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Oggi è Natale e il centro storico di Verona già nei giorni scorsi brulicava di turisti intenti a scattare fotografie e di veronesi indaffarati negli acquisti natalizi. Tutti, ma proprio tutti, giunti in piazza Bra, non possono non domandarsi perché vi sia una gigantesca stella cometa.

Nel 1984, in onore della Rassegna Internazionale di Presepi dal Mondo, fu installata l’imponente struttura in acciaio che tutti noi conosciamo. 

Inizialmente fu criticata per le linee troppo moderne e il progetto iniziale la vedeva coprotagonista in piazza Bra insieme all’Arena per un solo anno, ma quando poi i veronesi la videro dal vivo, la sua storia mutò rapidamente…

Con i suoi 70 metri di altezza e 82 di lunghezza, le sue 80 tonnellate, è entrata nel Guinnes dei Primati come archiscultura più grande al mondo, riempiendo d’orgoglio i cittadini di Verona.

E così è cambiata ben presto l’opinione comune sulla stella cometa “caduta” in piazza Bra quasi per caso, su idea di Alfredo Troisi, ideatore della rassegna dei presepi e di molte altre iniziative territoriali e progettata dall’architetto Rinaldo Olivieri.

Dopo la prima installazione il mondo intero ne è rimasto affascinato, e sono arrivate immediate richieste da parte delle città di New York, Francoforte, Tokyo, Osaka e dallo Stato del Texas di poterla esporre nei propri territori; solo allora i veronesi si resero realmente conto della particolarità della scultura e del tocco natalizio che conferisce tutt’oggi al cuore della città.

Così, un progetto “caduto dal cielo”, dapprima disapprovato, ha sciolto i cuori dei suoi osservatori, illuminando piazza Bra come solo una stella può fare.

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