La Fondazione Arena continua nel suo impegno di diffondere la cultura lirica, e anche nel 2021 offre nuovi spettacoli di opere già note. Queste ultime sono suddivise in percorsi tematici e cronologici, con la presenza di artisti solisti e direttori di fama internazionale.

Per il terzo appuntamento lirico in calendario, dal Teatro Filarmonico di Verona viene presentata l’opera “Didone ed Enea“.

Lo spettacolo è andato in onda in anteprima domenica 28 marzo alle ore 15. Grazie all’assistenza di ANFOLS per il progetto Aperti nonostante tutto, è stato trasmesso sulle piattaforme social Facebook e YouTube della Fondazione Arena di Verona e sulla nuova web TV www.arena.it/tv. Lo spettacolo sarà anche trasmesso su Telenuovo, al canale 11 del digitale terrestre, venerdì 9 e sabato 10 aprile, sempre alle ore 15.

La situazione attuale ha reso indispensabile una revisione degli spazi e la platea è divenuta un prolungamento del palcoscenico, un luogo di interazione tra il coro e i solisti.

Didone ed Enea al Teatro Filarmonico (Foto Ennevi)

Prosegue dunque la rassegna lirica con la proposizione dell’opera in prologo e tre atti del musicista barocco inglese Henry Purcell, Didone ed Enea. L’opera sarà preceduta dalla cantata Giusti Numi che il ciel reggete dalla Didone abbandonata di Niccolò Jommelli.

In un allestimento proposto dalla Fondazione Teatro Comunale di Modena, l’opera vede la regia di Stefano Monti, il designer delle luci Paolo Mazzon, la conduzione di Giulio Prandi, al suo esordio veronese, il coro preparato da Vito Lombardi e un gruppo di mimi guidati da Tony Cantortese.

Temi

Suddivisa in tre atti su libretto di Nahum Tate, Didone and Enea è la prima opera di Henry Purcell. La vicenda narra l’episodio del quarto libro dell’Eneide di Virgilio in cui il semidio Enea, in fuga da Troia, sbarca a Cartagine. Qui incontra la regina fenicia Didone che lo accoglie nel suo palazzo e nel suo cuore. Quando l’eroe, su esortazione degli dei, ripartirà per mare, a Didone non resterà altro che il suicidio.

Si tratta di un’opera che porta con sé numerosi temi della contemporaneità tra cui l’elemento femminile, il tema dell’esilio e il concetto di unità.

Il tema dell’esilio è molto contemporaneo poiché rimanda al concetto di separazione che è stato proprio di questi tempi, segnati dalla pandemia.

Dominante tra tutti il tema femminile, in cui si delinea un personaggio completamente differente rispetto alla Didone di Jommelli: qui è una donna sola e tormentata, che trova conforto solo in Belinda. Non vi è alcuna morte eroica, ma solo un profondo senso di solitudine.

Cast

Il cast vede protagonisti grandi interpreti del repertorio barocco: la protagonista Didone è Josè Maria Lo Monaco, accanto a Enea di Renato Dolcini. Belinda è Maria Grazia Schiavo, come seconda donna è impegnata Eleonora Bellocci, mentre Lucia Cirillo interpreta la strega. La doppia parte prima strega/spirito è affidata a Federico Fiorio, come seconda strega si esibisce Marta Redaelli e, per finire, Raffaele Giordani interpreta un marinaio.

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