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Dalla mezzanotte del 3 giugno finalmente è stata aperta la vaccinazione anche all’ultima fascia d’età della popolazione italiana.

La Festa della Repubblica ha infatti portato dopo di sé uno sprint definitivo per la campagna vaccinale: il via libera per le prenotazioni del vaccino è stato esteso anche ai giovani dai 12 ai 39 anni.

Dopo soli sei mesi circa dalla prima somministrazione del vaccino contro il Covid19, anche noi ragazzi possiamo disporre dell’arma che contrasterà e che già contrasta largamente il virus.

La pandemia ha cambiato il nostro concetto di “normalità” e “quotidianità”, ci ha privato del contatto, ma allo stesso tempo anche della voglia di stare da soli: già a fine primo lockdown la solitudine ci aveva stancato; quante relazioni potevano essere migliori e diventare qualcosa di più se solo non ci fosse stata questa sensazione di disagio e inadeguatezza, di non essere più abituati, di aver perso il ritmo?

Ecco, il ritmo: il covid talvolta ci ha fatto pensare di dover correre per ritrovare la nostra routine e l’andamento giusto, e non solo una volta; nel momento in cui ormai pensavamo di averlo recuperato, questo ci è stato nuovamente tolto, prima perché la scuola è tornata in presenza al 100% a settembre, poi perché è tornata del tutto in dad, ancora dopo metà e metà… e di nuovo un susseguirsi di cambiamenti.

Per certi versi questa pandemia ci ha fatto scoprire nuovi approcci e metodi efficaci a cui probabilmente saremmo arrivati tra più tempo, ha portato con sé elementi positivi di innovazione, ma il peso e il dolore posti dall’altra parte della bilancia hanno purtroppo un valore enorme.

Una fila di ragazzi in attesa del proprio turno per fare il vaccino

Queste cose ormai sono tutte già dette, perché rappresentano la realtà con cui siamo costretti a vivere da più di un anno e ,detta fuori dai denti, non ce la facciamo più: io, come tutti i giovani, voglio godermi la mia adolescenza, non passarla a preoccuparmi che mia nonna non si prenda il covid, che i progetti che sto cercando di seguire anche per il mio futuro vengano interrotti e rimandati, che il mio primo pensiero uscendo da una stanza non sia rivolto alla conversazione o alla situazione appena vissuta, ma al dispenser dell’igienizzante.

Per tornare ad una situazione di normalità, che sarà sicuramente diversa da quella degli scorsi anni, ma pur sempre sicura e stabile, adesso c’è bisogno di ciascuno per muovere passi sempre più veloci verso la fine, e a permetterci questo percorso è il vaccino.

È per questo che ancora una volta è necessario che noi ragazzi ci vacciniamo e dimostriamo nuovamente il nostro senso civico, di cui abbiamo già dato prova nel rispetto delle normative Covid durante tutto questo periodo.

Infatti, nonostante le scuole in Italia siano state chiuse perché a quanto pare non considerate una priorità, come invece è successo nella maggior parte degli altri stati europei finchè possibile, nonostante noi adolescenti siamo stati chiamati untori e colpevoli della diffusione del virus in famiglia tra i nonni, anche se abbiamo sempre rispettato le regole e il lockdown, non siamo mai andati a berci uno spritz facendo la calca in piazza Erbe, nonostante tutto questo noi vogliamo dimostrare fino in fondo di essere responsabili e rispettosi.

Non abbiamo bisogno del vaccino per proteggere noi stessi, perché non sviluppiamo sintomi gravi se contraiamo il Covid: ci facciamo vaccinare per senso civico, per tutelare i nostri cari e le persone che invece andrebbero incontro a pericolosi disagi con il virus.

Prenotare la data della nostra vaccinazione al momento è quindi un ulteriore modo per dimostrare che noi ragazzi, nonostante tutto, siamo delle persone responsabili, anche più di certi adulti, adulti che per disinformazione, scaramanzia, ignoranza, etc. non vogliono farsi vaccinare e quindi tutelare la propria famiglia e la ripresa dello Stato.

Infatti, alcune fasce fragili di popolazione (come i 60 e 70enni) hanno aderito in modo insufficiente alla campagna vaccinale: basti pensare che circa un 30% dei 60enni non ha voluto fare il vaccino.

Tocca a noi giovani allora ancora dimostrare che l’Italia sarà migliore tirandoci su la manica.

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