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La principale novità messa in luce dalla recente indagine scientifica digitale effettuata sull’Arca di Mastino II, appartenente alle Arche Scaligere, il complesso funerario della famiglia Della Scala, è una camera sepolcrale sottostante proprio la medesima Arca, in cui sono custoditi numerosi reperti ossei riconducibili molto probabilmente alla Signoria Scaligera.

SKYLINE DI VERONA, vediamo il campanile del Duomo sulla sinistra, Ponte Pietra e sotto il cielo coperto di bianche nuvole il campanile della chiesa di San Giorgio in Braida sulla destra (recentemente restaurato)

Nella bella Verona, come diceva Shakespeare, oltre ai due innamorati Romeo e Giulietta, un ulteriore sito di elevato valore simbolico sono, dunque, le Arche Scaligere

Cosa sono le arche scaligere?

CHIESA DI SANTA MARIA ANTICA

Poste accanto alla Chiesa di Santa Maria Antica, presso Piazza Dante o Piazza dei Signori, custodiscono le spoglie della famiglia della Scala e sono tra le mete immancabili per chi visita la città di Verona. Il primo della Dinastia che pose sepoltura in tale luogo fu Mastino I della Scala, morto nel 1277. Del suo monumento funebre rimane oggi il solo sarcofago. Agli inizi del ‘300 trovarono poi sepoltura Alberto I (morto nel 1301), Bartolomeo I (1304) e Alboino (1311). I loro semplici sepolcri sono allineati al muro esterno della chiesa. Nel 1329 morì Cangrande I della Scala e il suo monumento funebre venne posto sopra il portale della chiesa stessa.

CAMPANILE DEL DUOMO DI VERONA

Mastino II, successore di Cangrande della Scala, portò la Signoria scaligera all’apice della sua potenza: il suo dominio si estese su gran parte del Veneto, Brescia, Parma e Lucca. Ciò ebbe riflessi anche sul cimitero di famiglia, il cui completo rinnovo fu affidato al “Maestro delle Arche Scaligere” e portò all’aspetto assai complesso che ancora oggi presenta. All’interno di un recinto ornato da statue, i lapicidi e gli scultori rinnovarono l’arca di Cangrande e innalzarono il monumento funebre dello stesso Mastino II, oggetto della campagna di studi. 

La nuova camera sepolcrale

Il rilievo tridimensionale dell’arca, utile alla progettazione dell’intervento di restauro del monumento, è stato donato al Comune dal Rotary Club Verona. Lo studio digitale, con mappa del degrado dell’Arca funebre, è stato realizzato dal Dipartimento di Ingegneria civile e architettura dell’Università (DICAr) di Pavia, proprio su commissione del Rotary Club Verona.

ARCHE SCALIGERE

L’indagine dell’Università di Pavia, operata con strumentazione tecnologica all’avanguardia, ha consentito di mettere a disposizione del Comune la pianta e un rilievo tridimensionale dell’Arca, con caratteristiche di grande precisione, che hanno portato alla luce anche aspetti ancora poco conosciuti dell’imponente struttura funeraria. Tra questi, la camera sepolcrale sottostante l’Arca di Mastino II, in cui sono stati individuati numerosi reperti ossei. Una scoperta su cui sarà avviata, da parte degli archeologi della Soprintendenza, una verifica archeo-antropologica specifica.

STATUA DI DANTE, in Piazza dei Signori

La ricca documentazione, consegnata sia in formato cartaceo che digitale, permetterà al Comune di procedere alla realizzazione di un ampio progetto di restauro architettonico della tomba. L’intervento sarà curato della Direzione Edilizia Monumentale e della Direzione Musei del Comune di Verona, in accordo con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti, Paesaggio per le province di Verona, Rovigo e Vicenza.

SIMBOLO DEGLI SCALIGERI

I risultati dell’indagine sono stati illustrati in streaming dall’assessore ai Rapporti con l’Unesco Francesca Toffali, insieme al Soprintendente Vincenzo Tinè e al presidente del club Rotary di Verona Renzo Niccolai. Presenti per la Soprintendenza di Verona anche i funzionari Brunella Bruno e Irene Dori, per l’Università di Pavia – DICAr Dipartimento di Ingegneria Civile e Architettura il professore Sergio Parrinello e per il Comune di Verona l’architetto Viviana Tagetto dell’Edilizia Monumentale e il Responsabile Unesco Ettore Napione.

CASTELVECCHIO

«Il rilievo architettonico completo sull’Arca di Mastino II, – spiega l’assessore Toffali – è stato effettuato nei mesi scorsi dall’università di Pavia, portando alla luce interessanti novità sul monumento. La camera sepolcrale sottostante, in cui sono visibili numerosi reperti ossei, sarà oggetto di una più approfondita analisi da parte degli archeologi della Soprintendenza. Un risultato davvero sorprendente, una sorpresa di Pasqua che non ci aspettavamo e di cui non possiamo che ringraziare il club Rotary di Verona».

ARCHE SCALIGERE, viste da Piazza dei Signori

«Un risultato frutto di un’ampia collaborazione fra istituzioni e competenze diverse – sottolinea il Soprintende Tinè –. E’ la conclusione della prima fase di studio di un generale progetto di intervento per la sistemazione dell’importante monumento funerario di Mastino II. E’ stata data visibilità a nuovi aspetti dell’Arca, che saranno oggetto di analisi da parte degli archeologi della Sovrintendenza. Oltre a raccogliere questa splendida documentazione di analisi digitale, infatti, la Soprintendenza si occuperà di verificare, capire e guidare il successivo intervento di recupero».

«In occasione dei 700 anni della morte di Dante Alighieri – precisa il presidente Niccolai – il club Rotary Verona ha deciso di donare al Comune di Verona il rilievo digitale dell’arca funebre monumentale di Mastino II della Scala. Un lavoro straordinario frutto della squadra del Dipartimento di Ingegneria civile e architettura dell’Università di Pavia, che ha operato con strumentazione ad altissima tecnologia».

Analisi della scoperta della nuova camera sepolcrale a Verona
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Camilla Fezzi
Amo il mio nome, dotato di una duplice sfaccettatura: dolce e affettuosa, ma, al contempo, forte e decisa. Mi chiamo Camilla e il mio carattere rispecchia questa duplicità. Amo scrivere e leggere romanzi, anche storici, perché possono farci vivere momenti di vita passata da non dimenticare. Però i libri fantasy e di fantascienza mi hanno aperto le ali della fantasia, portandomi a trovare sublime anche la più minuziosa descrizione. Amo l’aria aperta, vivere ciò che può essere vissuto, percepire il vento sulle guance e i raggi solari che si intrecciano alle ciglia. Mi piace l’attività fisica: da cinque anni pratico tennis, seppur la mia carriera sportiva nasca con la danza classica e la pallacanestro. Suono il pianoforte che, al pari di me, è dotato di note alte e basse, tasti bianchi e neri. Apprezzo tutte le materie nelle loro diversità: da quelle umanistiche centrate sul pensiero, la filosofia e l’animo umano fino a quelle scientifiche che con numeri e formule ci portano alla statistica, al concetto illuminista e alla ragione. Avere 15 anni vuol dire trovarsi nell’inquieta adolescenza, da attraversare e vivere cercando di trovare ogni giorno la sfaccettatura migliore.

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