Conosciamo Alberto Fezzi, avvocato e scrittore veronese. Nato a Verona nel 1977, terzo figlio di madre professoressa e casalinga, padre dirigente d’azienda e cantante lirico. Diplomato al liceo classico Scipione Maffei, si è poi laureato in Giurisprudenza.

Alberto Fezzi che legge sul terrazzo

Dalla sua penna sono scaturiti in tutto nove libri e due e-book: tra narrativa e saggistica con il libro “Sognando un negroni”, amore con “Io ballo da solo (però mi guardo intorno)”, amicizia con il testo “Fino alle lacrime”, luoghi in cui vivere e morire “Guida del mondo per gente strana”, giurisprudenza in “Il principe del foro non esiste”, come superare il cinismo “Non mi diverto più”; e poi il cult “Faccine”, l’e-book “La mirabolante storia di un impiegato di banca, il romanzo “Le addizioni femminili” e gli ultimi due con titolo “No” e del 2019 “Come vincere tutte le cause”.

 Quando le è nata la passione per la scrittura?

IL PRIMO LIBRO: SOGNANDO UN NEGRONI

Mi è sempre piaciuto. Avevo incominciato scrivendo dei locali che frequentavo a Verona con i miei amici, delle cose che facevamo di divertente, iniziando così a “buttare giù” qualche breve racconto. Facendoli poi leggere, ho visto che piacevano molto e ho deciso di raccoglierli in un unico libro che, poi, è stato pubblicato, diventando così il primo, “Sognando un Negroni”, e siccome ha avuto successo da lì sono stato stimolato a scrivere.

Quale è il suo genere letterario preferito? E un qualche scrittore che lo ha sempre ispirato? Quale genere predilige nella scrittura?

Come lettore preferisco il thriller, il legal-thriller e negli ultimi tempi anche le biografie. L’autore che preferisco è Stephen King. Come scrittore, invece, non è la stessa cosa, preferisco, infatti la saggistica divulgativa e i romanzi che parlano di relazioni, tra amore e amicizia.

Alberto Fezzi in un’intervista

Quale è stata l’ispirazione che ha portato alla nascita del primo libro, “Sognando un Negroni”?

Né più né meno che la vita vissuta! Ovvero, andando nei diversi locali veronesi, io e i miei amici eravamo soliti fare diverse battute riferendoci al posto, al gestore, insomma, alle diverse caratteristiche e sfaccettature. Finché un giorno ho deciso di metterle per iscritto e così è nato il primo libro.

Appena pubblicato, quale è stata la sua emozione per il successo ottenuto dal libro? Se lo sarebbe aspettato?

GUIDA DEL MONDO PER GENTE STRANA

Allora, prima di tutto, è stata un’emozione avere il libro tra le mani. Sinceramente, non mi sarei aspettato il successo ottenuto dalla sua pubblicazione. Sapevo, infatti, mentre lo scrivevo, che sarebbe potuto piacere ai lettori, però non nel modo in cui, alla fine, è riuscito. A Verona è un libro molto conosciuto. Le persone, infatti, mi chiamano ancora “Quello del Negroni”, riferendosi al romanzo.

Comicità e scherzo dei successivi libri, “Io ballo da solo (però mi guardo intorno)”, “Fino alle lacrime” e “Guida del mondo per gente strana”, l’hanno portata ad essere visto più come uno scrittore, potremmo definire, “dell’attualità comica” o sono stati semplicemente una fase letteraria?

IL PRINCIPE DEL FORO NON ESISTE

Dopo il primo libro, benché tutto mi portasse a scrivere ancora su Verona e i suoi locali, avevo l’intenzione di non fare la stessa cosa e, quindi, di voler cambiare carattere creativo. Sono diventati una sorta di esperimenti per poter vedere come mi sarei cimentato in un nuovo stile, pur mantenendo sempre lo stile comico che ha contraddistinto il primo libro.

Poi si arriva a testi giuridici con “Il principe del foro non esiste”, è stato apprezzato dai lettori?

