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In questi giorni l’Italia intera, non potendo uscire di casa, si è sporta dalle finestre e ha applaudito e ha cantato più forte che poteva. C’è chi ha sbattuto pentole e coperchi, chi ha intonato l’inno d’Italia, chi ha preso uno strumento in mano e chi ha alzato il volume dello stereo.

Ha cantato per sentirsi un po’ meno sola, per rompere il silenzio che avvolge le città ai tempi del coronavirus, per infondere un po’ di speranza nel prossimo, ma soprattutto tutti coloro che quotidianamente rischiano la propria vita per salvare le persone affette da coronavirus.

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