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Dal 6 agosto al 31 dicembre 2021 in Italia per poter accedere a ristoranti al chiuso, palestre, piscine, centri termali, cinema, teatro, concerti, stadi e palazzetti, parchi divertimento, sagre, sale gioco, concorsi pubblici e tutti i luoghi di possibile assembramento, è necessario essere muniti di Green Pass, una certificazione che ha lo scopo di dimostrare di aver effettuato almeno la prima dose di vaccino (rilasciata dopo 15 giorni dalla prima somministrazione), o di essere guariti dal COVID19 nei sei mesi precedenti, o di aver fatto un tampone con esito negativo nelle 48 ore precedenti.

La conversione in legge in Parlamento del Piano Scuola per la pianificazione delle attività scolastiche, presentato dal ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, approvato con il decreto n. 111 del 6 agosto, non avverrà prima del 13 settembre e nel frattempo si naviga a vista alla ricerca di possibili soluzioni.

Nel decreto del 6 agosto, che era stato approvato sia dalle Regioni che dagli Enti locali, è ribadito l’essenziale valore formativo della didattica in presenza e questa è l’unica certezza su cui si basa la ricerca di una procedura per il rientro in sicurezza.

Il premier Draghi e il ministro dell’Istruzione hanno dato ampie rassicurazioni sulla presenza in aula di alunni e studenti, sostenendo con fermezza che la certificazione verde non costituisce uno schiaffo al personale della scuola.

DOCENTI E PERSONALE SCOLASTICO – La questione dell’obbligo del Green Pass per insegnanti e personale scolastico ha fatto sorgere molti scontri tra sindacati, presidi e Miur. Gli insegnanti no vax rischieranno la sospensione dello stipendio dopo cinque giorni di assenza ingiustificata e verrà nominato un supplente. E’ certo che senza Green Pass i docenti ed il personale Ata non potranno entrare a scuola; è stata fatta la proposta di offrire tamponi gratuiti per docenti non vaccinati, istituendo un “fondo tamponi” e altre misure, a carico delle scuole, che favoriscano gli insegnanti non ancora in possesso della certificazione verde, ma l’Associazione Nazionale Presidi non ha firmato il documento, in quanto non si vuole favorire la logica della “sostituzione del vaccino con il tampone”. Si tratta di tutela della salute collettiva, che è prioritaria. I sindacati non sono d’accordo e premono per il tampone gratis. Al momento gli insegnanti no vax costituiscono il 14,87% del personale scolastico italiano e il governo sta stanziando fondi per le supplenze.

STUDENTI – Per i ragazzi non è previsto l’obbligo vaccinale per entrare a scuola e nei prossimi giorni si deciderà come procedere. E’ stata avanzata l’ipotesi di istituire punti di vaccinazione all’interno degli istituti scolastici dal 30 agosto al 15 settembre: si tratterebbe di una vera campagna all’interno della scuola, un messaggio positivo per far capire che non si può assolutamente fallire nell’obiettivo della ripresa in presenza

La cosa di primaria importanza è che la scuola venga sempre svolta in presenza, a meno che non ci si trovi in zone arancioni o rosse o in circostanze di eccezionale e di straordinaria necessità, dovuta al rischio estremamente elevato di diffusione del virus SARS-CoV-2 o delle sue varianti.

Il CTS (Comitato Tecnico Scientifico) vuole assicurare il recupero dei ritardi ed il rafforzamento degli apprendimenti e, soprattutto, la riconquista della dimensione relazionale e sociale dei ragazzi.   

Come l’anno scorso è previsto il distanziamento fisico di un metro e due metri tra i banchi e l’uso delle mascherine, che potrebbero essere tolte al proprio banco o anche nel caso in cui l’intera classe sia interamente vaccinata o con studenti guariti dal Covid. Queste misure saranno valide fino al perdurare dell’emergenza sanitaria, che attualmente è stata fissata al 31 dicembre 2021. 

