In the last few days, on the “Channel Motorways” in England, endless traffic jams of trucks can be seen trying to get to the Eurotunnel to reach Europe.

In fact, in addition to the usual traffic during the Christmas period, it was also added the chaos relating to the great demand of non-perishable goods by supermarkets and companies.

The purpose of this request of merchandise is to collect large stocks of all kinds of product before the deadline of the British transitional period.

Why? Because, with the beginning of the new year, the economic negotiations that will follow the Brexit, and which will regulate the trade between Great Britain and Europe, aren’t clear yet.

Traffic jam of trucks on the “Channel Motorways”

The new norms on the borders will enter into force very shortly, on the first day of January 2021.

The problem is that it’s less than a week to the end of the year, and nobody has already understood the new rules, as they are not clear at all.

The English Government hasn’t submitted a standard proposal to Europe yet, despite the European Parliament had asked for a deadline (20th December) to have time to study the document before the final vote.

At this point there might be a “No Deal”; as also the reaching of an agreement on negotiations, like for example on the “level playing field”, in which British companies won’t have the State’s help, and so they won’t have a competitive advantage against Europe.

Because of the confusion on the trade’s future, even now it’s not clear if a certain measure will be adopted in case of an agreement or not.

With the new year, the goods’ price might be increased for the custom duties, those taxes that the UK places on the goods that come from abroad to make the British buy local products rather than imported ones.

Furthermore, there’s not only the economic aspect, but probably also the bureaucratic factor will affect the society with all the certifications to be completed and adapted, as well as the health controls element. 

The EMA deals with science, medicines and health

Just think of a very recent fact: the vaccine against Covid-19 disease. In Great Britain the population is already being vaccinated, and this is because the “Medicines and Healthcare products Regulatory” (MHRA), the British medicine’s agency, has approved it

Our European agency, the EMA, gave its approval on the distribution of the same vaccine used in Great Britain only on December 21st.

This further check comes from the fact that now Great Britain is considered as a third country to Europe, so it has different standards which need health certifications compliant to the European rules, and vice versa.

As for the vaccine, the same will happen for food, clothes, machineries, and so on.

For instance, regarding crops, throughout Europe a certain type of herbicide or fertilizer should not be used, according to a specific rule. A crate of tomatoes, which comes from France or Italy, rather than from Greece, has certainly grown with plant protection products admitted and approved by the European Commission, although with different active ingredients. 

Now, being Great Britain a third state, it could also approve the use of a plant protection product that is banned in Europe. Therefore to export those tomatoes to Europe, the British must comply with our certification of conformity

With less than two weeks to reach an understanding, among the British companies there’s also the fear that tracks without all necessary and appropriate documents for the merchandise might not be able to go through customs in the new year. 

Cargo containers with European Union and British flags reflecting restrictions in export and import

The problem is: how could they make the papers on time if they don’t know what documents they have to do?

If the negotiations actually lasted until December 31st, as somebody says, then a possible agreement could enter into force anyway since the first day of 2021 temporarily. In this case a little bit “in extremis”, the deal would be definitively approved only later by the European Parliament.

A news from a few days ago about the temporary closure of the Eurotunnel on the French side, due to the appearance in the UK of a new variant of Coronavirus, also called Covid-19-2, brought even more uncertainties and problems.

As long as the politicians argue, the transportes are in a traffic jam because the traders try to hurry and  to avoid possible duties. This shows how politics in recent years is often far from the citizens’ needs, which, in this case, is clarity.

ITALIANO

Ormai da qualche giorno nelle autostrade della Manica, in Inghilterra, si vedono colonne infinite di tir che cercano di raggiungere l’Eurotunnel per arrivare in Europa.

Infatti, oltre all’usuale traffico del periodo natalizio, si è aggiunto anche il caos relativo alla grandissima richiesta di beni non deperibili da parte di supermercati e imprese

Il fine di queste richieste di merce è quello di accumulare grandi stock di ogni tipo di prodotto prima della scadenza del periodo di transizione inglese

Questo perché? Perchè, con l’inizio dell’anno nuovo, le trattative in campo economico che seguiranno la Brexit, e che regoleranno gli scambi commerciali tra Europa e Inghilterra, non sono ancora chiare.  

Le nuove norme sulle frontiere entreranno in vigore a brevissimo, a partire dal primo di gennaio 2021

Il problema è che manca meno di una settimana alla fine dell’anno e ancora non si conoscono con precisione le nuove regole a riguardo. 

