«Oggi l’unità non è un’opzione, l’unità è un dovere. Ma è un dovere guidato da ciò che sono certo ci unisce tutti: l’amore per l’Italia». Con queste parole Mario Draghi (che aveva giurato al Quirinale sabato scorso) ha concluso il suo discorso per la fiducia a Palazzo Madama, dove ha riscosso una grande maggioranza con 262 voti a favore, 40 contrari, due astenuti e otto assenti. Stesso risultato a Palazzo Montecitorio dove il governo ha ottenuto la fiducia di 535 deputati e il voto contrario di 56. In entrambi i casi i voti contrari sono quelli dei parlamentari di Fratelli d’Italia e di alcuni ribelli del Movimento 5 Stelle che, scontenti per la direzione presa dal Movimento, stanno prendendo la strada della scissione.

Mario Draghi
Mario Draghi

Vito Crimi, il reggente dei grillini, subito dopo il voto al Senato ha annunciato l’espulsione dal partito di coloro che avevano votato contro, come monito per i deputati che il giorno dopo avrebbero dovuto votare, oltre a fare poi una dichiarazione ulteriore in cui diceva che anche chi era rimasto a casa ingiustificato avrebbe seguito la stessa sorte, decisione presa per evitare che, come si prospettava secondo alcune fonti non ufficiali, i deputati contrari rimanessero tutti a casa. Alla fine, anche alla Camera la faida del Movimento ha preso il sopravvento e si è presentata votando fieramente contro.

Italia dei Valori, nuovo probabile simbolo dei dissidenti M5s

Questa situazione porta a credere che i frondisti si organizzeranno presto in un nuovo partito di opposizione, sotto il simbolo di Italia dei Valori, per portare avanti gli antichi progetti, battaglie e sogni dei 5 stelle e per raccogliere parte dell’ex elettorato, ormai scontento e deluso. Anche il partito di Liberi e Uguali ha visto al suo interno dei voti contrari in dissenso con la linea indicata dal partito. La sinistra sembra quindi sempre più spaccata e frantumata, infatti si regge su un precario equilibrio anche il Partito Democratico al cui interno le varie correnti non vedono di buon occhio né l’alleanza stabile con i grillini (simbolo di instabilità politica), né la leadership di Zingaretti, né la mancanza di donne (rispetto al centrodestra) in incarichi ministeriali; in pratica, il partito che a parole più di tutti si preoccupa per la parità di genere negli incarichi istituzionali nel 2021 deve ancora dibattere su questo argomento, e questo non è sicuramente una novità visto che il Pd è da sempre un partito a maggioranza e a trazione maschile sia nel parlamento italiano che in quello europeo.

Intanto in Senato gli equilibri sono cambiati in favore del centrodestra (Fi e Lega) che unito conta 118 senatori contro i 116 del centrosinistra (M5s, Pd, Leu); questo fa sì che la coalizione di centrodestra, nonostante sia in minoranza alla Camera, abbia la forza necessaria per incidere in modo diretto sull’operato del Parlamento, soprattutto su temi delicati e divisivi. Forza Italia, che da tempo chiedeva un governo di questo tipo, e la Lega, spinta dai Governatori e dagli industriali, sembrano aver preso la linea della responsabilità verso il paese richiedendo però un cambio di passo e una maggiore coordinazione.

Giorgia Meloni nel frattempo si è schierata nell’ambito di una opposizione patriottica (forse per coerenza verso gli elettori, forse per semplice opportunismo di visibilità e consensi) che mira a trincerare il suo partito su una posizione isolata da cui però non ha nessuna possibilità di incidere nell’operato del nuovo governo di unità nazionale.

Giorgia Meloni

Nel frattempo non si attenuano le voci che vedono questo governo come un governo a breve termine (con scadenza verso inizio estate), giusto il tempo di mettere in sicurezza il Paese e indire nuove elezioni prima del semestre bianco per permettere a Mario Draghi di diventare il nuovo inquilino del Quirinale al posto di Sergio Mattarella, il quale sembra avere espresso più volte la sua contrarietà alla rielezione del Capo dello Stato.

I partiti attendono la data di lunedì per apprendere i nomi dei viceministri e dei sottosegretari che completeranno la squadra di governo e per valutare gli equilibri interni alla nuova maggioranza. Intanto Draghi ha già iniziato il suo operato da Primo Ministro di questo paese partecipando all’inaugurazione dell’Anno giudiziario in Cassazione dove c’è stata anche una riflessione sul caso Palamara e sulle correnti interne che, grazie anche al libro “Il sistema” (in cima alle classifiche di vendita delle ultime settimane), hanno aperto un grande dibattito sulla fiducia nella neutralità della giustizia italiana, e successivamente ha partecipato a un incontro a distanza tra i leader dei paesi del G7 sul tema della pandemia e della alleanza atlantica dove è stata espressa particolare preoccupazione su paesi come Russia e Cina ed è anche stato deciso che verranno stanziati 7,5 miliardi di dollari per la ricerca del vaccino nei paesi più poveri.

Intanto non possiamo fare altro che augurare buon lavoro al nuovo Governo e al Presidente Mario Draghi perché possano rendere l’Italia un paese intraprendente di cui i giovani possano essere fieri.

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