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Palazzo Maffei è il più scenografico e noto edificio della città di Verona e oggi, 25 aprile rimarrà aperto, in modo straordinario, facilitando ai turisti la scoperta di un bene culturale e delle collezioni lì custodite.

Inoltre, è bene ricordare che saranno garantite le aperture infrasettimanali, anche il lunedì, un giorno che solitamente vede chiusi la maggior parte dei luoghi di cultura. Questa scelta gioverà al sistema turistico della città di Verona, contribuendo alla continuità e alla differenziazione degli accessi ai luoghi di maggior rilievo.

La Storia di Palazzo Maffei

Palazzo Maffei

Il palazzo si trova in Piazza delle Erbe. Fu edificato nel 1668 da Rolandino Maffei che intendeva ornare Verona e dare una degna abitazione alla ricca famiglia di banchieri da cui discendeva. La prima richiesta di edificazione è del 1626, confermata sia da un documento del 1653 e da altre notizie del 1663 e da quella d’ampliamento del 1695. 

Non è noto il nome dell’architetto autore del palazzo e Scipione Maffei, famoso poeta, ipotizzò che fosse un artista romano dato che I Maffei avevano ramificazioni anche nell’Urbe. L’edificio si sviluppa su tre piani poggianti sui cinque archi di un falso portico. L’ingresso al cortile è asimmetrico perché si apre sul quarto arco da sinistra, il piano nobile è ornato da cinque finestroni a timpani alternati ad arco e ad angolo, balaustre, semicolonne e mascheroni grotteschi completano l’imponente sfilata. Il piano superiore alterna tre finestre a due porte su un poggiolo a ringhiera mentre, sotto la balaustra che sostiene sei statue di dei dell’Olimpo, corre una fascia decorativa a mensole, cartigli e ricchi festoni. 

Il collezionista Carlon

Anima di questa importante operazione di apertura straordinaria è Luigi Carlon, Cavaliere del Lavoro, imprenditore e collezionista veronese, l’allestimento è curato dallo studio Baldessari e Baldessari e da un’idea museografica di Gabriella Belli.

Luigi Carlon (Fonte L’Arena)

«La passione per l’arte è stata una cosa naturale. Il piacere del bello mi ha sempre spinto verso questo mondo. La mia prima opera importante è stata “Il saluto dell’amico lontano”, un De Chirico del 1916. Qualcuno di voi forse la ricorderà per averla vista a Palazzo Reale a Milano, nella mostra  “De Chirico” a cura di Luca Massimo Barbero, ma che è stata esposta e ha anche girato vari musei del mondo. Mi ha fin da subito affascinato. Sono da sempre un grande amante della Metafisica. Poi ho cominciato a comprare opere e ad accrescere la collezione, inizialmente a partire dall’arte moderna, poi ho allargato il mio interesse anche all’arte antica. Ad influenzarmi c’erano anche i luoghi in cui vivevo.

Mi sono appassionato anche di mobili antichi, e allo stesso tempo, di arredamento Bauhaus. La mia collezione conta oggi opere dai fondi d’oro al contemporaneo, in un percorso storico-culturale che attraversa i generi, le epoche e le tecniche. Il mio Palazzo Maffei è la casa di un collezionista che ha saputo spaziare in modo eclettico e che ancora oggi non ha abbandonato questo modo di agire».

La collezione Casa Museo

Con il suo percorso eclettico tra capolavori e curiosità che attraversano duemila anni, la Casa Museo Palazzo Maffei offre al visitatore un percorso espositivo dalla “doppia anima”, tra antico e moderno, grazie al dialogo tra una raccolta d’arte di grande interesse, frutto di oltre cinquant’anni di passione collezionista dell’imprenditore Luigi Carlon, e l’atmosfera suggestiva di uno dei più scenografici edifici seicenteschi di Verona. La proposta di visita è sorprendente, con oltre 600 opere, tra cui dipinti, una ventina di sculture, disegni e un’importante selezione di oggetti d’arte applicata (mobili d’epoca, vetri antichi, ceramiche rinascimentali e maioliche sei-settecentesche, ma anche argenti, avori, manufatti lignei, pezzi d’arte orientale, rari volumi) allestiti in XXVIII sale, decorate con stucchi e affreschi.

