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La tragedia è avvenuta nel dolmen del Cerro de la Corona nei pressi di Malaga. Julen, un bambino di due anni stava giocando insieme ad un amico all’interno della proprietà terriera di famiglia quando ingenuamente è caduto in un pozzo largo 25 centimetri e profondo 110 metri.

I genitori, entrambi molto giovani, José Roselló e Victoria Garcia, ed alcuni familiari si trovavano vicino ai bambini a preparare una paella che avrebbero mangiato successivamente tutti insieme quando hanno assistito alla caduta e sentito il pianto disperato del bimbo e subito hanno chiamato i soccorsi: sono giunti sul posto a salvare il piccolo bimbo agenti della guardia civile, vigili del fuoco e protezione civile.

Circa un centinaio di persone hanno lavorato giorno e notte nella speranza di riuscire a salvare il piccolo bimbo, ma la ridotta grandezza del pozzo ha fatto si che i soccorritori non si potessero calare all’interno di esso per tentare il recupero del bimbo.

I soccorritori hanno utilizzato trivelle per provare a scavare un tunnel parallelo al pozzo mentre i giovani genitori assistevano disperati sul posto, seguiti da psicologi incaricati di attenuare il trauma delle continue notizie negative che arrivavano.

Dopo diversi tentativi falliti di tirare fuori il bambino i soccorritori hanno deciso di utilizzare un robot dotato di telecamere per analizzare l’interno del pozzo e osservare le condizioni del piccolo, ma per colpa di una frana, il robot  non è potuto andare oltre i 78 metri di profondità.

Una mattina, il robot è riuscito ad intercettare alcune caramelle e un bicchiere che il bambino aveva quel giorno, ma non Julen. A distanza di cinque giorni la sonda ha trovato dei capelli del bambino a 80 metri di profondità.

Tutta la Spagna ha seguito le difficilissime fasi del salvataggio, sperando nel ritrovamento del piccolo Julen, il quale, però, dopo 13 giorni dalla caduta è stato intercettato e trovato privo di vita.

Questo fatto ricorda la tragedia di Vermicino. Quando nel giugno 1981, il piccolo Alfredo Rampi, sei anni, cadde in un pozzo artesiano a Selvotta, un luogo di campi situato lungo la via di Vermicino.

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