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“Il mio nome è Zahra Armadi e sono una attivista per i diritti delle donne , proprietaria di un ristorante a Kabul. La mia vita è in pericolo e sto ricevendo minacce dai Talebani. Sono una donna di una minoranza etnica. Sono proprietaria di un ristorante già attaccato dai Talebani nel 2016. Vivo da sola e lavoro per il mio Paese ogni giorno, non voglio scappare, ma la paura di venire rapita e data in matrimonio ad un talebano non mi fa dormire di notte. Per favore aiutatemi subito, potrei essere uccisa!”.

La storia di Zahra è la storia di migliaia di donne che temono di vedere negati i propri diritti e libertà con il ritorno dei talebani al potere.

La situazione delle donne dal 1994 a 2001

Dal 1994, anno dell’ascesa al potere dei Talebani, la condizione delle donne afghane peggiorò drasticamente e la loro vita pubblica fu fortemente limitata. Le donne vivevano tra le mura di casa e potevano uscire solo accompagnate da un membro maschile, dovevano indossare il burqa e gli era negato di svolgere una funzione pubblica. Tutta la società e in particolare i dettami per le donne erano regolate secondo i dogmi della Sharia ed era uso che un uomo avesse anche più donne di sua “appartenenza”, da sposare anche in tenera età. 

Messe a tacere, i Talebani le privarono anche dei loro diritti fondamentali che avevano ottenuto con fatica negli anni precedenti. Nel 1919 infatti era stato loro concesso il diritto di voto e nel 1960 la ratifica della nuova Costituzione aveva dato loro un nuovo ruolo importante nella società in ambito politico, economico e sociale. La presa al potere dei Talebani ridusse la loro azione, fino al punto di emarginarle.

Dopo il 2001, anno di caduta del regime talebano, la situazione delle donne migliorò molto con importanti sviluppi economici, politici e sociali. La loro presenza nel parlamento era infatti aumentata del 27%, inoltre più di 100.000 donne si erano iscritte all’università e 3,5 milioni di ragazze a scuola. Adesso, con il ritorno al potere da parte di questi estremisti, si teme che le vecchie regole e le dure restrizioni, le stesse imposte negli anni ‘90, possano tornare in vigore.

Donne afghane con il burqa

La situazione oggi

Il portavoce dei Talebani ha affermato che ora il nuovo Emirato Islamico sarà rispettoso dei diritti delle donne e sarà consentito loro l’accesso all’istruzione. Il gruppo sostiene di essere cambiato e che consentirà alle donne di lavorare, andare a scuola, uscire di casa da sole e indossare l’hijab. Il resto del mondo resta tuttavia poco convinto di fronte a questo cambiamento, poiché i Talebani, nell’annunciare il nuovo governo, hanno specificato come si realizzeranno la Teocrazia Islamica e la rigida interpretazione dell’Islam che vede le donne come merce.

Si spera quindi che i Talebani mantengano un comportamento collaborativo e aperto nei confronti di queste e che la Comunità Mondiale si faccia garante di una supervisione per il rispetto di ogni essere umano in Afghanistan, come in ogni luogo del Mondo.

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Ciao, il mio nome è Arianna e frequento la quinta ginnasio del liceo classico “Alle Stimate”. La scelta di questo indirizzo non è stata per nulla semplice: non avevo le idee chiare sul mio futuro e non riuscivo a trovare delle preferenze determinanti tra materie umanistiche e scientifiche. Per mio carattere infatti tendo sempre a vedere ciò che di interessante c’è in ogni argomento e ciò mi porta poi ad appassionarmici. Ho un carattere propositivo, estroverso e solare: adoro ridere, condividere emozioni e divertirmi con gli amici. Ho molti interessi e passioni che nel tempo ho sviluppato e che mi hanno arricchito sotto tanti aspetti: l’arte e la pittura, che vivo a 360° grazie anche a mia mamma, che mi ha fatto conoscere questo magico mondo; la danza, che mi permette di esprimere ciò che provo in un modo unico e molto personale e il canto, che fa sempre vibrare la mia anima. Da sempre appartengo con fierezza al mondo Scout che attraverso tantissime esperienze mi ha regalato nuove prospettive e gusto della vita.

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