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Sono i primi anni Novanta: la Corea del Sud viene invasa da nuovi e coinvolgenti stili musicali, i teen idol, ragazzi e ragazze molto giovani. I giovani coreani cominciano ad interessarsi al mondo della musica, formando rapidamente boy band e girl band: il k-pop comincia a mettere le prime radici. K-pop è un abbreviazione che sta a significare musica pop coreana (Korean pop): a volte viene erroneamente considerato uno stile popolare, quando invece è un genere innovativo, all’avanguardia e che racchiude un mix di stili da tutto il mondo, come rock, jazz, pop occidentale, hip hop, dance, elettronica, classica e molti altri. Nel 1992, infatti, la scena musicale coreana cambiò totalmente grazie a Seo Taiji & Boys, i primi veri e propri “idol” della storia, che hanno voluto riempire i palchi della Corea del Sud di novità, mantenendo però la loro cultura.

Con il termine “idol” si intende un artista appartenente alla corrente del k-pop sotto contratto con un’agenzia di talenti, il quale viene acclamato e stimato dai fan. Contrariamente alla mentalità occidentale, il mercato musicale coreano è ben diverso e molto più competitivo: ogni ragazzo o ragazza che aspira ad una carriera di cantante deve innanzitutto superare le audizioni indette da queste agenzie (come SM Entertainment, YG Entertainment e JYP Entertainmet, le tre più grandi) e se riescono ad entrare, iniziano un vero e proprio “addestramento”. Con un contratto a lungo termine, ricevono una preparazione artistica che comprende lezioni di canto, ballo e studio di giapponese, cinese e inglese. Terminata la scelta dei membri del gruppo, a loro viene assegnato un ruolo e una personalità, che deve essere portata avanti ed essere apprezzata dal pubblico, visto i vertiginosi costi che comporta ogni singolo idol, che si aggira intorno ai 3 milioni di dollari.

Gli “idol” che si esibiscono in un concerto

Queste icone di perfezione vogliono trasmettere messaggi, non solo di amore, amicizia e altro, ma anche qualcosa di più profondo, che talvolta devono essere nascosti a causa delle dure restrizioni del Paese. Questi messaggi nonostante tutto giungono ovunque: recentemente i BTS (Bangtan Boys) hanno tenuto un discorso alle Nazioni Unite durante il lancio di un nuovo programma UNICEF, in occasione del quale gli idoli hanno potuto esprimere la loro gratitudine per essere stati chiamati ambasciatori del k-pop e ciò che veramente pensano riguardo la ricerca di se stessi e il proprio ruolo in un mondo così condizionato.

Il leader dei BTS mentre pronuncia un discorso alle Nazioni Unite

Con l’inizio del nuovo millennio, queste celebrità hanno iniziato a spopolare sui social e sulle TV nazionali di tutto il mondo: queste star giovani, gentili, belle e molto dolci si sono lanciate anche nello show business di altri Paesi: le Blackpink, per esempio, stanno intraprendendo il loro primo tour mondiale, che solcherà l’Europa in città come Londra, Parigi e Berlino.

Le quattro componenti del gruppo Blackpink

Queste sono solo alcune curiosità su questa nuova realtà che non è più così distante rispetto a quanto si poteva pensare tempo fa.

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