Non si fermano le buone notizie dal mondo dell’archeologia romana: dopo la scoperta del tempio della dea Minerva a Marano, nel cuore della Valpolicella, è arrivato il ritrovamento dei magnifici mosaici di una villa romana del II-III secolo a Negrar nel vigneto dei proprietari delle cantine Benedetti La Villa Franchini (con un accordo tra pubblico e privato che punta a fare da apripista, tanto da portare il ministro per la Cultura Dario Franceschini a partecipare in collegamento video alla presentazione).

Un’altra bella notizia è stata il ritorno in Italia dei mosaici della pavimentazione di una delle navi dell’imperatore Caligola, portato furtivamente in America nel Secondo dopoguerra e di recente individuato grazie ai Carabinieri del Comando Tutela Patrimonio Culturale. Il mosaico è stato trovato presso una collezione privata di una cittadina italiana residente negli Stati Uniti. L’opera però è soltanto un piccolo tassello di una lunga storia diventata leggenda.

Le navi di Caligola sul Lago di Nemi

Recupero di una delle due navi

Presso il Lago di Nemi gli abitanti raccontavano che sul fondale vi fossero due relitti di navi gigantesche, ed in effetti quando si pescava le reti riportavano alla luce oggetti antichissimi: fin dal 1400 si tentò di riportarle a galla con uncini; anche nel 1800 con i primi palombari si cercò di fare qualcosa, ma sempre con pochi successi; solo nel 1928 si riuscì a farle emergere con l’aiuto di antichissimi condotti preromani che servivano per regolare il livello del lago. Dopo avere ripristinato questi condotti si iniziò a svuotare il lago, facendo così riemergere le due navi che furono portate a galla mettendole su un supporto metallico con ben 78 ruote.

La descrizione della navi e la loro fine

Ricostruzione delle due navi

L’imperatore volle far costruire due navi: la Nave Palazzo, che doveva essere la sua residenza dove fare banchetti e feste oppure per starsene da solo, veniva trascinata da navi più piccolo ed era decorata con tegole di rame dorato e con marmi decoratissimi che ricoprivano il pavimento.

L’altra era la Nave Tempio dedicata a Iside: questa, a differenza della Nave Palazzo, aveva i rematori ed era stata fatta costruire perché vicino al lago di Nemi c’era un bosco dedicato alla dea Diana. Queste due navi vennero fatte affondare dopo la morte di Caligola nel 41 poiché fu soggetto alla damnatio memoriae, che consisteva nel cancellare ogni traccia di un imperatore che in vita portò solamente malcontento fra il popolo romano.

L’incendio dei relitti e il trasporto del mosaico

Il museo di Nemi dopo l’incendio

Nella notte tra il 31 maggio e il 1 giugno del 1944 un incendio scoppiò per mano dei soldati tedeschi, i quali stavano battendo in ritirata, e si intrufolarono nel museo e vi diedero fuoco, comprese le due navi; si è ipotizzato anche che a dare fuoco alle navi possano essere stati alcuni abitanti per recuperare il piombo che si trovava nella parte esterna delle gigantesche imbarcazioni.

Si salvarono solo quei reperti che erano stati precedentemente trasportati a Roma per salvarli dai bombardamenti. Dopo l’incendio dunque si salvarono alcuni oggetti, come per l’appunto il mosaico che venne trafugato da ignoti e portato in America. Questo si trovava nell’appartamento di una signora italiana residente a New York usato come tavolino da caffè. Da oggi sarà possibile ammirare questo splendido mosaico nell’esposizione permanente del Museo delle Navi Romane a Nemi da dove era stato prelevato illegalmente.

Il mosaico della nave di Caligola riportato in Italia

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