Il Natale è alle porte e molti non vedono l’ora che arrivi, tanto che già da inizio novembre lo spirito natalizio è esploso sui social con centinaia di storie, post di addobbi e alberi di Natale.
Nonostante il più che giustificabile entusiasmo per l’arrivo delle festività natalizie come modo per spezzare la monotonia della quotidianità, quello di quest’anno sarà un Natale particolare, in quanto dovremo fare i conti con la presenza di un ospite indesiderato: il Covid.

Il nuovo Dpcm ha posto infatti nuove norme piuttosto stringenti che ci faranno modificare le nostre abitudini rispetto agli anni scorsi.
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Il decreto del 3 dicembre ha creato un po’ di scompiglio per delle imprecisioni dettate dalla generalizzazione di attività varie. Ad esempio, ha fatto molto discutere la prescrizione in base alla quale vengono vietati gli spostamenti tra tutti i Comuni, indipendentemente dalla grandezza e dalla concentrazione degli abitanti che li popolano: diciamo che paragonare una città come Verona (259.608 abitanti) ad un piccolo comune come Velo Veronese (757 abitanti) non è proprio la stessa cosa.
Nonostante i difetti e le imprecisioni, tuttavia, questo Dpcm ha un obiettivo chiaro, ovvero quello di limitare il più possibile i contatti con amici e familiari durante le feste di Natale, per evitare che i contagi (e di conseguenza anche i decessi) aumentino di nuovo.

Come ha però ricordato il Presidente del Consiglio Conte, il governo deve darsi dei limiti; è impensabile che perfino il giorno di Natale carabinieri e agenti di polizia suonino ai citofoni per verificare che in casa ci siano solo i conviventi e non la famiglia al completo che sta mangiando tranquillamente: dobbiamo regolarci un po’ da soli.
Non appena è uscito il decreto e con esso la notizia che a Natale non si potranno fare viaggi, né internazionali né intercomunali, molti italiani hanno iniziato a prenotare i biglietti aerei e ferroviari, a programmare i percorsi e a preparare le valigie per partire prima del 21 dicembre.
Infatti, le regole del Dpcm natalizio permettono l’esodo tra comuni e regioni, a patto che il viaggio di andata avvenga entro il 21, mentre quello di ritorno può avvenire con calma anche dopo il blocco.
Queste scappatoie, di per sé, non vanno contro al Dpcm, quindi non sono illegali, ma da un punto di vista etico sono scorrette e da irresponsabili.

Oltre ad essere moralmente sbagliate per il singolo che sceglie di prenderle, queste scappatoie fanno passare l’idea che si possa agire tranquillamente in questo modo. Ad esempio, è uscito pochi giorni fa lo scandalo dell’influencer Elisa de Panicis, che ha organizzato una festa in un hotel di Milano. Sfruttando la possibilità prevista dalle norme di usufruire del servizio di ristorazione dedicato agli albergatori, ha fatto pernottare gli amici nelle camere dell’hotel in modo da poter tenere un party per il suo compleanno. Dal punto di vista giuridico, salvo alcuni scatti che raffigurano gli invitati senza mascherina e privi di distanziamento, l’episodio è lecito, ma contro il senso civile.
Un altro esempio di irresponsabilità l’abbiamo visto con la rissa scoppiata una settimana fa al Pincio, Roma. Infatti Sabato scorso un gruppo consistente di ragazzi, la maggior parte dei quali senza mascherina, non ha voluto rinunciare alla compagnia e presto l’atmosfera si è surriscaldata, fino a sfociare in violenza.
Il governo avrebbe potuto imporre limiti ancora più severi, ma ha lasciato a noi la decisione ultima di stabilire quanto vogliamo sacrificare per proteggere e salvare la vita di persone che, per il nostro mancato senso di responsabilità, potrebbero soffrire ancora.