Lo scorso 13 febbraio, le maschere del carnevale veronese guidate dal Papà del Gnoco non hanno voluto rinunciare al tradizionale passaggio in municipio e hanno infatti incontrato il sindaco Federico Sboarina davanti a palazzo Barbieri: un vero e proprio gesto simbolico che, nonostante il particolare periodo storico che stiamo vivendo, dona un pizzico di speranza e vivacità ai cittadini.

La chiave della città, consegnata dal sindaco direttamente nelle mani del Papà del Gnoco e con impressa la frase “oggi venerdì gnocolar il carnevale conquista la città” simboleggia il costante rispetto delle tradizioni Veronesi.

Sindaco Sboarina con Papà del Gnoco.

«Il carnevale mette gioia, allegria e regala momenti di spensieratezza. Quello di quest’anno non lo dimenticheremo di certo, tuttavia vogliamo dare un messaggio di positività e fiducia a tutti i cittadini, in vista di un sempre più concreto ritorno alla normalità. I festeggiamenti per il Bacanal del Gnoco sono solo rimandati, l’auspicio è di tornare al più presto a riempire la città con i colori e i suoni che da sempre rendono il carnevale veronese una giornata di festa per tutta la comunità». Queste le parole di Sboarina dopo l’incontro al quale hanno partecipato anche l’assessore al Turismo e alle Tradizioni veronesi Francesca Toffali e il presidente del Bacanal Valerio Corradi.

Ma cosa vuol dire veramente “carnevale” per la città di Verona? Per capirlo dobbiamo fare un salto nel passato, nel 1531 per l’esattezza. Si narra infatti che in seguito ad un’enorme carestia, il prezzo della farina crebbe in modo tanto considerevole da lasciare i cittadini, molti dei quali già in condizione di estrema povertà, a morire di fame.

Secondo la leggenda fu quindi allora che Tommaso Da Vico, nobile veronese molto facoltoso, raccolse talmente tanto denaro da riuscire a garantire anche ai meno fortunati la farina necessaria per prepararsi pane, pasta e in particolare gnocchi: un piatto molto semplice ma al contempo nutriente che stava alla base dell’alimentazione popolana. Si dice quindi che questo generoso benefattore lasciò una somma di denaro tale da distribuire a tutti i cittadini gnocchi e vino tutti gli anni durante il fantomatico venerdì grasso.

Papà del Gnoco a Verona.

È quindi in memoria di questo episodio tanto caro alla cultura veronese che è nato il celebre Papà del Gnoco, la figura che ancora oggi guida la sfilata della maschere cittadine. È impossibile non riconoscerlo in mezzo alla folla: si tratta di un anziano panciuto dalla folta barba candida che tiene in mano una gigantesca forchetta dorata che infilza un imponente gnocco. Il suo nome deriva dal latino “papus”, “mangiare” e durante la sfilata distribuisce caramelle ai bambini e porzioni di gnocchi per gli adulti.

Tempo fa, nell’antico quartiere di San Zeno, veniva tradizionalmente scelto tra i suoi abitanti mentre ora è un po’ di anni che qualunque cittadino veronese può candidarsi e aspirare a diventare il nuovo Papà del Gnoco. Tutti possono partecipare alla votazione, ricevendo addirittura un bel piatto di gnocchi al pomodoro: non possono mai mancare!

Al giorno d’oggi, oltre alla tradizione del Papà del Gnoco, durante il Venerdì Gnocolar circa una sessantina di carri colorati con una miriade di persone mascherate sopra essi sfilano per tutta le strade del centro tra coriandoli e stelle filanti, donando un tocco magico e variopinto alla cittadina veronese e invitando al divertimento grandi e piccini.

Purtroppo quest’anno, a causa della pandemia, i veri e propri festeggiamenti carnevaleschi di Verona sono rimandati, se tutto andrà per il verso giusto, al mese di maggio: non resta che tenere le dita incrociate e sperare!

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