Il testo si dice giuridico, poiché affronta un tema giuridico, ma è sempre un saggio di tipo divulgativo perché parla del mondo degli avvocati in modo divertente. Lo potremmo definire, il “Sognando un Negroni” degli avvocati. Quindi, devo dire che in quell’ambito ha avuto un riscontro notevole, e anche nel mondo forense, essendoci stato molto passaparola come per il primo libro. Inoltre, mi capita sui social come Facebook o Twitter di trovare pezzi del romanzo trascritti da altri: è un libro che sta ancora girando. L’ho scritto, come negli altri casi, volendo cambiare stile, riprendendo il mio ambito lavorativo e riproducendolo in modo leggero.

E la cinicità descritta in “Non mi diverto più”? Come la si applica nel mondo moderno?

Primo piano dell’autore.

Nel libro appare questo protagonista che diventa particolarmente cinico dopo il compimento dei trent’anni, in cui perde gli ideali della giovinezza e attraversa una fase di totale cinismo. Però viene in parte affrontato, grazie alla conoscenza di un amico particolare. Quel libro, quindi, spiega il cinismo e come superarlo, descrivendo una fase della vita in cui passano tutti. Come gli altri testi è caricaturale, con scene comiche. Secondo me essere a volte cinici serve, ma senza esagerare.

Poi arriviamo alle ultime uscite con il romanzo “Le addizioni femminili” che ha una storia complessa e contorta, in sintesi, di cosa tratta?

LE ADDIZIONI FEMMINILI

Parte da un quesito: “Se tornasse la donna della tua vita, tu cosa faresti?”. Al protagonista, per una sorta di magia, capita che tornino in un’unica settimana tutte le sue, definiamole, ex-fidanzate, chiedendogli di tornare insieme, e da lì partono la storia e le sue diverse reazioni. Secondo me è una domanda che si fanno tutti e attraverso le opinioni dei lettori l’ho potuto verificare. Infatti, ogni lettore, a prescindere da quella che poi sarà quella del protagonista, ha avuto la sua interpretazione e la sua personale risposta. Devo dire che, al momento, è il mio libro scritto meglio, nella forma di romanzo.

Il successo ottenuto da “Le addizioni femminili” è stato importante, quale è la parte del libro che più le dà soddisfazione?

Sì, ha avuto un grande riscontro anche nell’ambito di premiazioni. Non c’è, poi, una singola parte che può essere considerata migliore delle altre. Infatti, quando scrivo, il mio obbiettivo è toccare l’animo dei lettori e questo rappresenta un romanzo in cui le persone si sono riconosciute in quello che ho scritto e lo hanno applicato, proiettandolo sulla propria vita. Per me questa è la cosa più importante: riuscire a entrare nell’intimità del lettore.

NO

Subito dopo arriva il libro con titolo “No”, perché questa particolarità?

Non possiamo svelarlo, poiché è un nucleo fondamentale che andrebbe a toccare parte della storia. Comunque, è un approccio della protagonista che vediamo in varie fasi della sua vita. Questo libro si chiede se una grande storia d’amore possa durare cinque giorni, divisi in vari anni ed epoche della vita.

L’ULTIMO LIBRO: COME VINCERE TUTTE LE CAUSE

Infine, viene pubblicato nel 2019 l’ultimo libro con titolo “Come vincere tutte le cause”, se ci fosse un punto di domanda alla fine quale sarebbe la risposta?

La risposta è molto semplice: Basta non farle!!

Si sente più avvocato o scrittore nella sua vita?

Diciamo che nel cuore sarei più uno scrittore poiché permette di esprimermi, ma, comunque, fare l’avvocato non mi dispiace.

Intervista ad Alberto Fezzi sull’uscita dell’ultimo libro: Come vincere tutte le cause

In questo periodo di pandemia quale consiglia tra i suoi romanzi?

Diciamo, un po’ per sognare le “Addizioni femminili” e “No”. Inoltre, poiché questa situazione instabile a volte può far riscaldare gli animi delle persone, anche l’ultimo libro “Come vincere tutte le cause” dove vengono messi per iscritto i motivi per cui sarebbe giusto anche non iniziarle nemmeno.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here