Antonello Panuccio, sindaco di Castel d’Azzano ed ex studente delle scuole alle Stimate, è una persona social: la voglia di migliorare il proprio paese è visibile nella gioia che mostra dedicandosi alle questioni del comune, con un tocco di modernità.

In questi ultimi mesi tra lockdown, restrizioni, zone gialle, zone rosse, si sono rese evidenti molte difficoltà in tutte le classi sociali. Abbiamo parlato con il sindaco Panuccio che ha espresso la sua testimonianza della pandemia, esprimendo poi l’augurio di un futuro migliore per i giovani.

Dalle sue parole è emersa la volontà di far partire nuove iniziative per i giovani, che in questo periodo hanno dovuto rinunciare a molte opportunità. Per questo il Comune sta preparando alcuni progetti a loro dedicati, come ci ha raccontato il sindaco in persona.

Che cosa pensava della politica quando aveva la mia età?

Pensavo probabilmente come la maggior parte degli adolescenti: “Ci sarà qualcuno che se ne occupa … che si preoccupa di far funzionare la cosa pubblica, sia a livello nazionale che locale. Analogamente a quanto succede più in piccolo nelle nostre case – il contratto dell’energia elettrica, i problemi con l’impianto idraulico, elettrico, in casa c’è un adulto che se ne occupa. E non lo biasimo nemmeno, in fondo l’obiettivo primario di un adolescente è probabilmente investire nel futuro in primis tramite il raggiungimento di adeguato grado di istruzione, condizione indispensabile per ogni percorso di vita.

Tutto a suo tempo, ma questo non significa non informarsi, perché prima o poi ognuno è chiamato a scegliere i propri rappresentanti politici; e questo va fatto conoscendo programmi e persone, con forte consapevolezza, non solo in base a qualche post sui social.

Come mai ha deciso di mettersi in politica? Cosa la appassiona?

Mi sono avvicinato attraverso un gruppo di amici – ero già inserito nel volontariato parrocchiale ed in fondo anche amministrare un paese è una forma “evoluta” di volontariato che procura tante preoccupazioni e responsabilità.

Subito dopo l’università, dopo essermi sistemato con il lavoro, ho deciso di dedicare del tempo a servizio della comunità, sono diventato assessore, questo mi ha molto appassionato ed ora lo faccio a tempo pieno come sindaco.

È un lavoro molto impegnativo ma carico di gioia e responsabilità: essere l’anima della propria comunità non è facile ma è una strepitosa occasione. Dal 2003 al 2012 ho fatto l’assessore alla cultura, scuole, bilancio, poi nel 2013 il sindaco come capofila di una lista civica di centrodestra.

Ora le elezioni amministrative del 2023 si avvicinano e mi piacerebbe che tanti giovani che hanno a cuore il bene della loro comunità e volessero provare un’esperienza particolare di volontariato, si avvicinassero alla politica locale – c’è bisogno di idee ed energie nuove – quindi consiglio di farsi avanti; la disponibilità per qualche informazione c’è sempre.

Cosa ricorda dell’inizio della pandemia?

Ricordo le riunioni fiume con gli altri sindaci, le preoccupazioni per il futuro, l’organizzare un servizio con i cittadini volontari per consegnare oltre 12000 mascherine in ogni casa del paese, l’impotenza di combattere un nemico invisibile del quale si sapeva molto poco e non si vedeva all’orizzonte la possibilità di avere a breve un vaccino, le preoccupazioni per le famiglie rimaste con il frigorifero vuoto dalla sera alla mattina.

Ricordo il municipio deserto – lockdown totale, pochi dipendenti solo per i servizi essenziali, il mio ufficio pieno di schermi filtranti, ancora poche mascherine; e poi avanti indietro con furgoncini dal centro di protezione civile di Isola della Scala per ritirare il materiale da distribuire alle famiglie.

Un post del sindaco Panuccio durante il primo lockdown

In realtà in pochissimo tempo abbiamo creato una rete di volontari del paese formata da quasi 50 persone di ogni età che spontaneamente avevano contattato il comune per mettersi a servizio della comunità: andavano a fare la spesa per portarla a chi era positivo, la farmacia…

Ha trovato grande disponibilità da parte dei cittadini?

Non mi sono sentito più solo ed ho capito che la solidarietà può essere straordinaria: in qualsiasi evenienza, anche la più terribile come una pandemia, difficilmente qualcuno resta da solo.

E’ un bel sollievo, infatti vedo spesso volontari disponibili per portare qualche anziano a fare il vaccino, basta chiamare in Municipio o contattarmi sui social e qualcuno che se ne occupi c’è sempre. Questo è bellissimo.

Ci sono nuove proposte in cantiere che vorreste far partire appena possibile? Potreste raccontarcele?

Nuove proposte in cantiere? Il sociale è il settore su cui il nostro comune investe di più (circa 1.500.000 €) le difficoltà sono tante, sono tante famiglie in difficoltà. Cerchiamo di dare più risposte possibili alla cittadinanza, soprattutto a chi è colpito dalla grave crisi economica e sociale derivante da questa emergenza sanitaria. In questo momento ci stiamo concentrando sull’edilizia scolastica perché vogliamo fare una nuova scuola moderna, efficiente e sicura in sostituzione di due scuole non antisismiche.

