Digital detox, cos’è e come funziona

Digital detox è l’espressione con cui ci si riferisce a un periodo di tempo che si sceglie volontariamente di passare lontano da social media e altri ambienti digitali ma anche senza usare smartphone, tablet, PC e altri device simili, con l’obiettivo di rivedere e rendere più sano il proprio rapporto con la tecnologia.

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Tempo di lettura articolo: 2 minuti

A trattare questo argomento poco conosciuto Roberto Cruciani, attivista ambientale che dedica il suo tempo all’informazione su uno stile di vita più sostenibile attraverso i suoi profili social.

Tra i più svariati ambiti da lui trattati quello che ci colpisce di più è stato proprio quello sul Digital detox, che ha trattato circa 5 settimane fa.

Il Digital detox, come riportato sopra, è un periodo di tempo in cui si sceglie deliberatamente di stare “sconnessi” per migliorare il proprio rapporto con la tecnologia. Infatti, secondo i dati raccolti dalla Royal Society of Public Health la tecnologia creerebbe più dipendenza rispetto al fumo e all’alcol. Inoltre moltissimi disagi sociali riportati nei giovani sono causati da falsi stereotipi di bellezza e perfezione divulgati tramite i social media.

A tutto questo si aggiunge il fatto che le nostre attività digitali hanno un impatto ambientale. È questo l’aspetto che ci ha lasciato più stupiti: chi avrebbe mai pensato che i social potessero causare una qualche sorta di inquinamento?

Moltissime delle azioni che compiamo quotidianamente come mandare una mail, fare una ricerca su Google o inviare un’immagine producono CO2. Come?

Prendiamo come esempio l’invio di una email; ogni mail che noi spediamo via posta elettronica ha un peso. Questo peso per essere salvato ha bisogno di essere trasportato in un data center, che è uno spazio fisico. Questi data center per funzionare devono essere alimentati e refrigerati e per farlo serve molta energia; se si surriscaldassero i dati contenuti al loro interno verrebbero compromessi, perciò maggiore è il numero di dati che noi “muoviamo”, maggiore sarà l’energia impiegata per salvarli.

Per evitare lo spreco di energia e, di conseguenza, emissioni inutili di CO2 basta eliminare mail inutili e cercare di ridurne l’invio eccessivo.

Nonostante sia un argomento estremamente attuale ed interessante è davvero poco conosciuto. L’informazione è alla base del cambiamento e spetta a noi in prima persona diffonderla.

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Mariavittoria Soardo
Sono una studentessa al secondo anno di liceo classico alle Stimate, mi chiamo Mariavittoria e abito nella provincia di Verona. Sono una persona solare e cerco sempre il lato positivo delle cose, mi piace contagiare gli altri con l’entusiasmo e vedere in loro la serenità che provo a trasmettere. Nel tempo libero mi piace disegnare, ascoltare musica di vari generi e trovare sempre nuovi passatempi, ma più di tutto mi piace dormire. Pratico uno sport a livello agonistico tre volte a settimana e partecipo a diversi corsi extrascolastici. Il fine settimana (oltre a dormire molto) cerco di “staccare la spina” dalla frenesia di tutti i giorni e mi distraggo uscendo con gli amici e guardando serie tv. Non ho un’idea precisa su un eventuale professione dopo gli studi, ma ciò a cui aspiro è trovare un lavoro che mi piaccia e, soprattutto, che mi permetta di viaggiare il più possibile. Mi piacerebbe molto fare l’esperienza di studio all’estero durante il liceo.

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