Tempo di lettura articolo: 7 minuti

Ascolta la lettura dell’articolo

Ascolta la lettura dell’articolo a cura di Camilla fezzi

Quando parliamo di furti d’arte, per la maggior parte delle volte potremmo pensare ai film, alle serie, e a tutto ciò che riguarda lo spettacolo e il surreale, ma non è così!

Museo del Louvre a Parigi

Infatti, l’arte è una delle merci più preziose al mondo e non stupisce che musei e gallerie siano spesso presi di mira da bande di ladri che progettano colpi redditizi. E ci sono stati dei casi in cui le maestose opere non sono mai state trovate.

“Il concerto a tre” di Johannes Vermeer

Il concerto a tre di Vermeer

Scomparso nel più grande furto della storia dell’arte negli Stati Uniti, il Concerto di Vermeer, dipinto dall’artista nel 1664, è considerato il più prezioso dipinto andato perso e mai ritrovato: la sua stima è di 200 milioni di dollari. A rubarlo nel 18 marzo 1990 furono due ladri travestiti da poliziotti, che lo portarono via insieme ad altri 12 capolavori. Lo tolsero al museo Stewart Gardner a Boston creando un’apertura attraverso una grata metallica, e con l’immobilizzazione delle guardie per portare via dipinti per il valore totale di cinquecento milioni di dollari.

“La tempesta del mare di Galilea” di Rembrandt van Rijn

La tempesta nel mare di Galilea

Anche chiamato “Cristo nella tempesta del mare di Galilea”, il quadro fu rubato nello stesso colpo del Vermeer, dove ancora al giorno d’oggi, al museo di Boston, sono esposte le cornici vuote a causa del furto. La tempesta del mare di Galilea è l’unico dipinto marittimo di Rembrandt, che lo realizzò nel 1633. La tela ritrae Gesù mentre calma la tempesta infuriata durante la traversata del Mare di Galilea con i suoi discepoli. Il maestro olandese ha inserito nell’opera gli elementi caratteristici del barocco, esaltando la drammaticità della scena attraverso il chiaroscuro per sottolineare la furia della tempesta, il panico degli apostoli e il significato del miracolo di Gesù.

“Natura morta con candeliere” di Fernand Léger

Natura morta con candeliere

Questo dipinto di Léger, risalente al 1922, fu l’obiettivo specifico della rapina al Museo d’Arte Moderna di Parigi nel maggio 2010. Il commerciante di oggetti d’antiquariato Jean-Michel Corvez assunse Vjeran Tomic, noto come “Spiderman” per i suoi inafferrabili furti e per le straordinarie doti acrobatiche, proprio per rubare il Léger, ma Tomic, spinto dalla possibilità, finì per rubare altre quattro opere d’arte di Picasso, Modigliani, Matisse e Braque. Tomic, venne presumibilmente pagato per circa 50 mila euro per il furto e Corvez finì per consegnare le opere al suo amico e collega Yonathan Birn. Mentre la polizia indagava, Birn afferma di aver distrutto le opere d’arte preso dal panico di essere scoperto. Il valore totale delle opere era stimato in oltre 123 milioni di dollari e in molti credono che in realtà non siano mai andate distrutte.

“Piccione con piselli” di Pablo Picasso

Piccione con piselli

Una delle opere di cubismo analitico di Pablo Picasso, Piccione con Piselli, venne trafugata da un museo parigino nel 2010 da parte del fatidico Spiderman che, colto all’interno del Museo parigino ne approfittò per rubare, oltre a quello commissionato, anche altri dipinti, tra cui quest’ultimo. Riuscì poi, il ladro, a venderlo dopo diverse trattative all’antiquario Yonathan Birn il quale affermò al processo di aver distrutto tutti i dipinti, sentendosi braccato dalla polizia. Anche se, ancora al giorno d’oggi si è dubbiosi su questo fatto e si pensa che le abbia rivendute a facoltosi acquirenti. Il lavoro è emblematico del movimento del cubismo analitico che, fondato da Picasso e Braque, univa forme geometriche a una tavolozza di colori neutri. Il responsabile fu messo in manette, ma affermò che il dipinto era andato distrutto.

