Infermentum, una realtà tutta da scoprire

Abbiamo intervistato Elisa Dalle Pezze co-fondatrice del noto pastificio Infermentum, per farci raccontare la sua storia e tutto ciò che sta dietro a questa splendida attività.

Ci troviamo a Stallavena, nel cuore della Valpantena, il luogo in cui opera una giovane realtà imprenditoriale nota con il nome di “Infermentum e si tratta di un laboratorio artigianale di dolci preparati con il vero lievito madre.

L’azienda è stata fondata sei anni fa da quattro amici: Elisa Dalle Pezze, Francesco Borioli, Luca Del Corso e Daniele Massella. 

Il team Infermentum

La loro avventura professionale ha preso vita grazie alla loro incredibile passione per il lievito madre, per la tradizione, ma soprattutto per tutti quelli che sono i prodotti naturali che conservano un gusto sublime senza conservanti artificiali, quindi possiamo dire che creano dei veri e propri capolavori artigianali apprezzati da moltissime persone a livello nazionale e non solo.

Infermentum è il perfetto connubio tra umiltà e tanta creatività, che unita all’impegno e dedizione ha portato fino ad ora a successi e soddisfazioni indimenticabili.

Ma ora andiamo a scoprire cosa ci racconta la nostra Elisa Dalle Pezze, laureata in marketing, che insieme ai suoi tre soci ha fondato quello che oggi è un punto di riferimento della pasticceria artigianale.

Selezione di alcuni dei dolci del pastificio Infermentum


Com‘è partita l’idea di aprire un laboratorio artigianale? 

Dunque, l’idea è nata da Francesco Borioli che è sempre stato un appassionato di lievitati, pur non essendo pasticcere ed ha coinvolto in questa passione tutti noi circa sei anni fa e fu così che ci lanciammo in quest’avventura. Tuttavia, siamo partiti da fare i primi panettoni in un garage, nel giro di cinque anni siamo arrivati a farne più di 50 mila, a Natale scorso.

Il fatto che avete avuto percorsi formativi diversi, vi ha aiutato in questa vostra sfida professionale ? 

Assolutamente sì, è stato proprio il nostro punto di forza e tratto distintivo anche perché veniamo da mondi diversi, infatti io sono laureata in marketing, mentre gli altri tre miei soci sono ingegneri e questo ha portato sicuramente molta varietà di pensiero ed è stato un vantaggio per noi, ma soprattutto per la nostra azienda. Non a caso c’è un detto che dice “da soli si va veloce, ma insieme si va lontano” e noi questa cosa l’abbiamo proprio sperimentata sulla nostra pelle. Quindi, possiamo dire che le nostre conoscenze, seppur facenti parte di settori distinti si completano a vicenda, creando un team unito e vincente.

Cosa pensate che abbia Infermentum di diverso da altre realtà simili alla vostra? 

Direi che il primo fattore è quello di non derivare da mondo della pasticcerie, mentre i nostri competitor vengono da generazioni e generazioni di pasticceri, quindi esperti in questo campo, noi invece veniamo da mondi diversi e l’approccio che abbiamo avuto con questa realtà è stato sicuramente nuovo, umile e creativo, poiché non abbiamo ereditato idee o modi di fare da nessuno o da determinate tradizioni. Ad esempio, fin dal principio, abbiamo creduto nel nostro packaging, ossia il nostro sacchetto iconico Infermentum, che nel mondo del lievitato non c’è mai stato. Insomma anche questo è un po’ il nostro tratto distintivo.

Oltre ai prodotti, prima della pandemia organizzavate anche eventi di degustazione dei vostri dolci. Quanto è importante per voi coinvolgere il cliente anche a livello sensoriale? 

La nostra vision è “portare nel mondo il mondo Infermentum”, che non è solo prodotto. O meglio, attraverso quest’ultimo si creano occasioni di condivisione, esperienza e un modo per stare bene insieme, quindi l’incontrare le persone e i nostri clienti per noi è sempre stato un aspetto molto importante. Fino a pochi anni fa si era abituati ad acquistare un prodotto senza sapere tutto ciò che ci stava dietro, invece adesso la gente vuole conoscere la storia, ma in particolare chi effettivamente sta dietro ai processi di realizzazione, perciò noi abbiamo sempre enfatizzato tantissimo questo aspetto.

Il covid-19 ha scombinato tanto i vostri progetti e piani per il futuro? Insomma come vi siete organizzati negli ultimi mesi ? 

Purtroppo tutta quella che era la socialità legata al nostro marketing e quindi di conseguenza gli eventi sono venuti a mancare e ci è dispiaciuto in particolare per l’evento “Il tuo primo panettone” che è un momento che ricreiamo annualmente, dove inauguriamo insieme ai nostri clienti la stagione natalizia. Inoltre nel 2019 è cresciuto molto questo evento, tanto che l’abbiamo tenuto in Villa Arvedi a Grezzana ed eravamo quasi 400 persone, per cui l’anno successivo dover rinunciare è stato difficile, ma nonostante ciò abbiamo comunque cercato di creare un’edizione online di questo evento, in cui per tutto il mese di novembre abbiamo coinvolto le persone che ci seguono attraverso i social. 

I quattro amici soci di Infermentum

Avete vinto diversi premi, quale vi ha reso particolarmente orgogliosi? 

Fin da subito abbiamo partecipato a concorsi o siamo stati invitati e da lì ci siamo subito distinti per esempio a “Mastro panettone” o “Dissapore” ma anche il concorso della Gazzetta dello Sport. Forse il primo premio importante che abbiamo vinto è quando siamo arrivati primi nel 2018 a “Mastro panettone”, proprio con il panettone tradizionale, e questo ci ha dato poi la spinta per continuare e ci ha fatto crescere molto, ma soprattutto ci ha inorgogliti perché competere dopo soli due anni con grandi pasticceri ed arrivare al primo posto è stata senza dubbio una bella soddisfazione.

State lavorando a nuovi prodotti o abbinamenti ? 

Ci sarà un’uscita di un nuovo prodotto ad aprile, si tratterà di un prodotto un po’ più semplice per accompagnare non solo i momenti di grande condivisione, come può essere un pranzo, ma anche i piccoli momenti in cui si vuole comunque creare attimi di felicità.

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