Tutti noi nella dispensa abbiamo un barattolo di miele. Alimento rilevante della dieta mediterranea, il miele fa un percorso tortuoso per giungere fino alle nostre abitazioni. Viene prodotto, infatti, dalle api, e ad occuparsi dell’allevamento delle api e alla raccolta del loro miele sono gli apicoltori.

Abbiamo dunque intervistato Stefano Leso, apicoltore e titolare di un’azienda agricola a Valdiporro che ogni giorno vede la genesi del miele dai suoi alveari e innesca il viaggio che questo dolce alimento svolge fino alle nostre case

Stefano Leso

Signor Leso, vuole brevemente presentarsi?

Sono Stefano Leso e vivo a Valdiporro, una frazione di Bosco Chiesanuova. Sono il gestore di un’azienda agricola agricola che si dedica principalmente all’apicoltura.

Quando e perché ha avuto l’idea di dedicarsi all’apicoltura? 

Fin da bambino sono stato affascinato dal primordiale legame con la natura rispecchiato dalle api. Ho iniziato ufficialmente a svolgere il lavoro di apicoltore nel 2013.

Che tipo di studi ha fatto per poter svolgere questo lavoro? 

Mio padre possedeva degli alveari da diversi anni e mi ha tramandato tutto ciò che sapeva. Oltre a ciò ho frequentato alcuni corsi formativi presso l’Associazione Regionale Apicoltori del Veneto. Anche la laurea in Tecnologie Forestali e Ambientali è utile per questo lavoro e mi ha aiutato a collegare l’apicoltura all’ambiente.

In che cosa consiste il suo lavoro quotidiano?

Alla mattina visito e accudisco uno degli apiari (ovvero i luoghi in cui vengono collocate le arnie). Dopo aver scelto l’apiario, ci sono moltissime cose da fare, che variano da giorno a giorno, per esempio controllare che la famiglia di api stia bene, che l’ape regina non sia morta o malata, controllare le uova delle api, dare sempre un’occhiata al melario, ovvero il luogo in cui le api depositano il miele in eccesso (che sarà poi quello che verrà raccolto) e aumentare o stringere il nido a seconda della necessità. Nel pomeriggio invece riordino le attrezzature e mi dedico alla lavorazione e vendita del miele. La vendita viene effettuata per la maggior parte direttamente ai consumatori, sia a domicilio che su appuntamento, e solo una minima parte è destinata ai negozi. 

La maggiore difficoltà del mio lavoro è l’imprevedibilità del clima, che influisce sul comportamento delle api e, di conseguenza, anche sulla produzione del miele. Spesso bisogna dunque andare “a istinto”, poichè le api non sono come le mucche da latte, che producono latte a seconda del fieno che si dà loro, le api sono decisamente più imprevedibili. A volte questo comporta delle piacevoli sorprese, altre volte delusioni. Per me comunque la soddisfazione è maggiore delle difficoltà. 

Alveari dell’azienda agricola di Stefano Leso

Che viaggio compie il miele?

Il viaggio che compie il miele è decisamente tortuoso. Innanzitutto, le api succhiano il nettare dei fiori. Quando tornano all’alveare, il nettare viene arricchito con proteine ed enzimi. Il miele è il nutrimento delle api, ma spesso ne viene prodotto in eccesso, quindi viene deposto nel melario. Noi apicoltori raccogliamo il miele presente nel melario e lo portiamo in laboratorio, dove viene stoccato in una camera calda e ne viene controllata l’umidità. Successivamente avviene la smielatura e la maturazione dell’alimento, che dopo un determinato periodo di maturazione è pronto per l’invasettamento.

L’attuale pandemia ha condizionato la sua attività?

La pandemia ha generato nella mia attività problemi solo nell’eseguire la vendita diretta, vista l’impossibilità in determinati periodi di spostarsi tra comuni differenti. C’è stato un caso in cui io sarei potuto andare a vendere il miele in un luogo in cui avrei potuto ricavare un grandissimo profitto, vista l’ampia affluenza di persone, ma per precauzione ho deciso di non andare, onde evitare di prendermi il virus e portarlo alla mia famiglia o di passarlo a tanta altra gente.

Si è recentemente sentito parlare dell’attuale scarsità di api. Secondo lei a cosa è dovuta? Che impatto hanno le api sul nostro ecosistema?

I problemi delle api e la loro moria, oltre a tutti gli altri problemi ambientali, sono riassumibili in una frase: dove è presente l’uomo c’è inquinamento e stravolgimento degli equilibri naturali. Dove non è presente tutto funziona perfettamente. Dobbiamo cercare di evitare scombussolamenti eccessivi nell’ecosistema.

Sono state proposte numerose soluzioni per risolvere questo problema, ma molte di queste sono irrealizzabili. Per lei, quale sarebbe una possibile e realistica soluzione?

È sempre difficile trovare un equilibrio o un compromesso tra la natura e le attività umane. Una convivenza rispettosa potrebbe ridurre i pesticidi, i diserbanti, la mole di onde magnetiche, l’effetto serra e altri fattori che danneggiano eccessivamente l’ecosistema.

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