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All’inizio del 2022 il Parlamento italiano in seduta comune (Camera dei deputati e Senato) ed i delegati regionali nell’aula di Palazzo Madama, sede del Senato, dovranno eleggere il nuovo Presidente della Repubblica, che sarà il tredicesimo Presidente e starà in carica per sette anni. 

L’art. 87 della Costituzione stabilisce che il Presidente della Repubblica è il Capo dello Stato e rappresenta l’unità nazionale, è un organo di vertice dello stato che ha sede al Quirinale, il palazzo in cui il Presidente svolge le sue funzioni, incontra le alte cariche istituzionali, i rappresentanti degli altri Stati e degli organismi internazionali, gli esponenti della società civile ed i cittadini.

Palazzo del Quirinale sede del Presidente della Repubblica italiana

L’attuale Presidente Sergio Mattarella venne eletto Presidente della Repubblica il 3 febbraio 2015 ed il suo mandato scadrà il 3 febbraio 2022.

Sergio Mattarella, ormai a fine mandato

L’art. 85 della Costituzione italiana prevede che la convocazione per l’elezione del nuovo Presidente sia diramata dal Presidente della Camera 30 giorni prima scadenza: in questa occasione viene anche fissata la data per la seduta comune del Parlamento con i rappresentanti delle Regioni, i cosiddetti Grandi Elettori.

Ammessi al voto saranno 629 deputati e 320 senatori (compresi 6 senatori a vita) e 58 delegati delle regioni.

La maggioranza per eleggere il Capo dello Stato nelle prime tre votazioni, a scrutinio segreto, è molto alta, i 2/3 dei voti, pari a 672 su 1007, dalla quarta votazione è sufficiente la maggioranza assoluta.

Nella storia d’Italia sono stati solo tre i Presidenti eletti fin dal primo turno: De Nicola nel 1948, Francesco Cossiga nel 1985, il più giovane Presidente d’Italia eletto a soli 57 anni, e Carlo Azeglio Ciampi nel 1999; al contrario, l’attuale Presidente Mattarella venne eletto al quarto scrutinio.

Al tempo, Mattarella era un giudice della Corte costituzionale che si è trovato a svolgere la sua carica presidenziale in un periodo complicato della storia repubblicana: prima della Pandemia, il nostro Paese era contrassegnato da una grande instabilità politica e durante il suo mandato si sono succeduti ben cinque governi.

Il ruolo di Mattarella è stato fondamentale per poter trovare coalizioni ritenute quasi impossibili, come quella tra la Lega ed i Cinque stelle.

Nell’art. 84 della Costituzione è previsto che ogni cittadino italiano che abbia compiuto i cinquant’anni e goda dei diritti politici e civili può svolgere questo carica.

La Costituzione non prevede divieti di rielezione al Colle dopo la fine del mandato, l’unico caso è stato quello di Giorgio Napolitano, che è rimasto in carica fino al 2015.

Giorgio Napolitano

Il ruolo del Presidente della Repubblica si manifesta in modo particolare quando scoppia una crisi politica ed il governo si dimette.

Il Presidente della Repubblica ha molte cariche, è il Presidente della corte Superiore della Magistratura, delle Forze armate e può dichiarare lo Stato di guerra deciso dalle Camere, autorizza il governo ad emanare leggi e decreti-legge, promulga le leggi approvate dal Parlamento, può concedere la grazia e commutare la pena ai detenuti, indire le elezioni ed il referendum nominare fino a cinque senatori a vita e nominare il Presidente del Consiglio.

Sergio Mattarella ha giurato come Presidente della Repubblica il 3 febbraio 2015, dopo quattro scrutini, di conseguenza il suo mandato dovrebbe terminare il 3 febbraio 2022 e le operazioni di voto per l’elezione del prossimo Presidente della Repubblica si dovrebbero tenere a gennaio 2022.

La convocazione del Parlamento da parte del Presidente della Camera, Roberto Fico, dovrebbe arrivare il 4 gennaio e la prima seduta si potrebbe tenere il 20 gennaio.

Roberto Fico, Presidente della Camera

Dal 3 agosto è partito il semestre bianco, periodo in cui non è possibile sciogliere le Camere fino a quando non sarà eletto il nuovo Presidente; sono gli ultimi sei mesi del mandato del Presidente della Repubblica.

Il capo dello Stato è anche il garante della Costituzione: il mandato dura sette anni, due anni in più rispetto alla legislatura.

Per eleggere il Presidente della Repubblica servono 673 voti alle prime tre votazioni e 505 dalla quarta in poi. Mario Draghi potrebbe essere eletto anche a primo scrutinio, vista la larga coalizione che sorregge il suo Governo, ma sarà difficile vederlo lasciare il suo incarico di Presidente del Consiglio e questa è anche la speranza di molti parlamentari che, in caso di elezioni anticipate, non riuscirebbero a maturare i requisiti per avere diritto alla pensione.

Mario Draghi, Presidente del Consiglio

Tra i possibili candidati, sono stati menzionati anche Silvio Berlusconi, da parte del centro destra e Dario Franceschini, ma, considerata la grande frammentazione politica, sarà improbabile che i due canditati possano trovare una maggioranza assoluta; forse il più probabile potrebbe essere Pier Ferdinando Casini, che nella sua carriera politica ha lavorato sia con il centro destra, che con il centro sinistra; tra i profili tecnici sono stati accennati i nomi di Marta Cartabia, attuale Ministro della Giustizia, costituzionalista e docente universitaria, Giuliano Amato , ex Presidente del Consiglio dei Ministri e attualmente vice Presidente della Corte Costituzionale e Marcello Pera, ex Presidente del Senato della Repubblica, filosofo e politico.

Silvio Berlusconi

Da un sondaggio effettuato da Ipsos, il nuovo Presidente ideale sarebbe Mario Draghi, che verrebbe scelto dal 30% degli intervistati, seguito da Silvio Berlusconi con il 14%, anche se il 52% degli intervistati sarebbe favorevole, data la situazione in cui ci troviamo di assoluta precarietà, ad un Mattarella bis. Tuttavia, l’intenzione del Presidente lascia poco margine alla possibilità di un nuovo mandato e non avrebbe alcuna intenzione di tornare su suoi passi.

Mattarella ha avuto un colloquio di congedo sia con papa Francesco che con il corpo diplomatico in vista della fine del suo settennato.

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