Frana a Ischia, morti e distruzione dietro l’ombra dell’abusivismo

All’alba del 26 novembre si è aperto uno squarcio da una montagna a Ischia, che ha travolto il paese di Casamicciola, togliendo la vita a parecchie persone. Secondo la geologa Pennetta, tra le cause non c’è solo l’acqua, ma anche il “cemento”.

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Foto da Il Post
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Nella mattinata di sabato 26 novembre, a Ischia, c’è stata una grande alluvione, addirittura una delle più forti degli ultimi venti anni, che ha causato una frana del Monte Epomeo, distruggendo Casamicciola Terme.

Sky TG24

Secondo la geologa Micla Pennetta, docente di Geomorfologia all’Università Federico II, la colpa non è solo dell’intensità della pioggia, ma soprattutto del “cemento”. Nella zona interessata il terreno è di natura vulcanica, poco compatto e poco resistente. Il suolo, quindi, ha ridotto la capacità di assorbimento delle acque, che scivolando a valle, hanno creato una vera e propria colata detritica. Riflettendo sulle parole degli esperti in materia, allora, si pensa che la principale causa di ciò sia un problema che riguarda Ischia a fondo e con il quale l’Isola ha già avuto a che fare: l’abusivismo.

Si potevano costruire delle delle case in quel luogo? Questa è la domanda che un po’ tutti ci stiamo ponendo nelle ultime ore. Verificando un attimo le fonti, la risposta scontata e ovvia è no, dato che Casamicciola era  già stata precedentemente abbattuta da una frana nel lontano 1883.

Inoltre analizzando altri dati, si può scoprire che nel paese ischitano una casa su due è abusiva. Questo, quindi, è un fenomeno molto comune, che l’Isola dovrà sistemare e con cui dovrà fare i conti.

Le operazioni di scavo e di soccorso, nel frattempo, sono finite: le vittime sono dodici, tra cui un neonato. L’ultimo disperso è una donna che è stata ritrovata morta il 6 dicembre. La ricerca, allora,finisce qui, non ci si aspetta più di trovare altri corpi sotto al fango. A Ischia, quindi, dopo quasi due interminabili settimane di scavi le operazioni per il rinvenimento dei cadaveri finiscono qui.

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