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La Giornata mondiale della libertà di stampa è stata istituita dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite nel dicembre 1993 e si celebra ogni anno il 3 maggio

Questa giornata rappresenta da un lato l’occasione per promuovere azioni concrete e iniziative col fine di difendere la libertà di stampa e, di conseguenza, la libertà di parola e di pensiero, e dall’altro è anche un’opportunità per considerare la situazione della libertà di stampa nel mondo.

Il 3 maggio ha lo scopo di richiamare l’attenzione, allertare e sensibilizzare il pubblico e, inoltre, è una giornata commemorativa, per ricordare i giornalisti che hanno perso la vita nell’esercizio della loro professione

A livello nazione troviamo una moltitudine di persone che sono morte a causa della poca libertà di espressione e tra questi troviamo Simone Camilli, Maria Grazia Cutuli, Vittorio Arrigoni e Cosimo Cristina.  

L’azione del Consiglio d’Europa a favore della libertà della stampa e dell’informazione è basata sull’articolo 10 della Convenzione europea dei Diritti dell’Uomo, che riconosce tale diritto fondamentale per la democrazia. 

Il Consiglio d’Europa

L’Organizzazione conduce numerose attività per aiutare i Paesi a elaborare testi normativi e contribuire a instaurare pratiche conformi alle norme europee. Il Consiglio ha anche creato un gruppo di specialisti internazionali, incaricato di trattare le questioni relative alla libertà di espressione e d’informazione in tutto il mondo

Nell’anno 2020 si è assistito alla diffusione del fenomeno della disinformazione con nuovi e continui attacchi al mondo del giornalismo, principalmente a causa dell’emergenza COVID-19. 

In altri Paesi, la pandemia di COVID-19 è stata l’occasione per ridurre la libertà di stampa e per violare il diritto all’informazione. Possiamo dire, quindi, che l’emergenza pandemica ha accentuato maggiormente la mancanza della libertà di stampa, portando così le persone a realizzare quanto questa sia importante anche nella nostra quotidianità. 

Logo della RSF

La RSF (Reporters sans frontière), che valuta la situazione della libertà di stampa, ha notato che il principale motivo della crisi che sta affrontando il giornalismo è dovuto alla situazione difficile a causa della disinformazione, ostacolata in un totale del 73% dei Paesi valutati.

Quante volte è capitato di ricevere informazioni errate a causa di fonti sbagliate o addirittura manomesse e ciò è causato proprio dal negare la libertà di parola.

In molti Paesi la libertà di stampa è ancora negata a causa dei regimi politici persistenti. Il più delle volte quando si parla di censura la si collega immediatamente ai Paesi orientali, ma non solo. Tra questi troviamo la Cina, l’Iraq, la Siria, la Libia, ma anche Paesi come il Messico, la Russia e l’Egitto

E’ assurdo pensare che oggigiorno la libertà di stampa, e quindi di espressione, sia ancora negata in gran parte del mondo. Abbiamo assistito a grandi repressioni giornalistiche nel corso della storia, come durante il fascismo e il nazismo, e nonostante i continui errori che sono stati commessi in passato, non si è imparato nulla

Liu Xiaobo

Le persone che decidono di intraprendere il percorso giornalistico corrono dei rischi ogni giorno, poiché non sempre la verità viene accettata

Come affermò il celebre Liu Xiaobo: «La libertà d’espressione è alla base dei diritti umani, è la radice della natura umana e la madre della verità. Sopprimere la libertà di parola significa insultare i diritti umani, soffocare la natura dell’uomo e reprimere la verità».

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