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In questo periodo di ripresa è difficile ritrovare il ritmo giusto, soprattutto per noi studenti. Con l’arrivo di aprile, infatti, ci sono state diverse novità, prima tra tutte la riapertura delle scuole dopo Pasqua anche per i ragazzi delle superiori, cosa che molti di noi non si aspettavano potesse accadere così presto. Oltre a questo si è aggiunta anche la ripresa di parecchie attività in presenza, dovuta al passaggio da zona rossa ad arancio per il Veneto, e la sensazione che la primavera sia arrivata effettivamente solo ora, in quanto per tutto il mese di marzo siamo rimasti in casa.

Di fronte a questo “ritorno alla normalità” è normale sentirsi un po’ spaesati e ci sta di aver bisogno di una spinta che sproni ad andare avanti, e questa spinta può essere fornita dal libro “Lezioni di volo e di atterraggio”.

I due cantanti italiani Roberto Vecchioni e Francesco Guccini assieme

Titolo che un po’ riprende i versi di una delle tante canzoni dell’autore di questo libro (E se non potrò correre/ e nemmeno camminare/ imparerò a volare […], E se non potrai correre/ e nemmeno camminare/ ti insegnerò a volare, da “Ti insegnerò a volare” con il grande Francesco Guccini), ovvero Roberto Vecchioni

Nato a Milano nel 1943 e vincitore del Festival di Sanremo nel 2011, Vecchioni è uno dei cantautori italiani che più ha lasciato il segno nella storia della musica del nostro Paese, ma oltre a questo lui è anche professore di lettere al Liceo Classico, poeta e scrittore.

Ha scritto diversi libri, a partire da Viaggi del tempo immobile per Einaudi nel 1996, e “Lezioni di volo e di atterraggio” è il suo pezzo più recente, essendo stato pubblicato ad ottobre 2020 sempre dalla casa editrice Einaudi.

Infatti, il libro in questione è stato scritto lo scorso anno durante il primo lungo lockdown di marzo, ovvero un periodo in cui, riprendendo il titolo, non era facile volare.

Il libro

Con le pagine del suo libro, Roberto Vecchioni ci fa passare attraverso un viaggio che tocca cuore e cervello del lettore attraverso il racconto di alcuni frammenti della sua vita.

In particolare, nel libro vengono narrate diverse lezioni da lui tenute negli anni 80’ ai suoi studenti. 

De Lempicka, Vecellio, Morisot, Merisi, Kahlo… tutti nomi di artisti tra i più celebri della storia: è così che Vecchioni sceglie di chiamare gli studenti a cui sono rivolte le lezioni da lui raccontate.

Le particolarità di questo pugno di lezioni però non finiscono solo con i nomi dei ragazzi, a stupire è anche il luogo e gli argomenti discussi.

Roberto Vecchioni con Alda Merini

Nell’ora di scuola, svolta generalmente al parco (Parco Sempione), tra studenti e professore si instaura un vero e proprio scambio di pensieri che Vecchioni accompagna soltanto; con domande inverse e provocazioni, in ogni lezione descritta i ragazzi sono stimolati da lui ad articolare le proprie opinioni, a pensare fuori dagli schemi, ad andare oltre quello che viene detto e insegnato.

Certi capitoli sono poi dedicati ad alcune sue amicizie, come quella con la poetessa Alda Merini, e questi sono molto piacevoli da leggere perchè facendolo vediamo degli aspetti più personali della vita di Vecchioni.

La trama è difficile da spiegare in poche parole, è un continuo essere travolti da pensieri, vicende e opinioni su argomenti diversi, è una sensazione che fa pensare di dover quasi imparare a memoria il libro per quanto sembri essere pieno zeppo di spunti di riflessione e frasi molto belle.

Ho difficoltà a trovare una risposta immediata al perché io mi senta di consigliarlo e al perché mi piaccia, come invece non succede con altri libri: forse è la frammentarietà e l’incredibile franchezza dei capitoli a spingerti a voler conoscere e apprendere sempre di più, forse è il fascino di un metodo di insegnamento diverso rispetto a quello a cui generalmente siamo abituati, fatto sta che leggendo questo libro torna la voglia di mettersi in gioco, di imparare e di ricominciare nonostante il periodo di confusione che stiamo vivendo.

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