Silvia Nicolis: «Non riesco ad immaginare un’esistenza priva di stimoli e curiosità»

Le chiusure dei musei, cinema, palestre, negozi...sono alcuni dei motivi per cui siamo portati a credere che un ritorno alla normalità sia sempre più distante. Ma come stanno reagendo i musei della nostra città? Per scoprirlo abbiamo avuto l’occasione di intervistare Silvia Nicolis, presidente del museo Nicolis di Verona.

Tempo di lettura articolo: 4 minuti

Di sicuro, il “Museo Nicolis dell’Auto, della Tecnica, della Meccanica” è uno dei più importanti d’Italia e del mondo, un vero e proprio insieme di cultura e idee. Grazie alle automobili, motociclette e biciclette all’interno ogni visitatore può ripercorrere la storia dei mezzi di trasporto degli ultimi due secoli. Ma qual è la storia di questo museo? Come starà reagendo al periodo che stiamo vivendo tutti? 

Per conoscere le risposte alle nostre domande abbiamo avuto l’opportunità di intervistare Silvia Nicolis, presidente del museo, che ogni giorno si impegna a gestire nel migliore dei modi. 

Silvia Nicolis, presidente del museo Nicolis

Come descriverebbe il museo di cui è presidente? 

Il Museo Nicolis è un incredibile viaggio nel tempo nella storia della tecnologia e del design del XX secolo.Tra le più emozionanti e suggestive esposizioni private nel panorama internazionale, espone 10 collezioni uniche nel loro genere, la principale conta circa 200 auto d’epoca. Nel 2018 ci è stato assegnato il Museum of the Year al The Historic Motoring Awards a Londra, il più ambito e prestigioso premio nel panorama mondiale dell’auto classica.

Qual è la sua parte preferita? 

Tutta ció che riguarda il racconto della vita di ogni oggetto esposto: documenti, foto, accessori, aneddoti ecc. Il valore aggiunto che consente a chiunque di vivere un’emozione profonda che va ben oltre le apparenze o la semplice esposizione di un’opera.

Da dov’è nata la passione per il collezionismo? 

Sono nata e cresciuta in mezzo alle auto d’epoca, la passione fa parte di me, è il mio stile di vita. Non riesco ad immaginare un’esistenza priva di stimoli, curiosità e crescita continua. Ogni giorno imparo tante cose  e scopro nuovi punti di vista sia grazie alle collezioni che custodisco che per una mia naturale attitudine.

Chi sono i tipici visitatori del suo museo? 

Turisti internazionali di ogni provenienza. In particolare ospitiamo visitatori di lingua tedesca, ma anche tanti inglesi, israeliani e americani. Non solo appassionati ma persone interessate alla cultura generale e alla scoperta del nostro territorio.

Alcune auto esposte al Museo Nicolis

Com’è diventata presidente del museo che gestisce? 

Mio padre mi ha affidato la direzione del museo dalla sua apertura avvenuta nel 2000.  Ho seguito questo progetto dagli anni ‘90 quando ancora era in costruzione. È stato un percorso complesso e molto impegnativo perché allora non vi erano case history a cui ispirarsi, per cui ho dovuto studiare e fare tanta strada, anche per acquisire le competenze di ogni servizio che offriamo: centro congressi, didattica, turismo ecc. Dirigere un museo è un lavoro in continua evoluzione come lo è essere imprenditore: una sfida quotidiana mai un punto di arrivo.

Che doveri comporta il suo ruolo?

Il dovere di essere operativa 7 giorni su 7 con grande precisione, la responsabilità di gestire bene ogni piccola cosa affinché il risultato finale corrisponda agli standard ma anche all’aspettativa del cliente. 

È la consapevolezza che ogni soddisfazione nasce solo dal sacrificio e dall’impegno quotidiano. Come diceva mio padrela fortuna è quella degli altri, la tua te la devi costruire”.

Silvia assieme al compianto padre Luciano.

Il periodo che sta vivendo il nostro paese vede in difficoltà soprattutto teatri, cinema e musei. Come sta gestendo questa situazione? 

Superato il primo “trauma” dell’imprevisto lockdown ho cercato di cogliere ogni opportunità  che significa reinventarsi un lavoro digitalizzando il più possibile e partecipando costantemente a tutti i b2b internazionali per restare sempre connessa con tutto il mondo del turismo organizzato. Molto stiamo facendo anche attraverso i media e la nostra disponibilità a reinterpretare le collezioni con shooting fotografici anche fuori sede, destinati al mondo della moda, della cultura, del Lifestyle.

Sono state organizzate delle attività particolari per sopperire alla chiusura imposta? 

Come dicevo sopra, siamo concentrati sul digitale, sulla presenza attiva ai principali eventi di settore e non…e tanta tanta attività social organizzata professionalmente. Improvvisare non è mai strategico.

Per concludere, qual è la parte preferita del suo lavoro? 

Le “relazioni umane” perché una cosa è certa: l’uomo non verrà mai sostituito da un PC o da un dispositivo mobile, siamo nati per fare esperienze reali, per provare sentimenti e per condividere questo incredibile viaggio che è la vita. Mi auguro con tutto il cuore che si torni il prima possibile a vivere con i piedi per terra, nella dimensione più autentica di noi stessi. Tutta questa “Virtual Life” sta facendo perdere il vero senso delle cose e anche di noi stessi, basti pensare al paradosso dell’immagine surreale che stanno comunicando le persone sui social ed alla sempre più carente disponibilità a sporcarsi le mani e a mettersi in discussione di fronte ai problemi veri della quotidianità. Cultura, incontro e confronto resteranno per sempre asset insostituibili per il nostro benessere e quello sociale.

Grazie alle parole di Silvia Nicolis abbiamo avuto quindi l’opportunità di viaggiare in quello che è considerato uno dei musei più importanti e interessanti di Verona, con la speranza di poterlo visitare una volta tornati alla normalità.

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Ho 16 anni e frequento la prima liceo. Circa tre anni fa ho scelto di iniziare il liceo classico perché, volendo lasciare aperte tutte le porte per il mio futuro, ho pensato che questo indirizzo, come dicono molti, fosse in grado di “aprire la mente”. Che il classico potesse farmi uscire alla fine dei cinque anni con ampie conoscenze in tutti gli ambiti, non solo in quello umanistico. In generale, mi piace molto andare in fondo alle cose, non mi accontento mai, penso quindi di aver scelto l’indirizzo più adatto a me. Da quando sono piccola, sono sempre stata molto testarda, permalosa ed estroversa. Sono una ragazza molto determinata: con molto impegno e perseveranza penso si possa raggiungere ogni obiettivo. Sono molto sportiva, gioco a tennis, nonostante per molti anni abbia praticato il Cheerliding, che nel 2018 mi ha dato l’opportunità di partecipare ai Mondiali ad Orlando. Da grande mi piacerebbe fare un lavoro non monotono, innovativo, che mi permetta di realizzare tanti dei miei sogni.

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