L’Internazionale Milano, meglio nota come Inter, è un club di calcio italiano molto famoso, uno tra i club italiani più celebri sia in Italia sia nel mondo. Nella sua storia ha avuto anche grandi campioni, come Ronaldo detto “il fenomeno”, Javier Zanetti, Lothar Matthaus e moltissimi altri…

Fondazione

All’inizio del Novecento erano poche le realtà calcistiche presenti sul territorio italiano: solo Torino e Genova vedevano la presenza di società come Juventus e Genoa, mentre a Milano era presente dal 1899 il Milan Football Cricket Club. Il capoluogo lombardo era rappresentato da una squadra contraddistinta dai colori rossoneri, che ebbe modo di aggiudicarsi prestigiosi trofei, in quel periodo, oltre allo scudetto.

Molte società, tra le quali i rossoneri, si videro divise internamente in due frazioni: da una parte coloro che vedevano l’importanza del possedere un’impronta multiculturale, dall’altra coloro che volevano mantenere una linea nazionalista, evitando quindi il tesseramento di giocatori stranieri.

Il gruppo fondatore dell’Inter nel 1908

Ed è proprio all’interno della società rossonera che avvenne un’importante divisione, che vide la creazione di un gruppo di dissidenti, pronti a dare vita ad un movimento calcistico improntato proprio sull’internazionalità. Il 9 marzo 1908, i 44 soci fondatori (al momento ancora dirigenti del Milan) si riunirono al ristorante L’Orologio, a due passi dal Duomo, e in poche ore, crearono l’atto costitutivo con il quale nasceva la nuova società nerazzurra.

La cultura popolare voleva che a tifare per l’Inter fosse soprattutto la borghesia, a differenza del Milan, sostenuta invece dalle classi popolari. Infatti, i tifosi dell’Inter soprannominavano quelli del Milan casciavìt, che in milanese significa cacciaviti, per indicare l’origine operaia dei sostenitori rossoneri. A loro volta, i milanisti chiamavano i nerazzurri baùscia, termine milanese che significa gradasso, per indicare uno degli stereotipi cittadini.

Questo divario andò appianandosi, sicché oggi i due soprannomi appaiono anacronistici e quasi desueti.

Il simbolo originario dell’Inter fu disegnato dall’illustratore Giorgio Muggiani che, scegliendo il nero e l’azzurro, intendeva opporsi anche simbolicamente ai colori del Milan.

Nella cultura di massa

La squadra nerazzurra è celebre per svariati motivi. Innanzitutto è una delle squadre più vincenti tra i club italiani, infatti nel suo palmares vanta ben 30 titoli nazionali e 9 internazionali.

L’Inter è la squadra più presente della Serie A, contando ben 89 presenze, non essendo mai retrocessa in leghe inferiori.

Il Derby D’Italia, è una partita che mette in campo la Juventus e proprio i nerazzurri, due squadre storiche del campionato italiano.

Nella Milano nerazzurra sono passati grandissimi campioni come Ronaldo, uno dei giocatori più forti della storia, che nel suo palmares può contare ben 2 palloni d’oro e ben 2 coppe del mondo.

Ronaldo che bacia il Pallone D’Oro

Poi Lothar Matthaus, che a cavallo tra gli Anni 80 e gli Anni 2000 ha vestito le maglie di Inter e Bayern Monaco. Ha vinto un pallone d’oro, un Europeo e una Coppa del Mondo, e in quest’ultima competizione ha ottenuto pure due argenti.

Sia Ronaldo che Matthaus con l’Inter hanno vinto la Coppa UEFA. Inoltre entrambi sono nella formazione del Dream Team del Pallone D’oro, una selezione di grandissimi campioni come Paolo Maldini, quest’ultimo bandiera del Milan.

Lothar Matthaus con la Coppa UEFA

Ce ne sarebbero moltissimi altri come Sandro Mazzola, Wesley Sneijder e Diego Milito.

Se si parla di Inter però, non si può non citare la bandiera e il giocatore con più presenze, Javier Zanetti.

In primo piano Zanetti, in secondo piano Milito

Soprannominato “El Tractor” poiché dotato di un buon controllo di palla e di eccellenti doti fisiche, tra cui la resistenza e la velocità. Dal punto di vista tecnico non un fuoriclasse rispetto a quelli già citati, ma è stato certamente un giocatore che ci metteva il cuore.

Basti pensare che Ryan Giggs, bandiera del Manchester United e attuale CT della nazionale gallese, ha speso queste parole per il calciatore argentino: “L’avversario più difficile che abbia mai incontrato è stato Javier Zanetti. Lo incontrai per la prima volta nel ’99, ai quarti di Champions. Lui terzino destro, io ala sinistra. Mi impressionò per le sue qualità: rapido, potente, intelligente, esperto. Ci ho giocato contro altre due volte. È stato l’avversario più duro in assoluto. Un campione completo.”

L’attuale vice-presidente dell’Inter nella sua carriera si è, inoltre, contraddistinto per sportività e correttezza.

Zanetti è stato anche il capitano dell’Inter che, nel 2010, allenato da Jose Mourinho, ha realizzato l’impresa del triplete, diventando così la prima e unica squadra italiana a entrare in una cerchia ristrettissima di club a realizzare quest’impresa.

Zanetti alza la coppa della Champions League nel 2010, anno del triplete

A completare l’anno solare ci furono le vittorie della Supercoppa italiana e del Mondiale per Club (unica squadra italiana, insieme al Milan, ad aver vinto questo trofeo), però avvenute con Rafa Benitez in panchina.

L’inter di oggi

Dopo l’impresa del triplete, i nerazzurri non hanno avuto vita facile: infatti, nell’ultimo decennio, hanno sollevato al cielo solo una Coppa Italia. Nella stagione 2019-2020, i nerazzurri, allenati da Antonio Conte, sono riusciti a raggiungere la finale di Europa League, persa poi per 3-2 contro il Siviglia.

Nell’anno in corso, seppur sotto le aspettative sia in Coppa sia in Champions League, (in quest’ultima è uscita dal proprio girone come ultima), la squadra attualmente è in lotta per il campionato ed è tra le favorite.

Tra i giocatori di punta dell’Inter di oggi si possono citare Samir Handanovic , Nicolò Barella, Lautaro Martinez, Achraf Hakimi e Romelu Lukaku.

Due club: rivalità e rispetto

Che il Derby della Madonnina sia uno dei più sentiti al mondo questo è un dato di fatto, infatti questo match si è giocato ben 299 volte (228 se contiamo solo le gare ufficiali).

I giocatori più presenti in questo attesissimo evento sono stati Paolo Maldini (56) e Javier Zanetti (47) e proprio con queste due bandiere è avvenuta una delle più belle storie di sempre.

A raccontarla è stato proprio l’ex-capitano e attuale direttore tecnico del Milan: “Durante un derby, io e Javier ci scontrammo a vicenda, cademmo a terra e nel rialzarci tutti e due nello stesso momento pronunciammo questa frase ” Scusa, capitano“. Questo per farvi capire quanto rispetto c’era tra di noi”.

Javier Zanetti e Paolo Maldini

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