Responsabilità e sacrificio: la realtà del lavoro di pilota di linea

Vi siete mai chiesti cosa c’è dietro a un banale viaggio in aereo che oggi può essere all’ordine del giorno? Noi di Ermes lo abbiamo chiesto a un pilota veronese, Stefano Sperandeo.

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Stafano Sperandeo, pilota di linea.
Stafano Sperandeo, pilota di linea.

Il lavoro del pilota è da sempre visto come un’occupazione affascinante, ma raramente si conosce fino in fondo. Dietro a ogni volo c’è un lungo e complesso percorso di formazione che richiede una grande concentrazione e altrettanta precisione. Il pilota infatti deve, oltre che pilotare l’aereo, essere un punto di riferimento e saper gestire talora situazioni complesse mantenendo la calma, dimostrando di saper prendere decisioni nell’immediatezza. Un pilota si fa carico di molte responsabilità e non è pertanto un lavoro semplice da svolgere.

Noi di Ermes abbiamo intervistato Stefano Sperandeo, uno dei piloti che lavora per la compagnia “Air Dolomiti”, nata nel 1991 con l’obiettivo di garantire collegamenti efficaci tra l’Italia e le diverse destinazioni europee.

Un aereo Air Dolomiti al Catullo di Verona.
Un aereo Air Dolomiti al Catullo di Verona.

Cosa l’ha spinta a voler fare questo lavoro?

Fin da bambino, ero attratto da tutto ciò che si muoveva in cielo. Aeroplanini, riviste di aeronautica, manifestazioni aeree ed amicizie nel campo dell’aviazione hanno intensificato sempre di più questa forte passione. Con il passare degli anni, questa attrazione è diventata…fatale!

Da quanto tempo è pilota?

Pilota nel senso stretto della parola…dall’aprile del 2005, quando ho conseguito la licenza di pilota privato. Come professione, da maggio del 2018.

Com’è stata la sua prima esperienza?

Di “prime” esperienze ne ho avute più di una in realtà. Difficile dimenticare il giorno in cui il mio primo istruttore, appena atterrati dopo un volo di addestramento con il Cessna 152, battendomi la spalla mi disse: ”ok, fermati qua…io scendo, sei pronto per il tuo Solo…te la senti?”. Il “Solo Flight” è il primo grande traguardo di ogni pilota. Volare da soli…emozione unica! Poi c’è stato il mio primo, anzi la mia prima passeggera dopo aver ottenuto la licenza, che si fidò di me. Era la mia fidanzata…che poi diventò mia moglie. E per concludere…il primo volo di linea, con i passeggeri, che è stato per me un sogno che si avvera.

Quanto è lungo e com’è strutturato il percorso per diventare pilota?

Il pilota veronese Stefano Sperandeo .
Il pilota veronese Stefano Sperandeo .

Per diventare pilota ci sono sostanzialmente due strade percorribili. Si può seguire un corso detto integrato, o un corso modulare. Con il primo, a fronte di un investimento economico iniziale importante, hai la possibilità di seguire un corso full immersion sia teorico che pratico. In un tempo ristretto arrivi ad ottenere la licenza di pilota commerciale, con la quale puoi iniziare a cercare qualche opportunità lavorativa. Con la seconda opzione, quella che ho seguito io, i tempi sono più lunghi…ma hai la possibilità nel mentre di lavorare e quindi di pagarti un po’ alla volta i corsi. Con il tempo poi sono nate delle vere e proprie Academy curate dalle compagnie aeree che, previa selezione iniziale, ti permettono di seguire un corso integrato e ti inseriscono successivamente direttamente in compagnia. Il mio percorso è stato particolarmente lungo…purtroppo dopo aver ottenuto la licenza commerciale, il mercato dell’aviazione era in totale stallo, e ho dovuto aspettare parecchio prima di avere la possibilità di trovare lavoro. In generale il percorso è abbastanza impegnativo: esami teorici, pratici, visite mediche, ma…si può fare!

Cosa accade durante un volo nella cabina di pilotaggio?

Nel momento in cui viene chiusa la porta del cockpit, siamo pronti a capire. Questo significa che abbiamo già consultato il piano di volo, verificato le condizioni meteorologiche e rifornito l’aereo. Il briefing pre-volo è già stato effettuato e da quel momento la porta rimarrà chiusa tutto il volo, fino allo spegnimento dei motori una volta raggiunta la destinazione. Durante il volo siamo sempre in contatto con i vari controllori del traffico aereo che si susseguono lungo tutta la tratta. Prepariamo partenze e avvicinamenti strumentali, calcoliamo le prestazioni di decollo e atterraggio e molto altro. Seguiamo un flusso logico di azioni e seguiamo checklist che ci permettono di ridurre al minimo gli errori.

Qual è la parte più difficile del suo lavoro?

La parte più difficile del lavoro di un pilota è conciliare la vita lavorativa con la vita privata. Siamo spesso via parecchi giorni da casa e questo non è sempre semplice!

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