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La primavera è cominciata da pochi giorni, eppure sembra siano trascorsi mesi dal freddo inverno… i prati fioriti, le prime foglie che rinverdiscono gli alberi, la brezza tiepida, tutto ci riporta alla nuova stagione.

Quest’anno la primavera è cominciata domenica 20 marzo, ma come possiamo stabilire la data dell’equinozio di primavera?

La moderna astronomia con il termine equinozio, di primavera o d’autunno, indica il momento in cui il Sole si trova perpendicolare alla linea dell’equatore.

L’alternarsi delle stagioni

Se ad oggi possiamo facilmente rispondere alla domanda “Perché la primavera comincia in questo periodo?” avvalendoci delle conoscenze riguardo il moto di rivoluzione terrestre, come spiegavano gli antichi Romani l’inizio della primavera?

Il Pantheon di Roma

L’equinozio di primavera secondo il Pantheon di Roma

Il Pantheon, uno degli edifici romani più complessi e affascinanti, fu costruito nel 27 a. C. su commissione di Marco Vipsanio Agrippa e, dopo aver subito due incendi, fu ricostruito nella forma in cui appare oggi tra il 118 d. C. e il 125 d. C., al tempo dell’imperatore Adriano.

La cupola del Pantheon, con i suoi 43,44 metri di diametro, è la cupola in calcestruzzo non armato più grande al mondo.

Cupola del Pantheon

A sorprendere non sono solo le straordinarie dimensioni della cupola, ma anche l’apertura del diametro di 9 metri, unica fonte di luce, che si trova al centro di questo capolavoro architettonico.

L’Oculus, così chiamato, è sicuramente l’elemento più misterioso e intrigante del Pantheon, dato che crea un suggestivo cono di luce all’interno della struttura; non è solo una fonte di luce, ma anche uno strumento di straordinaria precisione per determinare solstizi ed equinozi.

Equinozio di primavera nel Pantheon

Cosa accade quindi nel Pantheon con l’alternarsi delle stagioni?

L’ellisse luminosa creata dall’Oculus segue infatti lo scorrere dei vari periodi; il giorno dell’equinozio di primavera, a mezzogiorno, proietta la sua luce esattamente verso il portone d’ingresso.

Avviene lo stesso durante l’equinozio d’autunno, invece, nel giorno del solstizio d’estate, l’ellisse di luce si proietta sul pavimento; al contrario, durante il solstizio d’inverno il fascio luminoso si proietta sulla cupola.

Questo gioco di luci era necessario per scandire i vari periodi dell’anno e, tutt’oggi, risulta abbastanza accurato.

L’Oculus del Pantheon

Il ritorno di Proserpina dagli Inferi

Nonostante la precisione dell’Oculus del Pantheon, a Roma, come in tutto il mondo antico, il metodo più utilizzato per spiegare i fenomeni naturali era la mitologia.

Il mito di Cerere e Proserpina, corrispondente al precedente mito greco di Demetra e Persefone, narrava dell’alternarsi delle stagioni.

ll rapimento di Proserpina ad opera di Plutone

Proserpina, bellissima figlia di Cerere, dea dell’agricoltura e della fertilità, venne rapita da Plutone, dio degli Inferi, che, innamoratosi della fanciulla, decise di sposarla.

Il rapimento gettò nello sconforto più totale Cerere, che trascurò i suoi doveri di dea, trasformando la terra in un luogo sterile.

Gli altri dei capirono che il solo modo per porre fine a quella carestia, causata dal dolore di Cerere, era restituirle la figlia perduta.

Plutone, costretto da Giove, re degli dei, lasciò andare Proserpina, tuttavia, prima di concederle la libertà, le fece mangiare un chicco di melograno: chi mangiava negli Inferi, si legava per sempre a questo mondo, e così accadde anche per Proserpina.

Secondo i Romani quindi, durante i sei mesi che Proserpina trascorreva sulla terra, insieme alla madre, Cerere faceva rifiorire il mondo, per festeggiare la figlia.

Durante invece il periodo in cui Proserpina si allontanava, per ritornare dal marito, la terra tornava ad essere un luogo arido e privo di vita, a causa della tristezza di Cerere.

Primavera: l’etimologia romana del termine

La parola stessa che usiamo per indicare la stagione della rinascita della natura (e, in senso metaforico, una qualsiasi rinascita) ha origini romane.

Primavera deriva infatti dall’aggettivo romano primus e da ver, riconducibile alla radice sanscrita vas, che indicava “ardere”, “splendere”.

Probabilmente da questa radice indoeuropea derivò anche il nome della dea romana Vesta, protettrice del focolare domestico.

Come durante l’epoca romana, anche oggi la primavera rappresenta per tutti un momento di rinascita… non resta quindi che approfittare della gioia di Cerere e godere del gioioso risveglio della natura!

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