“Fiori di papavero” di Vincent Van Gogh

Fiori di papavero

Fiori di Papavero di Vincent Van Gogh venne sottratto al Museo Mohamed Mohmoud Khalil del Cairo, Egitto, il 21 agosto del 2010 e non è mai più stato ritrovato. Si è trattato del secondo furto del medesimo quadro nello stesso museo, che avvenne nel 1978, ma fortunatamente ritrovato due anni più tardi. Ma, ora, si pensa che definitivamente le tracce siano state perdute. Stimata 50 milioni di dollari, l’opera fu dipinta nel 1887, tre anni prima del suicidio di van Gogh. Si dice che il soggetto e la tavolozza dei colori di Fiori di Papavero sia stata ispirata alle opere del pittore francese Adolphe Monticelli, che utilizzava tonalità vivaci e sfondi scuri per creare scene drammatiche e romantiche allo stesso tempo.

Video sui furti più importanti della storia dell’arte

Natività di San Francesco e San Lorenzo” di Caravaggio (Michelangelo Merisi)

Natività di San Francesco e san Lorenzo

Caravaggio fu incaricato di dipingere Natività con San Francesco e San Lorenzo nel 1600. Realizzata a Roma e poi portata a Palermo, dove rimase appesa sopra l’altare dell’Oratorio di San Lorenzo per oltre 350 anni. Nel 1969, il luogo sacro fu probabilmente saccheggiato dalla mafia siciliana, che trafugò il Caravaggio e altri pezzi di valore. Nel 2015 è stata esposta nella chiesa una replica e si sono perse le tracce di quest’opera straordinaria. Il costo è stimato per circa 50 milioni di dollari

“Ritratto di un giovane” di Raffaello

Ritratto di un giovane

Raffaello fu uno dei più stimati pittori del Rinascimento (insieme a Leonardo e Michelangelo), noto per le grandiose scene religiose. Ritratto di un giovane è presumibilmente un autoritratto di straordinario valore e fu realizzato intorno al 1513-14. Nel 1798, il dipinto venne acquistato da un principe polacco che lo portò nel suo museo di famiglia a Cracovia. Nel 1939, quando i nazisti invasero la Polonia, un discendente del principe cercò di nasconderlo ma fu scoperto dalla Gestapo, e il quadro divenne parte della collezione del nazista Hans Frank. Quando Frank fu arrestato nel 1945 per crimini di guerra, il dipinto non fu trovato tra le sue proprietà. Si ritiene che valga più di cento milioni di dollari.

“Pannello con i giudici giusti del Polittico dell’Agnello Mistico” di Jan e Hubert Van Eyck

Pannello con i giudici giusti del Polittico dell’Agnello Mistico

Tra le pale d’altare più importanti del mondo, il polittico di Gand fu commissionato per la cattedrale di San Bavo all’inizio del XV secolo. Jan Van Eyck, rinomato pittore fiammingo, fu scelto per progettare la pala d’altare insieme al fratello Hubert. La pala è composta da 12 pannelli: i primi sei raffigurano Gesù Cristo, la Vergine Maria, Giovanni Battista e Adamo ed Eva, i restanti l’adorazione dell’agnello, circondato da apostoli, profeti, santi e soldati. Il cosiddetto pannello dei giudici giusti, in basso a sinistra, fu rubato nel 1934. Il governo belga rifiutò le richieste di riscatto ricevute, e nonostante le speculazioni sull’identità del ladro siano molte, il pannello è ancora mancante e sostituit0o da una copia fin dal 1945

