l’esenzione. Ha ricevuto minacce anche lei? E se sì, come ha reagito?

Come medico sono stato minacciato più volte: sia come medico vaccinatore che come medico certificatore per le esenzioni. Le minacce che vengono effettuate ai medici purtroppo non hanno nessuna logica fondamentale, il medico cerca di fare il bene del paziente e cerca una soluzione per evitare sia il ricovero che la morte del paziente. La cosa peggiore sono a volte il riscontro dell’arroganza e della presunzione di saper tutto; un sapere che deriva dal web e che al 90% non ha nessun fondamento. Ho riscontrato sempre più che il vaccino ha funzionato e questo ho cercato di farlo comprendere a numerosi pazienti; a molti di quelli che avevano paura e quindi no-vax “per paura” sono riuscito di fatto a fargli aprire gli occhi, con altri invece che sono prevalentemente legati a dei dogmi mentali, non c’è nulla da fare. Sono stato interrogato anche dai carabinieri per le minacce che sono pervenute alla mia persona; sono minacce che sono arrivate proprio mentre stavo facendo le campagne vaccinali ma questo non mi ha fermato. Cerco di far capire alla gente che il vaccino è fondamentale…vedremo come si evolverà nel tempo tutta la situazione. La cosa importante è andare avanti e seguire i propri principi, le proprie idee, e cercare di fare il meglio per i propri pazienti. Coloro che non vogliono non comprendono o meglio, non vogliono comprendere, sono un altro discorso. 

Come è cambiata la vostra professione negli ultimi due anni?

Sono medico da molti anni e sinceramente gli ultimi due sono stati davvero difficili in quanto ci siamo trovati, come categoria, impreparati a eventi del genere. Mai si poteva ipotizzare un organismo così microscopico potesse mettere in ginocchio tutti i cardini della società e soprattutto scaturisse quello che ha determinato un grande timore almeno nella fase iniziale tra i medici, ovvero proprio la consapevolezza dell’impotenza in quanto il virus era totalmente sconosciuto. Ora la situazione è completamente diversa, si affronta con dei farmaci, si contrasta con delle terapie e soprattutto con la vaccinazione. Le cose messe insieme portano a una logica riduzione dei contagi. Essere settoriali a mio avviso è molto sbagliato; puntare tutto sulla vaccinazione non è la soluzione ideale e va comunque integrata con tutte le conoscenze che abbiamo acquisito e tutte le terapie che possiamo mettere in atto. 

Tornasse indietro, farebbe la stessa scelta professionale?

Se tornassi indietro farei la medesima scelta consapevole di ciò a cui andrei incontro. È il mestiere per me più bello anche se più difficile. La cosa più difficile da affrontare è proprio quando perdi un paziente e questo purtroppo con il virus è accaduto. Ci si sente impotenti e a volte ci si arrabbia con se stessi, ci si pone delle domande: se si poteva fare questo o quello o qualcosa di più o qualcosa in meno. Anche se lentamente, piano piano in questi due anni stiamo imparando sempre più sul COVID è credo che fra un po’ non ci farà più paura, né a me né a tutti. La professione quindi è quella giusta. 

E come pensa si evolverà la situazione pandemica? Dobbiamo aspettarci che il virus si debelli totalmente o convivere con noi per sempre? 

Il virus è destinato a rimanere con noi credo per sempre,  dovremmo imparare a conviverci con le dovute cautele, non sottovalutarlo mai. In ogni caso è una infezione che può portare alla morte del paziente anche se credo che piano piano la natura ci stia aiutando in questo senso. Parrebbe, a detta anche dell’organizzazione mondiale della sanità, che le nuove forme di COVID determinino una immunità generazionale. Confidiamo molto in questo e soprattutto anche nelle scoperte scientifiche. Per arrivare come si suol dire ad una situazione di approdo a questa pandemia, credo che sia importante ricordare che un essere microscopico ha stravolto quello che l’umanità pensava fosse una civiltà evoluta; una cosa così piccola ha messo in ginocchio il mondo intero e spero che questo abbia dato una lezione a tutto il genere umano. Che non ci si trovi più di fronte prima di tutto a una nuova pandemia del genere: che porti morte e distruzione, collassi dei sistemi sanitari, collassi di sistemi politici. Che un po’ tutti abbiano imparato a conoscere i propri limiti, a migliorare se stessi in tutti i settori. Parlando come medico spero che la ricerca e lo sviluppo sul territorio della medicina diventi sempre più forte e sempre più vigile. 

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