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“È la tua ultima occasione, se rinunci non ne avrai altre. Pillola azzurra, fine della storia: domani ti sveglierai in camera tua, e crederai a quello che vorrai. Pillola rossa, resti nel paese delle meraviglie, e vedrai quant’è profonda la tana del bianconiglio. Ti sto offrendo solo la verità, ricordalo. Niente di più.”

Con queste parole Morpheus (interpretato da Laurence Fishburne) nel 1999 ci ha aperto gli occhi e abbiamo deciso di tuffarci nella tana del bianconiglio.

Matrix è la realtà futura del XXIII secolo in cui le macchine dotate di intelligenza artificiale, si sono ribellate agli uomini. Il mondo nel quale il protagonista Neo (noto come Thomas A. Anderson, interpretato dall’attore Keanu Reeves) è vissuto fin dalla nascita è in realtà Matrix, una neuro-simulazione interattiva costruita sul modello del mondo del 1999 per tenere calmi gli umani coltivati. Il ruolo di Neo è quello di decodificare Matrix e di concludere la guerra contro le macchine, risvegliando l’intera umanità dalla “simulazione onirica” di Matrix stessa.

Nel quarto attesissimo capitolo della saga uscito il primo gennaio di quest’anno nelle sale cinematografiche italiane, veniamo catapultati nuovamente in Matrix dove Thomas Anderson è un famoso programmatore di videogiochi e la sua opera più amata è la trilogia di Matrix. Il protagonista è però afflitto da strane visioni che non riesce a distinguere dalla realtà e che cerca di curare con l’aiuto di un analista.

Attraverso questo film capirete che due grandi critiche vengono mosse dalla regista Lana Wachowski, spinta da una necessità interiore di onestà morale. Il filo rosso che lega tutti i quattro capitoli rimane l’amore, quello libero ed incondizionato che nonostante tutto trionfa.

E voi quindi, sceglierete nuovamente la pillola rossa per ritornare in Matrix 23 anni dopo? 

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