Ultima speranza per i repubblicani di invalidare le elezioni presidenziali americane. Nel giorno dell’Epifania il Congresso si radunerà per conteggiare i voti dei collegi elettorali e decretare ufficialmente il vincitore. Si tratta di una pura formalità, il nuovo Presidente è il democratico Joe Biden, ma il tycoon sembra ancora non accettare la sconfitta e non si arrende di fronte alla vittoria del suo avversario. Con un Tweet del 27 dicembre scorso, addirittura Trump invita tutti i suoi sostenitori il 6 gennaio a Washington perché, secondo lui, ci saranno delle soprese.

Se Trump l’appuntamento di mercoledì rappresenta una valida speranza di vittoria, per quasi tutto il popolo americano, e non solo, pare essere solo una sua illusione, tanto che il senatore Josh Hawley annuncia una possibilità di successo è pari a zero e anche i giornali più vicini  al partito repubblicano affermano che eventuali modifiche del risultato vengono considerate addirittura “fantapolitica”.


A tal proposito, il New York post scrive (rivolto a Donald Trump): «Basta con questa follia , hai perso le elezioni e incanala la furia in qualcosa di più produttivo. Basta pensare al 6 gennaio, preoccupiamoci, invece, del 5 gennaio, ossia il giorno decisivo che determinerà quale dei due seggi della Georgia controllerà il senato». 

Il 6 gennaio 2021 a presiedere i lavori (per dettato costituzionale) sarà Mike Pence, ovvero l’ex vicepresidente ed ovviamente seguace di Trump, il quale da tempo spera che questa occasione gli garantisca l’ultimo tentativo di ribaltare definitivamente il risultato delle elezioni, ma la vera domanda è se ce la farà oppure no.

Senza dubbio questa è stata l’elezione presidenziale più contestata nella storia americana  e questo la dice lunga, per altro mai un presidente si è opposto in tale maniera (come sta facendo attualmente Trump) al volere del popolo, rischiando di fare una magra figura di fronte al mondo intero.

La suspense è nell’aria, nonostante quasi tutto il popolo americano rimane fiducioso nella vittoria e permanenza di Biden in veste di Presidente degli Stati Uniti, l’obiezione che ogni parlamentare ha il diritto di sollevare contro la conta del collegio elettorale rappresenta motivo di dibattiti e di timore per tutti i sostenitori del partito democratico.

Inoltre, a rendere praticamente impossibile il cambiamento dei risultati, potrà essere la maggioranza democratica della Camera, ma i repubblicani  sono più numerosi, ma fortunatamente alcuni hanno riconosciuto e soprattutto accettato la vittoria di Biden.

Quindi, l’appuntamento del 6 gennaio sarà decisivo anche perché in Georgia ci sono in palio due seggi e il voto arriverà solo dopo 24 ore e ricordiamo che sarà il luogo dove avverrà il conteggio finale, da cui dipende tutta la politica nazionale.

Insomma, la data da cerchiare resta a questo punto il 20 gennaio 2021 che corrisponde con l’inizio del nuovo mandato presidenziale per Biden.

Interessante è sapere che anche due soli seggi di senatori possono far vacillare la maggioranza della Camera a favore di Biden, oppure scivolerà nelle mani di Trump ma questo è tutto da vedere.

Biden e Trump, gli sfidanti per le elezioni presidenziali americane 2020.

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