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Franschhoek è una piccola cittadina situata a circa 80 km a est di Cape Town, in Sudafrica. La chiamano ‘Piccola Francia’ perché il bellissimo paesaggio ricorda quello della Provenza, con infinite distese di vigneti che si estendono a perdita d’occhio e ricoprono le colline. I turisti, quando vi si recano, trovano una perfetta combinazione di paesaggi mozzafiato, cucina di classe mondiale e ottimi vini. Questa però non è l’unica realtà presente in questo meraviglioso posto. A poche centinaia di metri dal caratteristico villaggio, si trova una comunità di oltre 8000 persone, molte delle quali vivono in insediamenti senza servizi igienici adeguati, senza acqua corrente, nella povertà.

Vigneti di Franschhoek

E’ proprio per questo motivo che nel marzo 2005 è stata fondata FRANCO (Franschhoek Resource And Network Coordinating Organization), un’associazione non-profit che mira ad aiutare le persone povere di quella comunità, a elevarsi e a dare risalto all’assistenza per la formazione, l’istruzione e il lavoro autonomo.

Il fondatore si chiama Ron Whytock e queste sono le sue parole: “Aiutiamo a coordinare gli sforzi di qualsiasi persona, gruppo, azienda, organizzazione benefica o assistenziale impegnata a migliorare la vita non solo delle persone storicamente svantaggiate, ma di qualsiasi persona di qualsiasi colore, religione, razza o lingua che sia caduta in tempi difficili”.

Logo dell’associazione FRANCO

Come sappiamo, la pandemia ha causato in tutto il mondo una serie di problemi socio-economici devastanti. Il Sudafrica ne ha risentito molto, in particolar modo nell’ambito scolastico, in quanto c’erano poche risorse per un’offerta di apprendimento a distanza durante le rigide misure del lockdown. Durante il 2020, per questo motivo, oltre il 48% degli studenti nel settore pubblico ha abbandonato la scuola.

FRANCO lavora attualmente con le sette scuole pubbliche della provincia di Franschhoeck, aiutando i bambini e i giovani ad avere una certa costanza negli studi attraverso borse di studio, supporto agli insegnanti e ai professori, ricariche traffico dati, distribuzione di edu-packs (ovvero pacchetti educativi con attività sia motorie che didattiche) e molto altro. Con l’arrivo dell’inverno, inoltre, è stato avviato un programma di distribuzione di prodotti basici, come per esempio scarpe e prodotti per l’igiene femminile, con lo scopo di incentivare i ragazzi a non abbandonare gli studi e quindi eliminando quegli ostacoli che si erano creati per frequentare la scuola in presenza.

Volontari di FRANCO

Da marzo 2020 si è poi aggiunto un altro modo per aiutare le persone, ovvero l’offerta di pasti caldi preparati nelle cucine comunitarie in vari parti della comunità sette giorni su sette. Durante il picco della pandemia sono stati serviti 40.000 pasti al mese, mentre negli altri periodi circa 10.000.

Tutti i fondi di FRANCO provengono da donatori privati. Dal 2005 questa associazione è riuscita ad aiutare oltre 100.000 persone in diversi modi, basandosi esclusivamente su donazioni private e volontariato. Tantissimi giovani riescono a vedere uno spiraglio di luce nel proprio futuro grazie a tutte quelle persone che si sono unite per uno scopo comune: aiutare chi è stato più sfortunato di loro.

FRANCO non è solo un’organizzazione, ma la speranza di tanti bambini e ragazzi svantaggiati di questa valle”, queste sono le parole di Mandlenkosi Bula, un ragazzo ex detenuto che, dopo l’aiuto di queste persone, è riuscito a riprendere in mano la sua vita e rimettersi in carreggiata.

Per approfondire meglio questa realtà ed eventualmente contribuire, di seguito il link dell’associazione:

http://www.francosa.co.za/

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