In seguito alle manifestazioni contro la DAD di qualche settimana fa avvenute nella città di Verona, precisamente in Piazza Bra, siamo riusciti a scambiare qualche parola con Giulia Ferrari, una delle fondatrici di Ridatecilascuola.

Questa protesta è stata promossa proprio da Ridatecilascuola (con la collaborazione di E la scuola no?), movimento di opinione che da maggio dell’anno scorso è attivo con diverse iniziative anche sul territorio a tutela del diritto dei minori e dell’istruzione, per la rappresentanza delle scuole costrette ad ulteriori giorni di scuola davanti ad un computer.

Logo di Ridatecilascuola

Con lo slogan “la scuola si fa a scuola”, i manifestanti hanno protestato riguardo alla non organizzazione del nostro Paese e della nostra regione, che ha lasciato i ragazzi a casa dopo solo un mese dalla riapertura, dimostrando ancora una volta che l’istruzione non è la priorità.

Da dov’è nata l’idea della manifestazione?

E’ nata da un incontro diciamo tra due donne arrabbiate: io e Rachele Peter ci conosciamo dai tempi del liceo anche se negli anni tra impegni e famiglia ci siamo frequentate di meno. La riapertura di tutti i settori economici ad eccezione delle scuola a maggio dell’anno scorso, aveva convinto sia me che Rachele della necessità di reagire rispetto ad una scelta che entrambe consideravamo irragionevole e penalizzante per i ragazzi e cosi facemmo: lei scrisse una petizione al Senato, io lettere a tutte le testate che conoscevo, inizialmente senza sapere delle iniziative l’una dell’altra. Poi un giorno ci siamo incontrate, per caso, e abbiamo pensato di trasformare questa condivisa frustrazione e preoccupazione per i bambini e i ragazzi in qualcosa di proattivo ed è così che è nata l’idea della mozione depositata al comune di Verona con cui è iniziato il percorso di Ridatecilascuola.

Bambini in Piazza Bra durante la manifestazione per la scuola

Parlando della manifestazione dei giorni scorsi, si sarebbe mai aspettata la partecipazione di così tante persone? Avrebbe mai pensato a così tante adesioni?

Onestamente no. La prima manifestazione che abbiamo fatto a maggio dell’anno scorso aveva contato circa 300 persone e a me pareva già allora un gran risultato. Bisogna anche considerare che dopo un anno di pandemia lo stato di difficoltà dei ragazzi e ragazze e delle loro  famiglie è oggettivamente grande. Per cui nei giorni che precedevano la manifestazione, anche dalle risposte che avevamo attraverso i social e i contatti, avevamo intuito che i numeri sarebbero stati ben altri. 

Immagino che far parte di un movimento così importante sia fonte di soddisfazione. È fiera di ciò che avete costruito?

Giulia Ferrari

Intanto sono lusingata del fatto che ci consideriate un gruppo importante. Onestamente sono molto contenta perché questa emergenza se non altro ha prodotto qualcosa di positivo. Ha riattivato gli animi di  molti ed anche la voglia di attivarsi che ha permesso di costruire il gruppo di Ridatecilascuola, che nel tempo si è formato spontaneamente attraverso l’incontro tra genitori, insegnanti, dirigenti scolastici membri della società civile, persone che non si conoscevano ma che condividevano la necessità di riportare i temi del diritto all’istruzione e dei diritti dei minori al centro del dibattito civile anche cittadino.

È fiduciosa per quanto riguarda il rientro dopo Pasqua o pensa che verrà rimandato tutto di nuovo?

Io credo, e lo abbiamo scritto nei nostri canali social, che l’azione di pressione svolta dai molti comitati che, come il nostro, in tutta Italia si sono attivati sia stata determinate nella direzione della riapertura. Credo siano stati altresì fondamentali le iniziative legali dei ricorsi ai tribunali regionali e da ultimo al tar Lazio proposti sempre da comitati di genitori, che si sono conclusi con pronunce in cui si afferma l’assenza di prove scientifiche che dimostrino che la chiusura favorisce la prevenzione del contagio e invitano il governo a dare motivazioni adeguate e trasparenti.

Cos’è per lei la Scuola?

Le rispondo con una parte del discorso che ho pronunciato in Piazza Bra “Noi di Ridatecilascuola crediamo che la scuola, quella con la S maiuscola, quella prevista dalla nostra costituzione, non sia solo uno “strumento” di trasmissione di contenuti ma sia un luogo, uno spazio reale e fisico di incontro, di confronto in cui l’insegnamento si realizza attraverso la relazione con gli insegnanti e la relazione tra coetanei consentendo un sano svilupparsi della personalità dei nostri ragazzi e ragazze. Dico questo perché solo la scuola intesa come spazio dedicato, esterno alla casa, può essere un organo vitale di uno stato autenticamente democratico, che traduce il diritto di eguaglianza in realtà. E’ infatti attraverso l’istruzione che si pongono le basi degli strumenti culturali che daranno a ragazze e ragazzi pari opportunità. 

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