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L’associazione Progetto Esperanza Italia Onlus nasce a Verona nel 2003 per promuovere e sostenere, nella Repubblica Dominicana, iniziative educative, assistenziali e di sostegno a favore dei bambini abbandonati e giovani bisognosi del territorio. 

Le iniziative si sviluppano nella provincia di Monte Plata, considerata una delle più povere del Paese. Da subito l’associazione si è occupata del “Progetto Boyà”, una struttura ricettiva per l’accoglienza e l’accompagnamento socio-educativo di bambini abbandonati nel Comune di Boyà e alcune scuole della provincia. Si occupa, inoltre, della conduzione di un’azienda agricola, “La Esperanza”, per attività formative e lavorative per ragazzi e donne del Comune. 

Dal 2014 il Progetto è in collaborazione con l’Istituto Don Calabria, che sostiene le attività di formazione del personale e alcuni percorsi tematici sulla salute dei bambini con le istituzioni locali. 

La missione è quella di tutelare i diritti dell’infanzia in luoghi in cui i bambini non hanno alimenti, istruzione, farmaci e, nel peggiore dei casi, una casa. Si cerca di migliorare la condizione di vita della popolazione locale, favorendo lo sviluppo di quella infantile.

La storia

L’atto costitutivo dell’associazione è del 16 ottobre 2003 con il coinvolgimento di diciannove soci fondatori. In realtà il sostegno ai ragazzi dominicani inizia nel 1987 grazie a Roberto Danese con l’aiuto dell’associazione Movimento delle Famiglie per l’Accoglienza. Lo scopo era quello di dare una scuola che ospitasse ragazzi di ogni età, un orfanotrofio e un pensionato

Con i primi fondi raccolti e con un contributo della Provincia di Verona, si sono acquistati alcuni terreni presso l’antica chiesa coloniale, il centro della città. Su questi terreni vennero costruiti un convitto per l’accoglienza e accompagnamento socio-educativo di bambini orfani o abbandonati e una scuola. Attualmente ci sono una quarantina di bambini all’interno del Centro e oltre cinquecento nelle varie scuole del territorio. 

Nel 2014 l’associazione ha firmato un accordo con l’istituto Don Calabria e, in seguito, con l’azienda agricola “La Esperanza”. Il 9 luglio 2015 il nome dell’Associazione viene modificato in “Progetto Esperanza Italia Onlus”. Un anno più tardi viene fatto un accordo con il Governo locale per avviare una collaborazione con lo scopo di operare nel campo dei programmi di intervento con adolescenti sottoposti a misure penali alternative alla privazione della libertà.

Nel 2017 le iniziative del Progetto ricevono il riconoscimento di “buone pratiche” alla prima Biennale di educazione ambientale per l’infanzia del comune di Pontevedra e dalla Giunta della Galizia. 

Emergenza COVID-19 

La gestione dei servizi educativi è stata, per Progetto Esperanza, molto complessa, soprattutto perché situata in un contesto caratterizzato da grandi problemi economici e sociali. Nel 2020, un anno condizionato dalla Pandemia, il 27,5% dei cittadini non ha potuto accedere alle cure essenziali e il 21,9% delle persone adulte non è riuscito ad accedere ai servizi sanitari

Sostegno a distanza

L’adozione a distanza può essere l’occasione più facile per aiutare un bambino. A differenza della normale adozione, in quella a distanza il bambino rimane nel suo ambito culturale, senza staccarsi dai suoi legami affettivi. Si permette al bambino, quindi, di crescere nel suo ambiente dignitosamente per poi potersi riscattare nel futuro e far progredire la comunità. 

Qualora si volesse adottare, la procedura è questa: compilare un modulo di richiesta indicando i propri dati anagrafici, le modalità di versamento (mensili, semestrali o annuali) e la tipologia di beneficiario (adozione individuale o del Progetto). 

La quota mensile è di 25,00 euro ed è rivolta a sostenere le spese per l’alimentazione, il vestiario, la scuola di un bambino ospite del Centro Boyà. Annualmente si ricevono notizie, lettere e foto del bambino sostenuto

“Molti anni sono passati da quando abbiamo deciso di accompagnare l’infanzia in un cammino di serenità e pace. Dopo tutto questo tempo non ci siamo stancati, sempre con entusiasmo lavoriamo insieme a loro per garantirgli diritti. Diritti sanciti dalla Convenzioni delle Nazioni Unite del 1989 (CRC), nostra guida nella visione dell’infanzia.”

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