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Che cos’è successo il 7 ottobre 1582? Niente. E non “niente di importante”, ma proprio “niente” letteralmente. Infatti questo giorno, come tutti quelli dal 5 al 14 ottobre 1582, non esiste. Chi viveva in quel periodo passò direttamente dalle 23:59 del 4 ottobre alle 0:00 del 15 ottobre. Come mai? 

Fino a quel momento il calendario in uso era quello giuliano, istituito da Giulio Cesare, in veste di Pontefice Massimo, nel 46 a.C.. Il calendario giuliano era però parecchio impreciso rispetto all’anno solare: accumulava infatti un ritardo di circa 11 minuti e 14 secondi ogni anno, una differenza che si rivelò significativa col passare dei secoli. Infatti si perdeva un giorno ogni 128 anni circa, e si arrivò dunque al 1582 con un accumulo di ritardo di 10 giorni.

Papa Gregorio XIII - Wikipedia
Papa Gregorio XIII

A quel punto Papa Gregorio XIII notò che, andando avanti di questo passo, la Pasqua avrebbe finito per cadere in estate: infatti il giorno dell’equinozio di primavera, convenzionalmente il 21 marzo, avveniva in realtà l’11 marzo, e quindi al 21 marzo si era già in primavera inoltrata. Dal momento che il giorno di Pasqua viene stabilito a partire dall’equinozio, sarebbe slittato sempre di più verso la stagione solare dell’estate, e, nel tempo, la primavera civile avrebbe finito per coincidere con l’estate solare.

Il Pontefice decise quindi di istituire un nuovo calendario, che verrà chiamato in suo onore “gregoriano”.

A questo fine egli nominò una commissione e vi mise a capo il gesuita Cristoforo Clavio, professore del Collegio Romano. Determinanti per il successo dell’opera furono le misurazioni di Niccolò Copernico, che aveva pubblicato nel 1543 nel libro De Revolutionibus orbium coelestium libri sex (“Sei libri sulle rivoluzioni delle sfere celesti”). L’astronomo polacco aveva infatti calcolato con precisione sia l’anno solare che quello siderale, e queste misurazioni furono la base del lavoro di Clavio. Questi calcoli si rivelarono estremamente precisi: l’anno civile del calendario gregoriano dura infatti solamente ventisei secondi in meno di quello solare, pertanto prima di trovarsi in ritardo di un giorno occorrono 3323 anni circa. 

Per evitare ulteriori imprecisioni future, venne fatta una modifica agli anni bisestili: nel calendario giuliano, infatti, un anno ogni quattro era bisestile. Il calendario gregoriano stabilì che tra gli anni centenari (ovvero tutti quelli divisibili per cento) fossero bisestili solamente quelli divisibili per quattrocento, mentre per gli anni non centenari mantenne il criterio del calendario giuliano. 

Il calendario gregoriano ancora oggi è utilizzato in quasi tutto il mondo.

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