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Marina Ovsyannikova, giornalista russa di 44 anni, ormai dall’ottobre dell’anno appena passato, è stata costretta a fuggire con la propria figlia dal suo Paese, la Russia, la settimana prima del suo processo. Ma perché ha dovuto fare questo? 

Come ben noto da tempo lo scontro tra il paese di Putin e l’Ucraina è in azione e tuttora continua senza un limite. La giornalista, ora residente a Parigi, di recente ha rilasciato delle dichiarazioni in una conferenza stampa assieme a Reporter Senza Frontiere, l’Ong che l’ha aiutata a scappare dal suo Paese,  raccontando nei dettagli l’accaduto.

Agli inizi del mese di marzo 2022, Ovsyannikova, durante un servizio TV di un’altra sua collega in onda su Russia1, ha mostrato chiaramente alla telecamera un cartello in favore dell’Ucraina, richiamando l’attenzione del pubblico e chiedendo di terminare lo scontro. Ovviamente tutto ciò non è stato ben visto dal regime russo che, nel giro di poche ore, ha spedito in carcere la giornalista.

Marina racconta che Deloire Christophe, direttore di Reporter Senza Frontiere, avesse reso nota la propria disponibilità in caso di richiesta di aiuto, ancor prima che la giornalista mostrasse in televisione la propria protesta. Nei seguenti mesi, Ovsyannikova prova varie fughe e tentativi di salvataggio, ma senza successo. Infatti il governo russo la obbliga ad indossare al polso una cavigliera che avrebbe segnato in ogni istante la sua posizione. Anche il suo legale, di fronte alla situazione, le consiglia spassionatamente di abbandonare il Paese per la propria incolumità.

La giornalista, assieme a sua figlia, tramite un piano ben architettato e studiato, che prevede prima di tutto l’eliminazione del bracciale, in seguito l’utilizzo di ben sette mezzi di trasporto, le permette di uscire dal Paese, percorrendo infine una tratto di strada a piedi per non destare l’attenzione delle guardie di frontiera. «L’ultimo veicolo che abbiamo usato era rimasto incastrato nel fango e non avevamo rete nei telefoni, così abbiamo dovuto orientarci guardando le stelle. Ci nascondevamo dalle luci delle guardie di frontiera».

Marina non ha mai smentito di essere stata sempre fedele a ciò che le veniva imposto di fare dal regime di Putin, affermando che tutto ciò che faceva era per il suo bene e della propria famiglia. Ad oggi, come detto già in precedenza, vive in Francia con la propria figlia e, nonostante le sue varie dichiarazioni, molte persone criticano ancora la sua persona e quello che ha fatto in passato, non opporsi al governo russo. 

Fortunatamente ora lei è al sicuro. Vedremo prossimamente come proseguirà la terribile guerra che, da ormai più di un anno, tiene il mondo con il fiato sospeso.

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Pietro Spadi
Mi presento, il mio nome è Pietro, ho quindici anni e sono uno studente di quinta ginnasio al liceo classico della “Scuola alle Stimate” di Verona. La prima cosa che vorrei dire su di me è il carattere. Personalmente ritengo di avere dei pregi, ma anche dei grandi difetti. Il lato di Pietro positivo è caratterizzato principalmente dalla solarità e dalla tranquillità. Inoltre mi ritengo un tipo socievole e provo sempre a cercare l’armonia nei rapporti con le persone. Invece, parlando del mio lato negativo, vorrei partire citando la mia insicurezza. La poca fiducia in me stesso mi porta a prendere scelte o azioni sbagliate che coprono il vero me stesso. Questo è un problema che affronto da molti anni, ma che trovo sempre difficoltà a superare. Sono anche molto frettoloso e talvolta poco determinato. Ora vorrei soffermarmi sui miei hobby. Quello a cui tengo di più è la pallavolo, sport che pratico da 5 anni e che mi appassiona molto. Il mio ruolo è quello di palleggiatore e nonostante non abbia una statura troppo elevata, cerco sempre di farmi valere in campo. Il mio secondo hobby è uno strumento, ovvero il basso, che suono dalla terza elementare e che ormai fa parte di me. A scuola la materia che preferisco è grammatica (italiano) che mi piace molto e studio anche molto volentieri. Con questo credo di aver detto le caratteristiche principali della mia persona e di chi sono.

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