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Le api e altri impollinatori sono a rischio estinzione, secondo i dati forniti dall’IPBES (Intergovernmental Science-Policy Platform on Biodiversity and Ecosystem Services). La riduzione di questi insetti e animali è preoccupante non solo per gli umani, ma anche per la biodiversità del pianeta. Le api, infatti, sono responsabili dell’impollinazione della maggior parte delle verdure coltivate in Europa. Gli esseri umani sono, da tempo, dipendenti dall’attività delle api e si pensa che il loro sfruttamento sia iniziato 8.500 anni fa.

Per saperne di più sulla vita delle api e come possiamo aiutarle, abbiamo intervistato l’apicoltore Riccardo Fiorini.

Dalle api dipende la produttività del 75% delle nostre principali colture agricole. Senza l’attività d’impollinazione delle api non avremmo fiori, non avremmo cibo, non avremmo vita. Può spiegarci come avviene l’impollinazione da parte delle api?

Certo! L’ape, come molti altri insetti o animali, è un vettore, quindi trasporta il polline sullo stesso fiore o da uno all’altro. Con questo movimento attivo di trasporto, riesce a impollinare tutti i fiori che si impollinano tramite pronubi. Nello specifico, l’ape, essendo un insetto ricoperto da una peluria, entra nei fiori e si sporca del polline e, passando da un fiore all’altro, avviene il mescolamento di pollini, favorendone l’impollinazione.

Riguardo alla vita delle api: quanto vive un’ape? Com’è strutturata la gerarchia delle api?

Ci sono tre caste: l’ape regina ha l’apparato riproduttivo sviluppato, quindi è lei che depone le uova di tutte le figlie. Ci sono poi i fuchi, uova non feconde e cloni genetici della madre, e le operaie, uova fecondate e figlie femmine della regina. Queste sono funzionali per la vita della colonia, però non hanno capacità riproduttive. Le api sono definite sociali, perché vivono sempre in comunità: ne hanno sempre bisogno, infatti, non possono vivere individualmente. I maschi sono pochissimi e vivono principalmente durante la primavera, in un periodo abbastanza ridotto, il periodo della sciamatura, in cui le famiglie si riproducono e si moltiplicano. Dopodiché la famiglia non ha più bisogno dei fuchi e smette di nutrirli, quindi muoiono.

Se parliamo dell’ape domestica, quella allevata per il miele, la vita dura dai quarantacinque ai sessantacinque giorni. Dal momento che l’ape vive in comunità, non conta tanto la durata media della sua vita, ma la popolosità dell’alveare. Va specificato che sto parlando delle api operaie e dei fuchi. L’ape regina, invece, vive quasi 5 anni.

E’ stata istituita la Giornata mondiale delle api il 20 maggio di ogni anno per sensibilizzare la società: le api sono a rischio estinzione, ma quali sono i motivi di questi rischi?

Quando si parla di ‘api a rischio estinzione’, si parla delle api in natura. Quella allevata non è assolutamente a rischio perché l’apicoltore controlla i parassiti, il clima e condizioni d’inquinamento dell’alveare, quindi può intervenire. Però a livello selvatico non esistono più, sono praticamente estinte, proprio perché non hanno tutti questi controlli e aiuti dall’uomo e non sono più in grado di sopravvivere.

L’Onu ha stilato una lista di azioni per gli individui, gli agricoltori e i politici per salvaguardare l’ambiente delle api. Per esempio si consiglia di piantare piante autoctone con fioriture in diversi momenti dell’anno. Questo può aiutare?

Sì, è molto importante, non solo per l’ape mellifera (quella da miele), ma per tutti gli apoidei. Ci sono tanti insetti, come i bombi e le osmie, che non hanno la stessa tutela e le cure delle api da miele e quelli sì, sono a rischio. Proprio per questi motivi è importante diversificare la flora nei nostri giardini e lungo le strade. Introducendo piante con fioriture di tutto l’anno, aiutiamo molto la sopravvivenza di questi insetti.

Un altro invito è quello di evitare l’uso di pesticidi. Quali sono alcune conseguenze di questi prodotti?

I pesticidi vanno utilizzati in maniera, diciamo, corretta: servono per proteggere le coltivazioni, ma vanno utilizzati se necessario e dove non c’è nessun’altra alternativa. Sicuramente la riduzione di pesticidi, specialmente quelli che colpiscono tutti i tipi d’insetti, sono molto problematici e vanno potenzialmente ridotti. Se si evitano pesticidi e si utilizzano alternative che hanno comunque una buona efficacia, sicuramente questo aiuta.

Cosa possiamo fare, poi, collettivamente, per aiutare questa specie?

Io penso che un sistema molto efficace è di acquistare prodotti (alimenti) che vengono da processi produttivi più sostenibili, dove, appunto, pesticidi e, soprattutto erbicidi, non vengono utilizzati. L’agricoltura biologica ha una tutela superiore per gli insetti e ha una ricaduta importante su di essi. Questo è un modo per aiutare l’ambiente in generale e, di conseguenza, anche le api.

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Ho 15 anni e frequento la V Ginnasio alle Stimate. Ho scelto questo indirizzo perché mi sono sempre piaciute le materie umanistiche, soprattutto la letteratura e la storia. Sono una ragazza solare e sorridente e cerco di vedere il lato positivo delle cose, so anche essere molto pigra, infatti, non pratico sport. Sono sempre stata abituata ad ascoltare molta musica, fin da quando ero piccola; ora è la mia passione più grande. Ascoltandola, mi libero da tutti i pensieri, mi isolo e, quando ho delle giornate no, mi rallegra. Potrei passare giorni e giorni ascoltandola e non mi stancherei mai. Mi piacciono molto anche i film e serie polizieschi o thriller; la mia serie preferita è Criminal Minds, infatti, mi ha sempre affascinato il mondo della criminologia. Nel futuro vorrei fare un lavoro in cui potrò aiutare le persone, mi piacerebbe lavorare nel campo della medicina o della psicologia.

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