Mascherine, guanti e altri dispositivi monouso non biodegradabili finiscono a migliaia nelle discariche, nei corsi d’acqua e nei mari da quando la pandemia è iniziata.

Una ricerca dell’associazione francese Opération Mer Propre (Operazione Mare Pulito) ha stimato che il mare è attualmente popolato «più da mascherine che da meduse».

Nonostante il lockdown abbia diminuito considerevolmente l’inquinamento nell’aria questa nuova minaccia ha fatto sì di azzerare ogni piccolo progresso ottenuto dallo stop dei mezzi durante i mesi di quarantena. Dati preoccupanti giungono dalle varie organizzazioni per l’ambiente come ha fatto notare l’OMP: «se anche solo l’1% delle mascherine fosse smaltito in modo non corretto, questo significherebbe ogni mese 10 milioni di questi dispositivi dispersi nell’ambiente».

«Con tutte le alternative che abbiamo – ha aggiunto Joffrey Peltier – la plastica non può essere la soluzione per proteggerci da COVID-19».

Ci sono tante alternative più sostenibili delle mascherine monouso e dei guanti in plastica e dovrebbe essere una delle priorità governative sensibilizzare le persone sull’argomento.

Scegliere mascherine di stoffa, lavarsi più spesso le mani e non gettare mascherine e guanti per terra sono solo alcune delle procedure che ognuno di noi può adottare quotidianamente per migliorare la situazione e richiedono uno sforzo minimo, quasi nullo.

Impegnandoci tutti in queste semplici azioni potremmo salvaguardare gli ecosistemi marini almeno da questa minaccia.

Articolo precedenteLa filosofia, l’amore donativo e la ricerca della verità
Articolo successivo16 ottobre 1927: prima comparsa dei fratelli Disney
Mariavittoria Soardo
Sono una studentessa al secondo anno di liceo classico alle Stimate, mi chiamo Mariavittoria e abito nella provincia di Verona. Sono una persona solare e cerco sempre il lato positivo delle cose, mi piace contagiare gli altri con l’entusiasmo e vedere in loro la serenità che provo a trasmettere. Nel tempo libero mi piace disegnare, ascoltare musica di vari generi e trovare sempre nuovi passatempi, ma più di tutto mi piace dormire. Pratico uno sport a livello agonistico tre volte a settimana e partecipo a diversi corsi extrascolastici. Il fine settimana (oltre a dormire molto) cerco di “staccare la spina” dalla frenesia di tutti i giorni e mi distraggo uscendo con gli amici e guardando serie tv. Non ho un’idea precisa su un eventuale professione dopo gli studi, ma ciò a cui aspiro è trovare un lavoro che mi piaccia e, soprattutto, che mi permetta di viaggiare il più possibile. Mi piacerebbe molto fare l’esperienza di studio all’estero durante il liceo.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here