Brandon Bernard è stato dichiarato deceduto nella notte del 10 dicembre scorso dopo che gli è stata iniettata la dose letale, alle 21:27 (3:27 in Italia), nel carcere di Terre Haute, nello stato dell’Indiana. La Corte Suprema, nonostante le numerose richieste per salvargli la vita, ha detto di no alla sua grazia.

L’uomo era stato incriminato per un omicidio nel 1999, quando era solo un adolescente, e gli era stata inflitta la pena di morte per il coinvolgimento nell’omicidio di Todd e Stacey Bagley, in Texas, nel giugno di quello stesso anno.

La coppia, dopo essere stata derubata, era stata obbligata a mettersi nel bagagliaio della propria auto. Poi Christopher Vialva, al tempo diciannovenne e giustiziato a settembre, sparò a entrambi e costrinse Bernard a dar fuoco all’auto. La difesa affermò che i Bagleys erano morti prima del fuoco, mentre la pubblica accusa dichiarò che la ragazza fosse ancora viva e la morte causata dalle fiamme. 

Nei vent’anni di carcere, Bernard aveva dimostrato un comportamento positivo e aveva partecipato a delle iniziative per la sensibilizzazione contro la violenza tra i giovani, dicendo loro di non seguire la sua strada. La difesa aveva chiesto la condanna all’ergastolo. 

Molti americani sono contrari alla pena di morte.

La stessa procuratrice che l’aveva condannato, si è poi posta favorevole allo scambio della pena, scrivendo su “Indianapolis Star”: «Avendo imparato così tanto dal 2000 a oggi sulla maturazione del cervello umano e avendo visto Brandon crescere e diventare un adulto umile e pieno di rimorsi assolutamente capace di vivere in prigione, come possiamo sostenere che sia parte di quel piccolo gruppo di criminali che devono essere condannati a morte?». Anche cinque dei nove giurati sopravvissuti hanno chiesto al presidente Trump di cambiare la pena. Me non è bastato.

La storia di Bernard ha coinvolto e interessato molto l’opinione pubblica; la star dei reality tv, Kim Kardashian West, che sta studiando per diventare avvocato, usufruendo della sua fama, ha cercato di sensibilizzare le persone che la seguono e di salvare la vita all’uomo. 

Kim Kardashian ha tentato di sensibilizzare l’opinione pubblica per evitare la pena di morte.

Ad oggi, la pena di morte negli Stati Uniti è ancora in vigore in 28 Stati. Tra questi, alcuni, come la California, hanno adottato una moratoria temporale per sospendere le esecuzioni: un passo, forse, per l’abolizione della pena di morte in uno degli Stati più civilizzati.

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Lia Lorenzini
Ho 15 anni e frequento la V Ginnasio alle Stimate. Ho scelto questo indirizzo perché mi sono sempre piaciute le materie umanistiche, soprattutto la letteratura e la storia. Sono una ragazza solare e sorridente e cerco di vedere il lato positivo delle cose, so anche essere molto pigra, infatti, non pratico sport. Sono sempre stata abituata ad ascoltare molta musica, fin da quando ero piccola; ora è la mia passione più grande. Ascoltandola, mi libero da tutti i pensieri, mi isolo e, quando ho delle giornate no, mi rallegra. Potrei passare giorni e giorni ascoltandola e non mi stancherei mai. Mi piacciono molto anche i film e serie polizieschi o thriller; la mia serie preferita è Criminal Minds, infatti, mi ha sempre affascinato il mondo della criminologia. Nel futuro vorrei fare un lavoro in cui potrò aiutare le persone, mi piacerebbe lavorare nel campo della medicina o della psicologia.

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