Come ben sappiamo, al giorno d’oggi la musica occupa un ruolo significativo nelle nostre vite, passando da generi più “moderni” come il pop o il rock, fino ad arrivare alla bellezza della musica classica, coltivata da molti in un’università vera e propria: il Conservatorio.

Nel lontano 1878 infatti, proprio nella nostra Verona, venne istituita la “scuola di strumenti ad arco”, a cui qualche anno più tardi si affiancarono altre scuole di musica. Nel 1927, invece, con il patrocinio del Comune, le principali scuole di musica veronesi sono state unificate nel Civico Liceo Musicale.

Fu proprio nel 1952 che il Liceo Musicale venne intitolato al musicista Evaristo Felice Dall’Abaco. Il famoso auditorium in cui attualmente molti studenti si ritrovano per saggi o lezioni collettive, intitolato al compositore Italo Montemezzi, divenne sede dell’attività artistica promossa dal Liceo Musicale attraverso l'”Accademia Veronese di Cultura Musicale”.

Negli anni successivi, al Liceo “Dall’Abaco” venne attribuita la sede di Casa Boggian, attualmente utilizzata dagli studenti, mentre fu proprio nel 1964 che al Liceo Musicale di Verona venne attribuito il titolo di Conservatorio, una vera e propria struttura in cui ragazzi e adulti possono dare sfogo alle loro passioni musicali.

 Il “Dall’Abaco” fu anche il primo Conservatorio italiano a dotarsi di una sezione dedicata agli strumenti cosiddetti filologici, dando il via alle classi di liuto, viola da gamba, flauto dolce e l’ordinario clavicembalo.

Finite le ristrutturazioni interne che lo vedevano coinvolto, finalmente il Conservatorio di Verona riuscì a stabilizzare le sue dimensioni, arrivando ad un risultato di ben 72 cattedre. Fu proprio in questo periodo che la grandezza di questa struttura iniziò ad emergere, con l’avviamento di un intenso programma di attività integrative come seminari, conferenze e masterclass, con il potenziamento del settore della produzione artistica e con la collaborazione addirittura con i prestigiosi Conservatori di Monaco di Baviera e di Bordeaux.

Cortile esterno del Conservatorio di Verona

Per quanto riguarda l’organizzazione annuale, nel 2004 vennero attivati il triennio sperimentale di primo livello e il biennio sperimentale di secondo livello in discipline musicali, che diedero il via anche ai corsi per ragazzi dai cinque ai dieci anni, detti propedeutici. È invece molto più tardi, nel 2018, che vengono attivati i bienni ordinamentali e i corsi propedeutici sostitutivi del preaccademico nella preparazione di base per l’entrata al triennio accademico.

Attualmente l’organizzazione dell’annualità è pressoché simile: dopo un periodo solitamente non maggiore di tre anni (dipende dalla preparazione dello studente), si tenta l’ammissione al triennio. Entrando al triennio si dà il via all’inizio del periodo Accademico, che termina con i due anni di biennio.

Una cosa importante da sottolineare è che, una volta passato l’esame di ammissione al Conservatorio, non si faranno solo lezioni inerenti al proprio strumento: i corsi obbligatori da frequentare precedentemente al triennio, infatti, sono solfeggio, armonia e canto corale. Una volta entrati negli anni accademici, invece, i corsi sono numerosi, vengono suddivisi per annate e, cosa più importante, danno crediti formativi che serviranno per il punteggio finale del diploma.

Alcuni corsi come storia della musica, musica da camera e videoscrittura sono obbligatori per il passaggio dell’anno, mentre altri come poesia e musica o forme musicali, rientrano nelle scelte: ogni anno, infatti, oltre a quelli obbligatori che per forza di cose danno un quantitativo maggiore di crediti, è bene iscriversi ad un numero di corsi tale da poter avere sei ulteriori crediti (definiti “a scelta” perché è possibile selezionare quelli che più interessano), per un totale di 15 annuali.

La nuova direttrice del Conservatorio E. F. Dall’Abaco di Verona, Laura Och

«Per me il Conservatorio è tutto, ho dedicato una vita intera alla musica ed è un’onore essere la direttrice di un luogo in cui mi sono rifugiata fin da piccola. Molti pensano che sia un posto per chi “non è al passo coi tempi”, io invece ritengo l’esatto contrario: musica classica non è sinonimo di retrogrado, e chi sceglie di intraprendere questo tipo di percorso lo sa bene. – dichiara la nuova direttrice del Conservatorio E. F. Dall’Abaco di Verona, Laura Och. – Oltre alla classicità, il Conservatorio spazia dal jazz dei sassofonisti all’antico degli strumenti barocchi, per poi arrivare alla modernità del basso elettrico o al romantico suono del pianoforte. Ritengo sia un’esperienza che ti cambia e che, soprattutto a chi la sceglie in contemporanea ad un’altra scuola o ad un altro lavoro, faccia comprendere a pieno il senso di responsabilità e il senso del tempo. Inoltre è una bella struttura, pensata nei minimi dettagli e in cui è piacevole stare. Sono fiera di fare parte di questo mondo».

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