“Veduta di Auvers-sur-Oise” di Paul Cézanne

Veduta di Auvers-sur-Oise

A mezzanotte del 1 gennaio 2000 il museo d’arte dell’Università di Oxford, Inghilterra, fu vittima di un furto in stile Mission Impossible. Il ladro frantumò il lucernario del museo e si calò nel museo per rubare un importante paesaggio di Paul Cézanne azionando una macchina del fumo che bloccò le telecamere di sicurezza. Veduta di Auvers-sur-Oise fu dipinto da Cézanne tra il 1879-1882 nelle prime fasi della sua carriera. L’opera funge da ponte tra le sue opere precedenti e la trasformazione verso lo stile post- impressionista per cui è famoso. Era stato donato al museo dell’Università di Oxford da una coppia di rifugiati tedeschi fuggiti lì durante la Seconda Guerra Mondiale. Il suo valore si aggira intorno ai 5 milioni di dollari.

Attenzione! Una delle più importanti incertezze della storia riguarda proprio questo dipinto, secondo alcuni questo appartiene a Vincent Van Gogh e reca titolo Giardino della canonica di Neunen in primavera nel 1884. E secondo altre informazioni ritrovate è stato rubato da ignoti il 30 marzo 2020 al museo Singer Laren di Laren nei Paesi Bassi, mentre l’edificio era chiuso al pubblico a causa del lockdown imposto dal governo per contenere la pandemia. Anche se il tratto appare tipicamente di Cezanne, ma ci sono molteplici fonti su questo dipinto.

“Il ponte di Charing Cross” di Claude Monet

Il ponte di Charing Cross

Caratteristico dello stile impressionista sognante di Monet incentrato sull’interazione tra luce e colore, il dipinto fa parte di una serie realizzata a Londra tra il 1899 e il 1905. Utilizzando una tavolozza di colori grigio pallido, blu e verde, Monet cattura l’inquinamento fumoso di Londra che fonde acqua e cielo. Quest’opera era appesa al Kunsthal Museum in Olanda ma venne trafugata la notte del 16 ottobre del 2012 insieme ad altro dipinto di Monet e a cinque opere di artisti famosi tra cui Matisse, Gauguin e Picasso. I perpetratori furono arrestati, ma i dipinti non vennero mai trovati. Una delle madri dei ladri affermò di aver bruciato i lavori per assolvere il figlio di coinvolgimento, ma in seguito negò tutto. Il valore dei quadri si attesta a 300 milioni.

Furti d’arte e i quadri più ricercati del mondo
Articolo precedenteDdl Zan: legge liberticida?
Articolo successivoA Chernobyl il reattore quattro si riaccende, si ripeterà il catastrofico evento del 1986?
Amo il mio nome, dotato di una duplice sfaccettatura: dolce e affettuosa, ma, al contempo, forte e decisa. Mi chiamo Camilla e il mio carattere rispecchia questa duplicità. Amo scrivere e leggere romanzi, anche storici, perché possono farci vivere momenti di vita passata da non dimenticare. Però i libri fantasy e di fantascienza mi hanno aperto le ali della fantasia, portandomi a trovare sublime anche la più minuziosa descrizione. Amo l’aria aperta, vivere ciò che può essere vissuto, percepire il vento sulle guance e i raggi solari che si intrecciano alle ciglia. Mi piace l’attività fisica: da cinque anni pratico tennis, seppur la mia carriera sportiva nasca con la danza classica e la pallacanestro. Suono il pianoforte che, al pari di me, è dotato di note alte e basse, tasti bianchi e neri. Apprezzo tutte le materie nelle loro diversità: da quelle umanistiche centrate sul pensiero, la filosofia e l’animo umano fino a quelle scientifiche che con numeri e formule ci portano alla statistica, al concetto illuminista e alla ragione. Avere 15 anni vuol dire trovarsi nell’inquieta adolescenza, da attraversare e vivere cercando di trovare ogni giorno la sfaccettatura migliore.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here