Il 12 febbraio si è celebrato in tutto il mondo il Darwin Day per commemorare il celebre scienziato inglese. Questa ricorrenza è nata nel mondo anglosassone l’anno successivo alla sua morte, avvenuta nel 1882, ed è giunta in Italia nel 2003.

Charles Darwin

Charles Darwin da giovane (immagine tratta da Vanilla Megazine)

In questa data, nell’anno 1809, a Shrewsbury in Inghilterra, nacque Charles Robert Darwin.

Fin da piccolo si mostrò più incline alle discipline scientifiche rispetto a quelle classiche. Il padre Robert, che era un medico, iscrisse il figlio all’Università di Edimburgo per studiare medicina ma poco dopo Charles cambiò facoltà e andò a Cambridge per studiare teologia. Durante questo periodo universitario il giovane si appassionò alle scienze naturali e conobbe molti scienziati.

Queste sue conoscenze lo spinsero ad accettare di partire nel 1831, da naturalista non stipendiato, con il Beagle (un brigantino), per un’esplorazione intorno al mondo.

Nel corso del viaggio, durato cinque anni, egli venne colpito dalla varietà della flora e della fauna esistenti nei diversi Paesi meta del viaggio. Visitò molte località tra cui: le isole di Capo Verde, le Isole Falkland, la costa del Sud America, l’Australia e le Isole Galápagos.

Quest’esperienza venne definita dallo stesso Darwin come l’evento più importante della sua vita. Tornò, infatti, in patria colmo di informazioni e appunti sui quali ebbe modo di riflettere a lungo e che costituirono la base di quella che successivamente verrà chiamata “la teoria dell’evoluzione per selezione naturale”.

Le tappe del viaggio (immagine tratta da Sissa Medialab)

Gli studi

La teoria dello scienziato si basa su due aspetti fondamentali:

  • Le specie non sono immutabili ma cambiano nel tempo. La specie animale attuale è semplicemente il risultato di una serie continua di trasformazioni e di adattamenti. Specie diverse possono condividere un antenato comune, ossia un organismo da cui derivavano attraverso una successione graduale di piccoli cambiamenti.
  • La selezione è in grado di far evolvere le popolazioni: infatti, in un determinato habitat sopravvivono e si riproducono soltanto gli individui più adatti alle condizioni ambientali, come egli stesso afferma “non è la specie più forte o la più intelligente a sopravvivere, ma quella che si adatta meglio al cambiamento”.

L’opera principale: “L’origine della specie”

Il 24 novembre 1859 Charles Darwin pubblicò il suo saggio “L’origine della specie”, che riscosse fin da subito un grande successo ma suscitò anche aspre critiche. Si trattava, infatti, di un testo rivoluzionario che divulgava il frutto dei suoi lunghi anni di studio e si contrapponeva all’idea in voga all’epoca, secondo la quale ogni specie esiste grazie all’opera di Dio ed è dunque immutabile.

(immagine tratta da Wikipedia)

Agli inizi del Novecento le sue tesi vennero anche usate in modo distorto da coloro che sostenevano il diritto di una “razza” a sopraffare le altre in quanto superiore, con le drammatiche conseguenze che purtroppo tutti conosciamo e hanno portato allo sterminio di sei milioni di ebrei e di altre minoranze.

Al di là delle diverse opinioni sulla fondatezza delle teorie darwiniane, non si può negare che se oggi è possibile osservare e analizzare la realtà che ci circonda con un metodo scientifico basato sull’analisi dei dati, il merito è anche di questo coraggioso uomo inglese che, viaggiando per terre sconosciute, ha posto le basi della moderna biologia.

“Il mio successo come uomo di scienza, qualunque esso sia stato, è dovuto, mi sembra, a diverse e complesse qualità e condizioni intellettuali. Le più importanti […] gran diligenza nell’osservare e raccogliere dati di fatto” (Charles Robert Darwin).

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