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Nato a Cogollo di Tregnago, Verona, il 27 Agosto del 1926, Benvenuto Da Ronco era uno dei cinque figli del grande Berto da Cogolo, famoso in tutto il mondo per la sua arte artigianale del ferro battuto e discendente di una famiglia di fabbri che da alcune generazioni aveva abbandonato la città natale di Gemona, in Friuli, per spostarsi in Trentino e poi stabilirsi definitivamente nella Val d’Illasi.

Respirando sin da piccolo l’odore del ferro battuto, Benvenuto sviluppa la passione per l’arte, intraprendendo gli studi umanistici alle scuole Stimate di Verona e parallelamente porta avanti la sua passione per l’arte, frequentando la bottega del padre. Studia per un paio di anni alla facoltà di giurisprudenza e viaggia per tutta Europa, ingrandendo il suo bagaglio culturale e artistico, quando, alla morte del padre, nel 1957, all’età di 31 anni, si stanzia definitivamente nella bottega di famiglia, continuando l’arte del ferro battuto assieme al fratello Alberto, più grande di quattro anni. I due fratelli si dividono il talento del padre: Benvenuto nel disegno e nella creatività e Alberto nella grande abilità e nella raffinatezza della lavorazione.

Bottega dei Da Ronco

Attraverso le sue opere, meditate per lungo tempo e frutto di una grande evoluzione interiore dell’anima, il Da Ronco esprime con realismo i sentimenti dell’animo umano, rappresentando figure dai tratti definiti, sintetici e scarnificati che attraverso piccoli e grandi movimenti mostrano l’essenza dell’animo umano. Al centro delle sue opere troviamo l’uomo, la sua forza esistenziale, il suo travaglio, la sua profonda ricerca del suo io interiore e la sua costante ricerca mistica, e il suo ruolo all’interno di una complessa società che regola le relazioni umane sul nostro pianeta. E’ appunto per rappresentare al meglio queste sensazioni che Benvenuto Da Ronco plasma a mano il ferro delle sue opere.

Benvenuto Da Ronco- “Il Buio”

Il Da Ronco, oltre che creare sculture, lavora anche su commissione, realizzando opere in ferro battuto come porte, portoni, cancelli e oggetti ornamentali di vario tipo, senza mai abbandonare l’eleganza e la bellezza dei suoi lavori. La sua grande abilità veniva messa in mostra anche in questo campo, perché egli, partendo dalle richieste del committente, realizza lavori spaziati in diversi stili architettonici, pur sempre personalizzandoli e rendendo note le sue peculiarità. Un esempio sono le due porte in ferro battuto create da Benvenuto per la basilica di S.S.Apostoli di Verona.

Benvenuto viaggia per lavoro in città come Monaco, Berlino e Lione e per diversi anni è stato il vicepresidente nazionale dell’UCAI, l’Unione Cattolica Artisti Italiani e il presidente della sezione dell’UCAI di Verona. Nel 1982 è stato il protagonista della mostra a palazzo Kechler di Udine, nel 1988 della mostra dell’artigianato di Monaco di Baviera e nel 1996 ha esposto le sue opere nel Braccio di Carlo Magno in Vaticano.

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