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San Giuseppe: uomo dei sogni, carpentiere e padre. Queste sono le tre nature del padre di Gesù, presentate nella mostra a lui dedicata nella chiesa di San Pietro Incarnario, in centro a Verona. 

Nello sviluppare questo tema, quattordici tra pittori, scultori, fotografi e poeti hanno esplorato la figura di san Giuseppe, padre del coraggio, creativo, lavoratore, sempre nell’ombra, come ha scritto Papa Francesco nella sua lettera apostolica Patris Corde (che ha dato nome alla mostra), del dicembre 2020. Nell’allestimento si è voluto dunque dare un segnale chiaro della figura di san Giuseppe seguendo i tre punti della lettera apostolica Patris Corde

Questo soprattutto in base alla missione primaria degli artisti che fanno parte di UCAI.

La locandina della mostra

Qual è il progetto di UCAI? 

UCAI è un’associazione cattolica in cui l’arte diventa appunto una missione; anche perché è dell’arte che la Chiesa ha sempre avuto bisogno per trasmettere il messaggio della buona novella e l’arte ha sempre avuto bisogno della Chiesa come fonte di ispirazione

Uno degli scopi dell’associazione, come ci racconta Annachiara Mazzocchi, è quello di testimoniare la bellezza del Vangelo e della vita cristiana con l’arte; essa può essere non solo pittura ma scultura, fotografia, canto, danza, andando ad abbracciare tutte le arti, anche la poesia.

Gli artisti di UCAI Verona alla mostra Con cuore di padre a San Pietro Incarnario

Basta fare un passo indietro nella storia dell’arte per vedere questo: tante volte il popolo, che era analfabeta, trovava nei dipinti, nelle sculture e nelle pareti decorate all’interno degli edifici sacri una spiegazione accessibile del Vangelo. Ad esempio, il campanile di Giotto a Firenze è un esempio di Vangelo scolpito; quindi questo è il compito di un artista che si iscrive ad UCAI: testimoniare la bellezza del messaggio evangelico in maniera innovativa. 

“Sono entrata in questo gruppo proprio per quello e adesso da presidente spero di dare il mio contributo in base anche alla mia esperienza” dichiara Mazzocchi.

Il tema della mostra

L’argomento è stato scelto per esaltare la figura di san Giuseppe, lavoratore onesto e collaboratore di Dio nel raggiungimento della salvezza: “è un tema che abbiamo voluto affrontare perché questo è l’anno che il Santo Padre ha voluto dedicare alla figura di San Giuseppe per invocare la sua protezione; l’anno è cominciato l’8 dicembre 2020 con la lettera apostolica Patris Corde”.

Le sezioni

La mostra è divisa in tre piccole sezioni: San Giuseppe l’uomo dei sogni, San Giuseppe il carpentiere e San Giuseppe il padre; come ci racconta la presidente Mazzocchi, su quest’ultimo punto molto attuale si è lavorato di più.

Nella sezione dedicata a san Giuseppe come lavoratore si sottolinea, riprendendo le parole della Rerum Novarum di Leone XIII, l’onestà del santo. Noi, come Gesù, da lui possiamo imparare il valore, la dignità e la gioia di ciò che significa mangiare il pane frutto del nostro lavoro.

Anche Papa Francesco si è espresso su questo importante tema, affermando che il lavoro diventa occasione per mettere al servizio di chi ci sta intorno le nostre qualità, sviluppando le nostre potenzialità

Nella sezione dedicata a san Giuseppe come padre dell’umanità, egli, come fa con Gesù, ci protegge, ci accompagna nel nostro cammino, non trattenendoci, ma dandoci la possibilità di scegliere, di partire per la nostra strada

Infine nella sezione dedicata a san Giuseppe uomo dei sogni, usati come strumento da Dio per rivelare i propri progetti, si è sviluppato l’aspetto di Giuseppe come aiutante del Signore. Così come Maria e Gesù, anche lui ha sempre saputo pronunciare il suo sì alla volontà di Dio. 

Alcune opere realizzate per la mostra

I quattordici artisti, lavorando sul tema del padre: “C’è chi ha parlato di sé, chi ha rappresentato un padre con un bambino, chi ha composto poesie, esprimendo il vero significato dell’essere padre, assai evidente nella vita di san Giuseppe, padre dell’umanità e patrono della Chiesa universale”. 

L’esposizione delle opere realizzate dagli artisti in occasione della mostra. Sul palco a sinistra Annachiara Mazzocchi

La presidente ci ha poi raccontato come ha contribuito alla mostra: “Ho dipinto due quadri: uno dedicato alle radici (Nella terra), perché il padre rappresenta le radici che segnano poi il nostro futuro; un altro riprende invece le radici racchiuse in un cuore e avvolte in un abbraccio, come per volerle custodire e proteggere (L’abbraccio)”.

Infine le abbiamo chiesto quali progetti personali abbia per il futuro e ci ha rivelato la sua volontà di produrre una mostra personale: “Ho voglia di realizzare una mostra ma non a brevissimo termine sulla libertà; non so se ce la farò, ma questo è uno dei miei obiettivi“. 

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