Collezione Casa Museo (Fonte Palazzo Maffei)

Nella prima parte del percorso espositivo, connotato dagli affacci su Piazza delle Erbe, si privilegia il dialogo con gli ambienti del Piano Nobile del Palazzo a ricreare l’atmosfera di una dimora privata, ma anche il senso di una sintesi tra le arti, con nuclei tematici d’arte antica in cui entra all’improvviso il dialogo con la modernità.

Nella seconda parte, dedicata al Novecento e all’arte contemporanea, si è voluta invece creare una vera e propria galleria museale, in cui spiccano molti capolavori, si scorge la passione per il Futurismo e la Metafisica e s’incontrano alcuni dei massimi artisti del XX secolo: Pablo Picasso, René Magritte, Amedeo Modigliani, Giorgio de Chirico accanto a Max Ernst, Marcel Duchamp, Umberto Boccioni, Giacomo Balla, Gino Severini, ma anche Pablo Picasso, Giorgio de Chirico, Felice Casorati e Giorgio Morandi accanto a René Magritte, Max Ernst, Marcel Duchamp. E ancora Afro, Emilio Vedova, Lucio Fontana, Alberto Burri, Tancredi, Gino De Dominicis, Piero Manzoni, e molti altri.

Le proposte formative di palazzo Maffei alle scuole

Un’altra novità è l’offerta di una didattica tutta dedicata alle scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado. Sarà infatti possibile quindi prenotare visite guidate standard per tutte le classi della durata di un’ora e mezza e laboratori interdisciplinari creativi e stimolanti. Ogni attività verrà proposta in maniera differente in base all’età dei partecipanti: un coinvolgimento più giocoso per i più piccoli, mentre per i ragazzi delle scuole secondarie un approccio più interattivo e approfondito.

Aperta e modulabile per tutte le classi di ordine e grado la visita “Impara l’arte”, in cui i ragazzi potranno conoscere la storia della nascita della Collezione e del suo passaggio dall’ambiente domestico a quello museale, affrontando i grandi temi della storia dell’arte attraverso i dialoghi tra antico e contemporaneo che animano la collezione di Palazzo Maffei. Da Canova a installazioni site specifiche di artisti contemporanei, al confronto tra pittori del Novecento come Lucio Fontana con capolavori del Trecento come il Trittico di Secondo Maestro di San Zeno, o ancora Giorgio de Chirico e l’arte scultorea di epoca romana. 

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Bianca Pellegrini
Mi chiamo Bianca Pellegrini, ho quindici anni e frequento la classe quinta ginnasio al Liceo Classico delle Scuole Stimate. Vivo a Sant'Ambrogio di Valpolicella, un bellissimo paese circondato da campi di viti e ulivi, dove ogni giorno respiro l'aria pulita della campagna. L'atmosfera e l'ambiente in cui abito hanno influenzato molto il mio carattere: infatti sono una ragazza amante della libertà e della natura, nonché della giustizia. Il primo anno di liceo l’ho trascorso al Liceo Linguistico delle Stimate: questa scelta era stata dettata dalla mia passione per le lingue, in particolare per il tedesco e l’inglese, nonostante molti dei miei professori delle medie mi avessero consigliato di iscrivermi al Classico per la mia predisposizione alle materie umanistiche. Verso maggio 2021 però mi sono accorta che il percorso da me iniziato non era quello più consono al mio futuro, dato che mi piacerebbe intraprendere la carriera diplomatica, poiché unirebbe alla perfezione la mia passione per le lingue e quella per la giurisprudenza. Così ho deciso di “trasferirmi” al Liceo Classico e, dopo un’estate di intenso studio e di soddisfazioni nel tradurre le prime versioni di greco, eccomi qui, pronta per iniziare un nuovo anno scolastico impegnandomi al massimo in ciò che ho scelto di fare e cercando di trasformarlo in un percorso formativo indimenticabile!

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