Il Governo inglese non ha ancora fornito una proposta di norma all’Europa, nonostante il Parlamento europeo avesse richiesto una scadenza (risalente al 20 dicembre) per avere il tempo di studiare il testo prima del voto finale. 

A questo punto potrebbe esserci un “No Deal” come anche il raggiungimento di un accordo nelle trattative ad esempio sul “level playing field” (parità di condizioni), secondo cui le aziende inglesi non godranno di aiuto dello Stato e quindi non avranno un vantaggio competitivo sull’Europa.

La bandiera dell’Unione Europea senza la stella dell’UK

Dato lo stato di confusione che vige sul futuro del commercio, ancora adesso non si capisce con esattezza se un determinato provvedimento verrà adottato in caso di accordo o meno. 

Con il nuovo anno, i prezzi delle merci potrebbero essere aumentati per l’applicazione di dazi doganali, le tasse che l’Inghilterra pone agli articoli che arrivano dall’estero per fare in modo che gli inglesi comprino prodotti locali piuttosto che di importazione.

Inoltre, non c’è solo il fattore economico, probabilmente peserà anche il fattore burocratico, quindi tutti i certificati che saranno da completare e da adattare, e il fattore dei controlli sanitari. 

Basti pensare ad un fatto molto recente: il vaccino contro il Covid-19. L’Inghilterra sta già vaccinando la popolazione perché la sua agenzia del farmaco, “Medicines and Healthcare products Regulatory” (MHRA), l’ha approvato.

La nostra agenzia europea, l’EMA, ha dato il suo benestare alla distribuzione dello stesso vaccino adottato in Inghilterra solo il 21 dicembre

Questo controllo ulteriore deriva dal fatto che l’Inghilterra ora è considerata un paese terzo rispetto all’Ue, quindi con degli standard diversi per cui servono certificazioni sanitarie conformi alle regole europee, e viceversa.

Come per il vaccino, lo stesso accadrà per gli alimentari, i vestiti, i macchinari e così via.

Ad esempio, in tutta Europa nelle coltivazioni non bisogna usare un determinato tipo di diserbante e concime secondo una precisa regola; una cassa di pomodori, che arrivi dalla Francia o dall’Italia piuttosto che dalla Grecia, sicuramente è stata coltivata con fitofarmaci ammessi e approvati dalla Commissione europea, anche se probabilmente con un principio attivo diverso.

Adesso invece essendo uno stato terzo, l’Inghilterra può anche approvare l’uso di un fitofarmaco vietato in Europa, quindi per esportare le casse di pomodoro in Europa gli inglesi dovranno adeguarsi alle nostre certificazioni di conformità.

Con meno di due settimane per raggiungere un’intesa, Tra le imprese inglesi c’è anche la paura che i tir sprovvisti di documenti necessari e adeguati non potranno passare la dogana dopo l’anno nuovo.

Il problema è: come fanno a fare dei documenti in tempo se non sanno che documenti fare?

Se veramente le trattative dureranno fino al 31 dicembre come alcuni dicono, allora un eventuale accordo potrebbe comunque entrare in vigore dal primo giorno del 2021 in maniera provvisoria. In questo caso un po’ “in extremis”, l’accordo verrebbe approvato definitivamente solo in seguito dal Parlamento europeo.

Una notizia di pochi giorni fa che reca ulteriori disagi è la chiusura momentanea dell’Eurotunnel nel versante francese circa la comparsa negli UK di una nuova variante del Coronavirus, detta anche Covid-19-2.

Finchè i politici discutono, i trasportatori sono in colonna perché i commercianti cercano di accaparrarsi per evitare i dazi. Questo a dimostrare come la politica negli ultimi anni si sia mostrata lontana dal bisogno dei cittadini, che in questo caso è la chiarezza.

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Annamaria D'Onghia
Vivo in Borgo Roma. Mi reputo una persona abbastanza solare e aperta verso chi mi sta accanto, anche se i miei genitori dicono che sono un po' lunatica. Frequento il terzo anno di superiori al liceo classico e per il momento sono felice della scelta che ho fatto. Nel mio tempo libero leggo molto e guardo serie TV che parlano principalmente di storie avventurose e fantastiche, passando da draghi e da trame di inganni per un trono conteso a situazioni come la scoperta di mondi paralleli in cui la realtà appare come il suo contrario. Per il futuro ho parecchi sogni, ma nessun progetto sicuro: mi piace molto scrivere, ma penso di non poter riuscire a trasformare questa passione in lavoro, quindi per ora sono piú orientata verso l’insegnamento.

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