Le mascherine non dovranno essere indossate dai bambini al di sotto dei sei anni e dai soggetti con patologie o disabilità incompatibili con il suo utilizzo. Raccomandato, invece, al personale che serve i pasti nelle mense scolastiche, nelle quali il pasto potrà essere somministrato senza porzioni monouso, ma con le modalità della mensa tradizionale.

La sanificazione della scuola va effettuata solo se non sono trascorsi sette giorni da quando la persona positiva ha frequentato i locali e può essere effettuata sia da ditte esterne, che dal personale interno della scuola.

Per quanto riguarda le attività didattiche di educazione fisica all’aperto, il CTS non prevede in zona bianca l’uso di mascherine, salvo il distanziamento interpersonale di due metri, mentre al chiuso è raccomandata l’aerazione dei locali. Inoltre, nella zona bianca le attività di squadra sono possibili, ma si raccomanda lo svolgimento di attività individuale.

I dirigenti scolastici dovranno prevedere norme per evitare assembramenti nelle aree di pausa e negli intervalli, così come dovranno valutare eventuali ingressi e uscite scaglionate.

Per gli alunni resta il divieto di entrare a scuola con la febbre o nei casi di contatto con un positivo negli ultimi 14 giorni. Per i sintomatici la procedura non cambia: lo studente deve tornare a casa e da quel momento parte la segnalazione con conseguente attività di tracciamento da parte dell’USSL. Chi ha terminato il ciclo vaccinale dovrà rimanere in quarantena sette giorni e al termine eseguire un tampone con esito negativo per poter rientrare.

La novità prevista nella versione finale del Piano Scuola sarà la ripartenza delle gite scolastiche e delle visite d’istruzione, almeno in zona bianca, sospese da un anno e mezzo.

L’obbligo della certificazione verde scatta per i ragazzi dai 12 anni, per i quali è stata approvata la somministrazione di Pfizer e Moderna, con le stesse modalità riservate agli adulti.

Per quanto riguarda i minori di 12 anni le regole sono più articolate: l’età minima per ottenere il green pass è 2 anni, (fino ai due anni il Green Pass non è obbligatorio e non è possibile farne richiesta); dai 2 ai 6 anni non è obbligatorio, ma è possibile farne richiesta, dai 6 ai 12 anni, non è obbligatorio ma si può ottenere con tampone negativo o certificato di avvenuta guarigione, (in ogni caso la certificazione verde rimane facoltativa fino al compimento dei 12 anni).

Sono stati stanziati 422 milioni di euro per l’avvio in sicurezza dell’anno scolastico 2021 – 2022, che verranno ripartiti tra gli uffici scolastici regionali sulla base di tre criteri oggettivi: numero degli studenti per regione, numero di classi e indicatore di fragilità Invalsi, che nello scorso anno scolastico ha rilevato risultati più bassi rispetto agli anni precedenti. La pandemia ha accentuato il problema della dispersione scolastica, soprattutto tra gli allievi che provengono da contesti socio-economici culturali meno favorevoli.

La pandemia ha fatto riscoprire la funzione sociale della scuola, sia nella dimensione relazionale che del “benessere cognitivo”, che solo la scuola può offrire.

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Frequento la V Ginnasio alle Stimate, ho scelto il liceo classico perché sono sempre stata affascinata dalle materie umanistiche, inoltre, ritengo che questo indirizzo dia la possibilità di fare qualsiasi tipo di università. Vivo a Peschiera del Garda, in provincia di Verona, nonostante la distanza dalla scuola amo vivere sul lago. Come sport pratico da quattro anni il cerchio aereo, un arte circense, e scio da quando ho tre anni. Il mio segno zodiacale è il leone, mi reputo una persona estroversa, solare e dolce, anche se molto testarda: penso sempre di aver ragione. Nel tempo libero mi piace uscire con gli amici, spesso guardo serie tv, preferisco quelle che riguardano gli adolescenti, ma la mia preferita rimarrà sempre Friends. Amo ascoltare la musica, andando a scuola in treno, la ascolto spesso, mi piacciono quasi tutti i generi musicali, ma il mio preferito in assoluto è l’Indie. Non so ancora bene cosa vorrei fare da grande, mi piacerebbe viaggiare e realizzare i miei sogni.

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