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In questi giorni l’emergenza causata dal Coronavirus ha riportato alla mente di molte persone la situazione critica di peste che colpì Milano nel 1630 descritta da Alessandro Manzoni nel suo capolavoro «I Promessi Sposi». Perciò il confronto tra la situazione di oggi e di allora è stato inevitabile. 

Purtroppo in questi giorni per cercare di limitare i contagi e di fermare questo virus ci è stato ordinato di rimanere a casa in quarantena, perciò un consiglio per aiutarci ad occupare il tempo durante questa lunga pausa casalinga può essere molto interessante.

Uno di questi ce lo dà RaiPlay, la celebre miniserie sui Promessi sposi del 1989 di Salvatore Nocita, il secondo adattamento del romanzo targato Rai (prima c’era stato lo sceneggiato del 1967 di Sandro Bolchi, con Nino Castelnuovo e Paola Pitagora). I due protagonisti, Renzo Tramaglino e Lucia Mondella, furono interpretati da Danny Quinn e Delphine Forest, che recitarono accanto ad un cast composto da Alberto Sordi (don Abbondio), Burt Lancaster (il cardinale Federico Borromeo), Franco Nero (fra Cristoforo), Murray Abraham (L’Innominato), Dario Fo (Azzeccagarbugli), Valentina Cortese (donna Prassede) e Walter Chiari (Tonio).

Dove sono state girate le scene?

Nella serie la Milano del Seicento fu ricostruita  in piazza Castello a Mantova. Altre scene sono state ambientate a Sabbioneta, tra cui quella dell’assalto ai forni (il set fu allestito davanti alla Chiesa di San Rocco).

Un costo davvero altissimo.

Lo sceneggiato, avendo coinvolto 248 attori e oltre diecimila comparse, ha richiesto altissimi costi di produzioni arrivando quasi a 20 miliardi di lire.

Alcune differenze…

La rivisitazione del 1989 presenta qualche differenza rispetto al romanzo: i dialoghi non rispecchiano al meglio il testo di Manzoni, a differenza lo sceneggiato del 1967 era stato estremamente fedele, e alcune scene sono in realtà contenute nella prima stesura del romanzo, ovvero nel «Fermo e Lucia».

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