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È stato proprio pedalando nei viali del Castello che Roberta e Francesca hanno avuto l’idea che le ha portate a dare una forma nuova alla passione che hanno scoperto di avere in comune: l’andare in cerca di libri e raccontarseli. E allora perché non condividere con altri questa idea?

Così il Castello, che in passato è stato luogo di ispirazione, di incontri e di cultura, ancora una volta diventa occasione per sperimentare in forme nuove la bellezza della letteratura, in questo caso la narrativa contemporanea.

Immergiamoci in questo viaggio tra le parole, ascoltando il racconto dell’esperienza dalle dirette interessate.

Com’è nata l’idea di questo club del libro? Potreste raccontarci un po’ quali erano le vostre aspettative quando avete fatto questa proposta?

«L’idea è nata a maggio 2020. Io e Francesca stavamo facendo un giro in bici al parco del Castello e io le ho detto: “Perchè non facciamo un gruppo di lettura?” e lei mi ha risposto che era proprio il suo sogno; qualche volta ne aveva parlato con Paola, la bibliotecaria di Castel d’Azzano, e si erano trovate d’accordo sul fatto che sarebbe stato bello creare proprio questa iniziativa».

Sedute sul prato vicino alle risorgive le due amiche cominciano a fantasticare: «Abbiamo discusso su cosa volevamo che fosse questo gruppo, abbiamo cercato un nome adatto e alla fine abbiamo scelto Raccontiamoci tra le parole».

Nei giorni successivi hanno quindi contattato il sindaco Antonello Panuccio per chiedergli se c’era la possibilità di organizzare; si era ancora in lockdown e non sapevano se l’iniziativa sarebbe potuta partire. Ottenuto il permesso, il gruppo ha preso il via con la scelta del primo libro: “L’amico ritrovato” di Fred Uhlman.

Un post della pagina Instagram “Raccontiamoci tra le parole”

Abbiamo fissato l’incontro di riflessione dopo circa un mese, il 7 giugno; scritto un messaggio di presentazione, l’abbiamo diffuso nei gruppi scuola, dato che i nostri figli hanno la stessa età.

La diffusione della proposta

Roberta continua ricordando quei giorni particolari: “Francesca fa anche parte di una compagnia teatrale e quindi ha divulgato la notizia anche all’interno di questa; si sono unite anche persone che non abitano a Castel d’Azzano e che hanno aderito all’inizio un po’ incerte, poi sempre più entusiaste”.

Continua l’amica: “Noi quando parliamo di lettura rimaniamo sempre estasiate e quindi ci aspettavamo di trovare lo stesso entusiasmo in questo nuovo gruppo di lettura. Devo dire che le aspettative sono state soddisfatte, dato che tutti quelli che partecipano sono contenti e continuano a venire”.

Il parco del Castello

A chi si rivolge la vostra proposta e come funziona? Come scegliete i libri su cui discutere?

«La proposta è rivolta principalmente alle persone adulte soprattutto per quanto riguarda le tematiche di libri che scegliamo di affrontare. I primi libri li abbiamo scelti un po’ a sentimento, privilegiando le trame che ci piacevano e poi abbiamo scelto di seguire un filone, dividendo gli argomenti e dedicando quattro o cinque libri per ognuno; abbiamo affrontato di recente il tema delle donne e ora vorremmo dedicarci al tema del viaggio; in questo modo possiamo creare un ordine. Per ogni filone è interessante riflettere da punti di vista diversi confrontando con altre culture». 

Potete fare un altro esempio di un libro che avete scelto? Quali sono state le riflessioni più interessanti che sono emerse dalla discussione?

Francesca: “Io sono legata a Jane Eyre, l’ho letto per la terza volta in occasione del gruppo di lettura e mi ha entusiasmato come se fosse la prima. Mi piace la tematica del riscatto della donna, che diventa autonoma, indipendente; tutto questo contornato da una bella ambientazione”. Il libro è piaciuto a tutti.

A me invece, interviene Roberta, ha impressionato il romanzo “Come un respiro” di Ozpetek: Dal confronto sono emerse quasi tante trame del medesimo libro perché ognuno ricostruiva la storia dal proprio punto di vista.

