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Sono trascorsi vent’anni da quando è stato ritirato dal mercato e dalla circolazione il Concorde, il primo jet destinato al trasporto civile capace di volare ad una velocità superiore rispetto addirittura a quella del suono. Questo modello di aereo era in grado di coprire lunghe distanze, come sorvolare gli oceani, in brevissimo tempo e, perciò, riscosse subito molto successo, aprendo ai voli supersonici le porte degli aeroporti più importanti del mondo. Ma, a causa di un incidente avvenuto nel 2000 e per gli elevati costi, non è stato più messo in volo. Negli ultimi mesi, nonostante il ritiro del velivolo, si sta concretizzando giorno dopo giorno il progetto per la creazione e la diffusione del suo erede, Overture, prodotto dall’azienda Boom Supersonic. Molti ritengono che, come il Concorde abbia permesso di fare grandi passi in avanti nell’ambito dell’ingegneria aerospaziale, anche Overture sarà il preludio di una nuova epoca per l’aviazione.

Una struttura innovativa che risponde alle esigenze di oggi

Definito da alcuni come il “nipote” dell’aereo supersonico Concorde, Overture sarà uno dei pochi jet destinati al trasporto di passeggeri civili in grado di superare i limiti della velocità del suono. Infatti questo modello di aeroplano è stato progettato e sta venendo costruito con una struttura del tutto innovativa e con materiali leggeri. Il jet, secondo i dati, avrà una lunghezza di 205 piedi e potrà contenere al suo interno tra i 65 e gli 88 passeggeri.

Il CEO e fondatore della Boom Supersonic, Blake Scholl, ha dichiarato che Overture sarà l’inizio di una nuova era, basandosi su tre punti cardine: velocità, sostenibilità e sicurezza.

Gli interni del jet Overture

 Grazie allo sviluppo di tecnologie avanzate, il jet sarà capace di viaggiare a una velocità di 1.7 Mach, pari a circa 2000 chilometri orari, superando di gran lunga i normali aerei di linea, che raggiungono in media i 0.8 Mach (corrispondenti a 980 km/h). Ad esempio, si è calcolato che con Overture il volo da Los Angeles a Seul, attraversando tutto il Pacifico, durerà all’incirca sette ore, anziché tredici. I passeggeri quindi potranno raggiungere la costa opposta dell’oceano in un tempo sicuramente inferiore rispetto a quello abituale. Secondo i dati della Boom Supersonic, l’altitudine di crociera, ossia l’altezza che l’aereo può raggiungere durante la fase di volo, permetterà ai passeggeri di ammirare il panorama da 60.000 piedi. Per quando riguarda l’eredità del Concorde, gli ingegneri dell’azienda prenderanno spunto da alcune caratteristiche del “nonno”, ma dovranno modificare gli aspetti che hanno portato alla rovina il primo jet supersonico. Innanzitutto Overture sarà sostenibile a livello economico e ambientale, caratteristiche fondamentali che tuttavia mancavano al Concorde.

Infatti, il modello precedente necessitava di costi molto alti per poter garantire l’efficienza del jet. Un altro grande problema per le due compagnie che produssero Concorde fu l’inquinamento acustico. Quando il jet decollava e si metteva in volo nell’aeroporto si sentiva un forte e fastidioso boato che veniva sentito anche nelle vicinanze, creando un generale malcontento. Per questo motivo, l’aereo sarà dotato di un sistema che ridurrà al minimo il boom sonico e permetterà voli anche sui continenti, non creando alcun rumore violento.

Con l’obiettivo di inquinare il meno possibile il jet farà uso di un motore, progettato e costruito dalla divisione aerospaziale della Rolls-Royce, alimentato da un carburante sostenibile ed ecologico, evitando quindi emissioni di carbonio. La Boom Supersonic garantisce una maggiore sicurezza ai passeggeri attraverso sistemi elettronici interni all’aereo, permettendo quindi un volo più sicuro e tranquillo, non dimenticandosi della tragedia avvenuta nel 2000.

Il prototipo dell’Overture, XB-1, è studiato in questi giorni dalla NASA, che lo sta sottoponendo anche ad alcuni test. L’azienda produttrice statunitense ha affermato che entro il 2025 il jet verrà collaudato e nel biennio 2027-2029 verranno compiuti i primi voli con dei passeggeri all’interno.

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Sono nato a Verona, ma sono cresciuto e vivo in un paese della provincia, Sanguinetto, nella zona vicino a Legnago. Dove abito non c’è un granché e questo è uno dei motivi che mi hanno spinto ad andare a Verona, una volta terminata la scuola media. Fin da piccolo mi è sempre piaciuto viaggiare in compagnia e vedere paesaggi diversi da quelli a cui sono abituato. Un’altra mia passione è la musica, pur non avendo un genere preferito, e da alcuni anni suono il pianoforte. Tra i vari indirizzi ho scelto il liceo classico non perché le materie scientifiche non mi piacessero, ma perché volevo approfondire ciò che si trova alla base della nostra cultura e della nostra lingua. All’inizio ero un po’ incerto su questa scelta, ma, grazie alla mia passione per la storia e alla mia curiosità verso il latino e il greco, ho capito quale fosse la mia strada. Posso dire, dopo due anni, che è stata per me la scelta giusta. Non sono ancora certo su cosa farò in futuro, ma mi piacerebbe lavorare in un ambiente che mi permetta di essere a contatto con le altre persone.

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