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Audio articolo a cura di Carola Rigodanza

Sul suggestivo palco del Teatro Romano di Verona, nelle serate del 7 e 8 settembre 2021 è andata in scena la rappresentazione intitolata: “Resurrexit Cassandra”.  Protagonista è la nota sacerdotessa figlia del re Priamo e personaggio presente nell’Iliade di Omero. Una donna inascoltata, violentata da Aiace, oggetto di bottino per Agamennone e infine uccisa da Clitemnestra, moglie dell’Atride. A interpretare tale ruolo è stata l’attrice Sonia Bergamasco. Con lei, Cassandra è risorta dalla mitologia greca e dal Mount Olympus di Fabre, per diventare protagonista di questo assolo in cinque quadri. 

Inoltre, la Bergamasco è stata ospite di un incontro organizzato dal Centro di ricerca Skenè dell’Università di Verona, presso l’aula Megalizzi del polo Zanotto. Un appuntamento a cui hanno partecipato anche gli studenti del triennio dell’istituto Alle Stimate di Verona. Un buon modo per iniziare il nuovo anno scolastico all’insegna della cultura. Per l’occasione hanno avuto luogo degli approfondimenti su Il corpo profetico e i paesaggi: Cassandra nell’arte e nel teatro, La Cassandra di Pasolini: profezia e musica e I paesaggi di Cassandra: da Micene nell’antropocene.

Trama

Si tratta di un personaggio, quello di Cassandra, rivisitato in chiave più contemporanea. Una donna che cerca di parlare disperatamente agli uomini ancora una volta, avvertendoli del disastro a cui stanno andando incontro, ma le sue parole cadono nel vuoto. Cassandra avrebbe potuto salvare il mondo già diverse volte. Avrebbe potuto prevenire e mettere l’umanità a riparo dal disastro che essa stessa sta provocando contro di sé e contro l’amato pianeta Terra. Se solo qualcuno l’avesse ascoltata in merito al cavallo di legno, Troia non sarebbe mai stata distrutta dagli achei.

Movimenti politici, ideologici, cambiamenti climatici, isole di plastica negli oceani e inquinamento, questi sono alcuni dei temi toccati durante la conferenza. Tra nebbia, vento, fuoco, fumo, vapore e infine pioggia, il testo di Cappuccio, poetico insieme potente, affida alla bocca di Cassandra, cinque movimenti, umori e colori portatori di senso e fonte di ispirazione, intorno ai quali si snoda il discorso che Cassandra rivolge all’umanità.

La figura della sacerdotessa nella mitologia greca 

La storia di Cassandra è quella che si cela dietro la dolorosa scoperta del mondo, delle stranità collegate ad esso, di come poter vedere segnali a cui nessuno da peso pur essendo sotto gli occhi di tutti. Cassandra desidera essere ascoltata, ma Apollo impedisce ciò. Ella vuole vivere, quello che ormai nessuno sa più fare, ma viene definita folle. Vive in toto la sua disperazione profetica. La Cassandra che conosciamo risorge in varie epoche e momenti della storia. Il tema della resurrezione allude al linguaggio della cultura cristiana e tale aspetto si lega ad una visione dionisiaca del personaggio.

Infatti, Dioniso è il dio che risorge e i culti legati a lui, celebravano proprio questo mistero. D’altronde, se si muore vuol dire che si è sofferta una certa crisi e se ci rigeneriamo significa che abbiamo conosciuto una soluzione. Cassandra vuole partecipare all’infinito e non le interessa il potere, la materialità e quindi rinascere. Cassandra non è di ieri né di oggi, ma di sempre, è eterna nei messaggi che vuole comunicare. Noi dobbiamo cercare la natura del sempre dentro di noi con umiltà e dedizione. 

Il teatro dell’antropocene

L’obiettivo dello spettacolo “Resurrexit Cassandra” è quello di dare una nuova funzione al termine “teatro”. Si parla di teatro dell’antropocene, nel quale Cassandra si mostra sensibile agli eventi ecologisti e alle minacce ambientali. L’eclettismo di questo testo sta nel fatto che rimane rappresentabile in vari contesti, in modo tale che assuma valori differenti. 

Il tutto nasce da un’esigenza nuovissima, ossia quella di denunciare il tema della catastrofe ecologica. Noi viviamo in un’epoca che sarà l’ultima: quella dell’antropocene (= il termine connota quell’epoca geologica, in cui l’influenza dell’azione umana sulla natura è determinante, tanto da sconvolgere gli equilibri e prepararci a un declino inesorabile. Un processo dal quale non si può fare ritorno, ma si può solo rallentare). Viviamo in un eterno presente ed a dimostrazione di ciò è il fatto che, per esempio: accendiamo i condizionatori pur sapendo che provocano l’effetto serra o quando usiamo un suv anche se dobbiamo fare pochi chilometri. 

Il nostro stile di vita diventa deleterio per l’ambiente e la cosa raccapricciante è che pur essendone consapevoli non facciamo nulla per cambiare la situazione. L’antropocene non è solo una categoria scientifica, ma anche estetica e sta coinvolgendo sempre di più l’attività teatrale e cinematografica, basti pensare a tutti i documentari di carattere ecologico. Perciò, la Cassandra moderna è colei che ora ci sta avvisando circa l’imminente tragedia ambientale, la quale parallelamente corrisponde alla caduta di Troia, da lei nel mito anticipata. Non possiamo permetterci di guardare da lontano la nostra stessa autodistruzione, ascoltiamo la Cassandra che c’è in noi e la Cassandra terra.

La metafora teatrale diventa importante, dal momento che non esiste più un teatro in cui da una parte ci sono gli attori e dall’altra c’è chi assiste alla catastrofe con il senso del sublime. Il messaggio che ha voluto trasmettere lo spettacolo “Resurrexit Cassandra” è quello legato alla necessità imminente di agire per curare un pianeta infetto, anche se significa fare delle rinunce.

L’interpretazione di Cassandra da parte del regista Pasolini

Il celebre regista Pier Paolo Pasolini, si è occupato personalmente e in diverse occasioni della figura di Cassandra. La prima volta con una traduzione, che ha visto la sua concretizzazione sul palco del teatro greco di Siracusa. Una scelta innovativa, quella di affidare un compito simile a Pasolini, poiché solitamente si prediligono traduzioni “conservatrici” e non così progressiste. Il regista riuscì a ricreare l’Orestea di Eschilo, traducendola in una lirica civile, moderna e più comprensibile alle orecchie del pubblico attuale. 

Lo sforzo di Pasolini stava nel mettere in evidenza concetti correnti, ricavati dai testi antichi riguardanti l’argomento. Questa è l’ennesima conferma del fatto che: poemi, testi lirici, tragici e commedie sono figli del passato, ma nonostante ciò sanno essere sorprendentemente moderni. Infatti, l’attualità dimora nei valori che questi testi voglio trasmettere alle generazioni successive. 

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