Sull’onda dei ricordi, le due amiche aggiungono altri particolari che ci fanno comprendere il clima che si è creato all’interno del gruppo: “Gli incontri sono belli perché anche chi è un po’ titubante e partecipa comunque si incuriosisce e riesce a leggere il libro con degli occhi nuovi perché sa che gli altri lettori hanno espresso opinioni che talvolta possono essere simili. Una frase che esce quasi ad ogni riunione è che se non ci fosse stato il gruppo di lettura probabilmente non sarebbe nemmeno venuta l’idea di leggere un determinato libro per conto proprio. Emerge la contentezza di averlo letto, quindi c’è anche uno stimolo a leggere testi che magari non si sceglierebbero di propria volontà. Avere una data entro cui terminare il libro è un bell’obiettivo che tutti ci poniamo e che fa aumentare l’attenzione che si mette nella lettura; non ti perdi i dettagli e leggi in modo più consapevole, pensando che dovrai raccontare e raccontarti”.

In questo periodo siete riusciti a continuare la vostra attività?

Sì assolutamente; già inizialmente c’era qualcuno che si collegava da remoto, quindi facevamo comunque riunioni miste: all’inizio avevamo un po’ il timore che facendolo via web ci fosse poca partecipazione, ma alla fine in realtà non ci sono mai stati problemi del genere anzi sono sempre venute delle riunioni belle e interessanti.

La riunione del gruppo di riflessione di gennaio

Sono sempre state riunioni ordinate e, pur essendo un bel gruppo di dodici persone, non c’è stato alcun problema di organizzazione.

Pensate che possa nascere un’iniziativa simile e utile anche per gli adolescenti?

Roberta: “Secondo me sì, può essere utile per i giovani, che oggi si fanno meno domande perché il web propone molte risposte, mentre con la lettura è completamente diverso; è la tua fantasia e immaginazione che ti porta ad argomentare e a riflettere sulle tematiche di un libro, ragionando per farti le tue opinioni”.

Francesca: “Sarebbe bellissimo se anche gli adolescenti creassero un gruppo di lettura ed è qualcosa di fattibile, nel senso che chiunque abbia una passione per la lettura può unirsi”.

Anche mia figlia – aggiunge Roberta – quando ha saputo che facevamo un club del libro, voleva farsi promotrice anche lei di qualcosa del genere per i giovani e chissà, se trovasse qualcuno da cui farsi supportare, potrebbe essere una bell’idea. 

Poi è anche bello, sperando che si possa al più presto tornare a farlo in presenza, fermarsi dopo la riunione con gli amici, mangiare qualcosa insieme, condividere momenti e fare quattro chiacchiere.

Avete nuovi progetti per il futuro oltre a quanto ci avete già raccontato?

Roberta: “Un’altra idea carina che ci era venuta era quella di integrare la lettura del libro con la visione del film e poi mangiare qualcosa insieme. In questo momento siamo un po’ limitati a questo, però sarebbe interessante ampliare in questo modo. Anche per gli adolescenti sarebbe divertente dopo aver discusso del libro stare insieme e farsi un giro”.

Grazie per il vostro racconto e per la proposta che avete lanciato: Sembra davvero una bella sfida!

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Ho diciassette anni e mi piace camminare in montagna e osservare la flora e la fauna dei luoghi che visito. Amo leggere e il mio genere preferito è il fantasy: leggo spesso libri di Tolkien come “Il Signore degli Anelli”. A volte leggo anche romanzi gialli e romanzi storici, dato che una delle mie materie preferite è proprio la storia; mi piacciono tanto anche le altre materie. Suono il pianoforte, mi piace nuotare e sono uno scout. Ho la passione della fotografia e io e la mia macchina fotografica siamo pressoché inseparabili: ogni volta che andiamo in vacanza o che facciamo una semplice passeggiata, la porto sempre con me, perché non si sa mai cosa si può fotografare di bello. Ho scelto il classico perché mi piacciono le materie classiche e nella mia famiglia è quasi una tradizione. Abito a Castel d’Azzano. Sono una persona gentile, altruista e comprensiva. Da grande mi piacerebbe fare lo storico anche se ho anche altri progetti.

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