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11 settembre 2021– Sono passati esattamente 20 anni dalla vicenda che ha cambiato per sempre le nostre vite: si tratta dell’attacco al World Trade Center di New York, avvenuto l’11 settembre 2001. Proprio quella mattina diciannove terroristi di Al Qaeda hanno preso il comando di quattro aerei di linea con l’obiettivo di compiere attentati in luoghi di grande valenza simbolica: si trattava delle Torri Gemelle, a New York, del Pentagono, situato fuori dai confini della Capitale statunitense, e l’ultimo sarebbe dovuto essere il Campidoglio o la Casa Bianca, tuttavia l’aereo precipitò in un campo di Pennsylvania.

Questa terribile vicenda provocò lo shock del mondo occidentale, la diffusione della rete globale del terrorismo e la guerra al terrore degli USA. Una delle immagini simbolo degli attentati dell’11 settembre è la reazione di George W. Bush, l’allora presidente degli Stati Uniti America: si trovava in una scuola elementare in Florida, quando il capo dello staff presidenziale gli aveva detto che anche un secondo aereo aveva colpito le Torri Gemelle. «Il suo viso cambiò colore, capimmo che qualcosa di brutto stava succedendo» ha dichiarato dieci anni dopo l’ex alunna Mariah Williams. 

La reazione di George Bush mentre era in visita ad una scuola

Ogni anno, per commemorare le vittime, viene acceso il Tribute in Light, un’installazione di 88 fari da ricerca, situata nel punto in cui si ergeva il World Trade Center. 

Tribute in Light: la luce ricrea le Twin Towers

Cos’è successo quella mattina

Prima di ripercorrere gli eventi accaduti 20 anni fa, bisogna fare una premessa importante: quando si parla di “attentati dell’11 settembre 2001”, non ci si riferisce solo alla caduta delle Torri Gemelle, come molti pensano. Si parla anche della distruzione del Pentagono, l’edificio sede del quartier generale del Dipartimento della difesa degli Stati Uniti d’America, e della tentata distruzione del Campidoglio e della Casa Bianca.

Le Torri Gemelle dopo l’attentato

Tornando a noi, cos’è successo in quel fatidico giorno?

E’ l’11 settembre 2001 e gli Stati Uniti d’America stanno vivendo il loro primo attacco dai tempi di Pearl Harbour: il nine eleven, ovvero l’attentato più sanguinoso nella storia degli USA fino ad oggi.

Tutto ha inizio alle 8:46 del mattino locali: il volo AA11 sta sorvolando Manhattan ad una velocità media di circa 975 metri al minuto, con a bordo 76 passeggeri, 11 membri dell’equipaggio e 5 dirottatori. Nel giro di pochi secondi, il veivolo si schianta contro la Torre Nord del World Trade Center di New York e l’impatto avviene tra il 93esimo e il 99esimo piano del grattacielo, composto da 110 piani.

Inizialmente, si pensa che sia solo un incidente, ma, in realtà, questo è solo l’inizio di una serie di stragi che cambieranno per sempre la vita degli USA. 

Iniziano le evacuazioni dall’edificio che sta cadendo a pezzi, ma nel giro di 17 minuti, alle 9.03, il volo AA175 della United Airlines con a bordo 51 passeggeri, 9 membri dell’equipaggio e 5 dirottatori viene fatto schiantare contro la Torre Sud del World Trade Center ad una velocità di 943 km/h. A differenza del primo, l’impatto avvenne tra il 77esimo e l’85esimo piano dell’edificio. In quel momento, l’America capisce di essere sotto attacco.

Attentato al Pentagono

Circa mezz’ora dopo, verso le 9.37, il volo 77 dell’American Airlines va a colpire la parte ovest del Pentagono ad una velocità di 853 km/h: l’impatto danneggia gravemente il Pentagono e scatena un grosso incendio.

Tre dei quattro aerei dirottati hanno raggiunto il loro obiettivo, andando a colpire gli edifici di maggiore valenza simbolica degli USA. Mentre il quarto volo, il volo United Airlines 93, con a bordo 33 passeggeri, 7 membri dell’equipaggio e 4 dirottatori non è riuscito a raggiungere il suo, schiantandosi in un campo a Shanksville, in Pennsylvania.  Riguardo quest’ultimo, sebbene non sia mai stato dimostrato con certezza quale fosse il bersaglio, si pensa che fossero il Campidoglio o la Casa Bianca, in quanto luoghi molto importanti e di grande valore.

Chi è stato?

Gli attentati dell’11 settembre 2001 sono stati realizzati da Al-Qaeda (in arabo “La Base”), un’organizzazione islamista sunnita paramilitare terroristica guidata da Osama Bin Laden. Quest’ultimo era un fondamentalista saudita, figlio di un imprenditore miliardario yemenita, diventato noto negli anni della guerra contro l’Unione Sovietica in Afghanistan e poi uno fra i principali nemici pubblici degli USA.

Miliziani di Al-Qaida

Dopo l’11 settembre, l’organizzazione è diventata una centrale di ispirazione per una miriade di realtà locali non necessariamente legate in modo diretto a Bin Laden e al suo nucleo dirigente originario. Molti dei terroristi di Al Qaida fuggirono dopo gli attentati e si nascosero tra Pakistan e Afghanistan, mentre molti dei capi storici dell’organizzazione furono uccisi. Per quanto riguarda Bin Laden, fu ucciso il 2 maggio 2011 dalle forze speciali americane ad Abbottabad, in Pakistan.

In molti si chiederanno quale sia stata la motivazione di questi attentati: di fatto, ciò che ha spinto i 19 terroristi a compiere tali misfatti è stato il coinvolgimento degli USA in conflitti «contro i musulmani». Gli attacchi furono il risultato degli obiettivi formulati nella fatwā, cioè un responso giuridico su questioni riguardanti il diritto islamico, emessa dallo stesso Osama bin Laden, la quale dichiarava che fosse «dovere di ogni musulmano uccidere gli Americani in qualunque luogo».

Le vittime

Le vittime degli attentati furono 2 977, esclusi i diciannove dirottatori: 246 sui quattro aeroplani, 2.606 a New York e 125 al Pentagono. Si pensa che le persone presenti negli edifici al momento dell’attacco fossero 17 400.  

Altre 24 persone sono ancora elencate tra i dispersi. Oltre alle vittime civili c’erano anche 343 vigili del fuoco che sono rimasti uccisi nelle operazioni di evacuazione. Furono più di 90 i Paesi che persero cittadini negli attacchi al World Trade Center e, per quanto riguarda l’Italia, furono 38 gli Italiani presenti nelle Torri che morirono sotto le macerie.

La maggior parte delle persone che si trovava al di sotto delle zone di impatto riuscì ad evacuare in sicurezza gli edifici, mentre coloro che si trovavano nella zona di impatto o nei piani superiori non riuscirono a salvarsi. Infatti, le persone che si trovavano nei piani più alti delle Torri salirono fino ai tetti degli edifici, sperando di essere salvate dagli elicotteri. Tuttavia, le porte di accesso ai tetti erano chiuse e, inoltre, non vi era alcun piano di salvataggio con elicotteri. Il fumo denso e l’elevato calore degli incendi avrebbe impedito agli elicotteri di effettuare manovre di soccorso.

Circa 200 persone saltarono dalle Torri in fiamme e morirono, come raffigurato nella famosa foto simbolo The Falling Man (“L’uomo che cade”), precipitando su strade e tetti degli edifici vicini, centinaia di metri più in basso.

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