Abbiamo un progetto di messa in sicurezza delle nostre strade principali, tanti progetti in ambito ecologico dedicato al nostro stupendo Parco delle Risorgive; a questo si aggiunge la volontà di creare un innovativo bosco urbano in località Beccacivetta.

Ecco una cosa devo dire: forse da giovani si sottovaluta l’importanza della tutela dell’ambiente: io pensavo spesso: “c’è tanto verde in giro, non vedo problemi ambientali”.

Invece a 50 anni ripenso a quanto ero “poco furbo” a non dargli importanza – la tutela dell’ambiente che ci circonda, creare uno spazio cittadino dove viviamo pieno di verde e natura è una ricchezza fondamentale per la comunità, una se non la priorità di ogni amministrazione pubblica.

Quali sono le iniziative per i giovani nel suo comune?

Per i giovani abbiamo proprio due ragazzi che se ne occupano: Erica Dolci e Michele Giarola – classe 1993 e 1997, due nuovi consiglieri comunali, eletti nel 2018; in questi due anni hanno fatto molte cose, ad esempio Erica segue il gruppo degli adolescenti che d’estate fanno i lavori utili al paese.

Si tratta del progetto “Affare fatica” che prevede che gli adolescenti vengano a pitturare le panchine o le staccionate o i giochi nei parchi. Lo scorso anno hanno fatto anche un bellissimo murales al Plesso Dante Alighieri raffigurante le azioni dell’Agenda 2030. Michele ed Erica organizzano anche degli incontri su temi di attualità dal titolo “giovani e politica”.

I ragazzi del progetto Affare Fatica svoltosi quest’estate in giro per Castel d’Azzano

Michele segue anche il progetto “Autogestione Biblioteca” che permette l’apertura serale e festiva della biblioteca come aula studio: un grande successo! E ogni settembre nel nuovo teatro all’aperto c’è un concorso per band giovanili. Tanta carne al fuoco e tante idee. Hanno un loro budget di spesa e devo dire sono molto autonomi e competenti. Hanno tante altre idee in ballo, tipo un mercatino del riuso per vestiti riservato ai giovani… ma vedremo cosa potremo fare compatibilmente con l’emergenza.

Siamo tutti rimasti molto contenti del loro operato, perché sono molto propositivi nelle riunioni politiche e come si dice “sul pezzo”. Hanno ben presente i problemi del paese nonostante siano entrambi molto occupati: Michele per la sua tesi di laurea ed Erica per il lavoro della scuola bilingue in cui insegna.

Com’è la situazione oggi in paese?

Oggi la situazione è sotto controllo, abbiamo circa 60 casi su 12000 abitanti, per questo abbiamo lasciato parchi aperti e chiuso il minimo indispensabile secondo legge. Di questi casi preoccupa l’abbassamento dell’età, abbiamo 6 persone ricoverate, e per questo non bisogna mai abbassare la guardia perché la ripresa della curva può essere veloce se si sottovaluta il problema.

Abbiamo dovuto sospendere gli sport e le scuole, questo è veramente un problema: le scuole perché causano problemi a migliaia di famiglie alle prese con la didattica a distanza e difficoltà nel conciliare lavoro e figli. Lo sport perché temiamo la mancanza di salute fisica ma sappiamo bene che anche la salute mentale è un costo personale quando manca.

Ora vediamo la luce in fondo al tunnel, perché le vaccinazioni stanno proseguendo a ritmo serrato, specialmente negli over 80 (vaccinati quasi la metà). A breve partiremo anche a Castel d’Azzano con il vaccino anti Covid al centro sociale comunale per gli anziani tra 70 e 79 anni. C’è tanto lavoro da fare per vaccinare tutti ma sono molto fiducioso perché i vaccini adesso sembrano essere disponibili.

Lei è un sindaco social. Perché utilizza tanto questi mezzi di comunicazione?

Per me i social sono fantastici – si riesce a comunicare tutto molto velocemente. Per esempio sabato 27 marzo il direttore generale dell’Ulss 9 Pietro Girardi ci ha mandato un messaggio riguardo alla vaccinazione delle classi 1942 e 1943; così in un secondo lo abbiamo pubblicato sui social e attraverso nipoti e figli social molti anziani potranno andare in fiera a vaccinarsi.

I social non li usano solo i giovani – molti anziani che hanno qualche acciacco di salute sono più veloci di me. Gli anziani social sono molti di più di quello che pensiamo.

Noi usiamo molto anche un display lcd che abbiamo in piazza. Permette di avvisare facilmente la popolazione riguardo agli eventi ed anche riguardo ai nuovi nati in paese, circa 100 ogni anno.

I social hanno avvicinato moltissimo la politica al cittadino, io ricevo ogni giorno molti messaggi sui social; consigli, segnalazioni e tante richieste di chiarimenti per i dpcm, un bel servizio per la cittadinanza che richiede un piccolo staff per essere seguito bene.

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