Condizioni meteorologiche estreme e aumento delle precipitazioni con conseguenti inondazioni e deterioramento della qualità dell’acqua, scioglimento dei ghiacciai e innalzamento dei mari, ondate di calore che portano incendi forestali, siccità… Queste sono solo alcune delle conseguenze portate dal cambiamento climatico.

Raffigurazione di un orso polare che a malapena riesce a stare su un blocco di ghiaccio

Nonostante in questo periodo di emergenza si parli molto meno, le ripercussioni che hanno un forte impatto sulla nostra salute e su quella delle specie animali e vegetali, che non riescono ad adattarsi e sono esposte ad un rischio di estinzione maggiore, continuano a verificarsi imperterrite e non si sono per niente fermate.

Cosa fare quindi? L’argomento del clima d’ora in poi verrà considerato e tutelato più concretamente con il Green Deal europeo, il piano per raggiungere la neutralità climatica in Europa entro il 2050.

Per neutralità climatica, Carbon Neutrality, si intende il raggiungimento di un equilibrio tra le emissioni e l’assorbimento di carbonio.

Se questo obiettivo si realizzasse, l’Europa diventerebbe il primo continente neutro in termini di emissioni di CO2, questo attraverso lo sviluppo di fonti energetiche più pulite e tecnologie verdi.

Grafico che rappresenta la curva di emissione di gas serra fino al 2030

Per realizzare una transizione verde, il 4 marzo 2020 la Commissione ha presentato un piano di legge grazie al quale, come sostiene il vice presidente responsabile del Green Deal europeo Franz Timmermans, «oggi passiamo dalle parole ai fatti, per mostrare ai nostri concittadini europei che siamo seriamente intenzionati ad azzerare le emissioni nette di gas ad effetto serra entro il 2050».

La legge sul clima rappresenta infatti l’impegno politico concreto della UE sulla questione climatica ed è stata approvata dal Parlamento dopo una lunga discussione il 7 ottobre

Se prima di questa data gli obiettivi climatici intermedi al 2030 erano quelli di ridurre del 40% le emissioni di gas serra rispetto ai livelli del 1990, il Green Deal prevede una limitazione del gas del 60%, addirittura il 5% in più della quantità proposta dalla Commissione. 

Sono stati introdotti inoltre nella legislazione altri due punti importanti: l’eliminazione dei sussidi per i combustibili fossili (fonti di energia non rinnovabili come il petrolio e il carbone) per il 2025 e il raggiungimento della neutralità climatica anche per i singoli stati membri dell’UE

Quest’ultimo aspetto garantirebbe che la quantità di CO2 prodotta risulti minore rispetto a quella rimossa dall’atmosfera già dopo il 2050.

Verrà poi istituito un Consiglio Europeo per i Cambiamenti Climatici (ECCC) che si occuperà di controllare le azioni e i progressi fatti dai vari paesi europei e di gestire la qualità degli interventi.

La strada per un futuro più sostenibile deve essere imboccata subito, nonostante la situazione in cui ci troviamo. La presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen ha infatti dichiarato che «l’Europa uscirà ancora più forte dalla pandemia, investendo in un’economia circolare efficiente sotto il profilo delle risorse, promuovendo l’innovazione nelle tecnologie pulite e creando posti di lavoro verdi». 

L’Europa ha quindi un ruolo guida verso una ripresa green.

A prova dell’impegno dell’Europa nell’ambito della risoluzione dei problemi climatici vi è il Recovery Plan, che prevede un investimento di 373,9 miliardi di euro in totale per le risorse naturali e l’ambiente.

Il Recovery Plan, i cui ultimi tratti stanno per essere definiti proprio in questo periodo, è un piano comune e condiviso dall’intera Europa che ha il fine di risolvere il problema della crisi economica dovuta alla pandemia attraverso l’impiego dei fondi europei (Recovery Fund).

Video esplicativo sul Green Deal Europeo

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